Terremoto, «danni agli edifici provocati dalle aggiunte nel tempo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA.  Le murature aquilane sono, nella maggior parte dei casi, manufatti di qualità, realizzati con sapienza e a regola d’arte, spesso tenendo conto anche del rischio sismico del territorio.

I costruttori dell’Aquila storica erano artigiani che utilizzavano i materiali presenti nel territorio ed avevano sperimentato accorgimenti per ridurre la vulnerabilità sismica. I gravi danni che esse hanno subito dall’ultimo evento tellurico si devono soprattutto alle molteplici trasformazioni che gli edifici aquilani hanno subito nel corso dei secoli, creando così nuove aperture e tamponamenti precari di quelle precedenti, che hanno indebolito la resistenza degli apparati murari.

E’ questo uno dei risultati che emerge dalla giornata di studio “Le murature e il rischio sismico: sperimentazioni a confronto. Proposte per l’Aquila”, svoltasi ieri per fare il punto su alcuni progetti di ricerca realizzati dagli atenei italiani proprio sulle murature aquilane.

«Nella valutazione della resistenza delle murature storiche – dicono gli esperti – è diffusa la convinzione che il modello di muratura ideale sia legato alla presenza di blocchi squadrati, bene ingranati e legati con malta di ottima qualità. Condizione questa che da sola è sufficiente a relegare gran parte delle murature storiche, e quindi anche quelle aquilane, in una categoria secondaria. Eppure l’edilizia storica locale, pur avendo subito danni gravissimi dal sisma del 6 aprile 2009, ha manifestato risorse di resistenza importanti, rispetto alle quali la muratura ha svolto un ruolo determinante».

 Per il recupero della muratura aquilana sono però in molti casi necessarie tecniche di rinforzo e queste sono state individuate grazie anche alle nuove conoscenze acquisite in quasi tre anni di ricerche sugli effetti del terremoto dell’Aquila. Per questo dal convegno odierno emergono linee guida a servizio di progettisti e tecnici impegnati nella ricostruzione dell’Aquila e del territorio del “cratere”, indicazioni comuni a cui attenersi per garantire la qualità delle murature e il modo migliore per rinforzarle. L’obiettivo è anche quello di presentare alle Strutture Pubbliche ed ai tecnici che operano nella ricostruzione i primi risultati ottenuti e le modalità di sperimentazione messe a punto, anche in vista di una pianificazione delle prossime attività.

Il convegno è stato organizzato dal Comune dell’Aquila, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo e dalla Camera di Commercio dell’Aquila, in collaborazione con l’Associazione ARCo.

Nell’occasione è portata all’attenzione di esperti, studiosi, tecnici e dell’opinione pubblica, un’altra interessante esperienza avviata quest’anno e che si sta concludendo. La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, avvalendosi dell’apporto scientifico di professori delle Università dell’Aquila, Chieti – Pescara, Perugia, Reggio Calabria, Padova e Genova, sta potando avanti il “Progetto Sisma-Abruzzo”, consistente nella valutazione della vulnerabilità e verifica sismica del patrimonio architettonico tutelato di proprietà demaniale, secondo quanto previsto dalle Linee Guida per la Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni, recentemente emanate. L’Abruzzo è la prima regione in Italia a realizzare questa mappatura del rischio sugli edifici di interesse storico artistico. «Con questa giornata di studio abbiamo voluto aprire un percorso di conoscenza – ha detto in apertura il Direttore Regionale ai Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo, Fabrizio Magani – e di valutazione della sicurezza sismica quale premessa alla progettazione degli interventi di manutenzione e restauro. Dall'esperienza di lavoro con gli atenei italiani , i partner tecnici, è nata l'idea di questa riflessione aggiornata sulle sperimentazioni condotte sulla tessitura muraria aquilana».

 Dello stesso avviso il Sindaco dell'Aquila Massimo Cialente che ha auspicato «Spero che da questo incontro – ha detto - emergano linee guida per intervenire sulla muratura aquilana e sulla ricostruzione della città in sicurezza, intervenendo come si è fatto per l'ex Convento di San Domenico che, per effetto di un accurato restauro terminato poco prima del sisma, non ha subito nessun danno ed oggi è il luogo dove la città riesce a ritrovarsi».

 Un plauso all'iniziativa è stato espresso dal presidente dell'ANCE, Gianni Frattale che ha elogiato il Direttore regionale ai Beni Culturali, Fabrizio Magani, per avere organizzato un incontro con le eccellenze che il nostro paese esprime in questo momento «Ora – spiega Frattale – queste preziose esperienze dovranno essere messe a disposizione della ricostruzione e le imprese, è la raccomandazione che faccio come ANCE, devono operare nel rispetto scrupoloso della progettazione, delle schede tecniche e della posa in opera».

 16/12/2011 08:33