Terremoto, Bertolaso in Senato. Pdl: «la mafia non s'è vista». Pd: «serve una legge»

Alessandro Biancardi

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bertolaso berlusconi

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ROMA. E' stata letta ieri in Senato dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, un'informativa sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.* FINI: «LA POLITICA COLLABORI PER LA RICOSTRUZIONE»

 

Negli interventi di maggioranza e opposizione sono emerse due realtà contrastanti. Totalmente positiva quella disegnata dal Pdl se non fosse stato per la presenza di contestatori e carriole che avrebbero rovinato il clima di armonia e solidarietà. Per Pd e Idv, invece, a 18 mesi di distanza dal sisma ci sono ancora troppe incognite e solo una legge speciale per la città potrebbe sistemare le cose.

Guido Bertolaso, ad inizio seduta, ha evidenziato il lavoro normativo posto in essere dal Governo «in virtù del quale è stato possibile regolamentare un'attività dipanatasi attraverso 36 ordinanze di emergenza di protezione civile e 14 successive ordinanze per gli interventi del Commissario straordinario».

Per l'emergenza e per la ricostruzione il capo della Protezione Civile ha ricordato che sono stati stanziati dal Governo 14 miliardi di euro per il periodo dal 2009 al 2012, «cui vanno aggiunte le risorse messe a disposizione dall'UE, già spese e verificate dagli organismi di controllo comunitari, e quelle donate dai privati».

«Sin dai primi giorni successivi al terremoto», ha ricordato Bertolaso, «abbiamo dichiarato che ci sarebbero voluti 10 anni per ricostruire completamente la città dell'Aquila, soprattutto nella sua parte più importante e significativa. Questo è stato il motivo per cui abbiamo sostenuto un'attività di ricostruzione immediata, chiamiamola 'leggera', che poteva garantire comunque una permanenza fuori dall'abitazione di appartenenza confortevole mentre si procedeva alle attività di ricostruzione». 

«Tutto e' stato fatto - ha aggiunto - nel pieno rispetto della normativa comunitaria vigente. Sono stati stipulati oltre 600 contratti di appalti con 221 imprese appaltatrici e oltre 1.550 imprese subappaltatrici. Per la realizzazione di questo mastodontico piano di interventi non sono state utilizzate deroghe alla normativa vigente fatta eccezione per una generalizzata accelerazione e contrazione dei tempi di gara, sebbene il legislatore avesse previsto la possibilita' di ricorrere alle procedure negoziate»

Ha preso la parola il senatore Pdl Filippo Piccone che pur ribadendo il giudizio «estremamente positivo» sulla fase di emergenza e sulle modalità prescelte per la ricostruzione, ha lamentato un mutamento del clima politico e sociale a livello locale e nazionale «che non giova al buon andamento dell'opera di ricostruzione».

«E' nato il popolo delle carriole», ha contestato il senatore, «vi sono state contrapposizioni tra il sindaco e il Commissario per la ricostruzione; ci sono state le urla su ipotetici finanziamenti che non arrivavano».

«Oggi», ha proseguito Piccone, «non ci sono macerie da spostare perché il piano di ricostruzione del centro storico dell'Aquila ancora non parte: va accelerato, e chi deve poi sostenere la ricostruzione deve essere messo nelle condizioni di farlo in maniera assolutamente congrua».

Il senatore ha fatto anche un commento sulla nomina del vice commissario Cicchetti: «è una risorsa in più a disposizione di quella struttura, con la speranza che possa contribuire a tempo pieno con la sua professionalità nel verso e nella direzione che ci auguriamo».

Riferimenti anche alla criminalità organizzata e ai pericoli di infiltrazione mafiosa: «dopo tanto urlare, tutta questa mafia in Abruzzo non si è vista: sono stati effettuati controlli preventivi puntuali e, a seguito di questa immensa operazione di controllo, pochi sono stati i rilievi in merito alle infiltrazioni».

Il senatore Giovanni Legnini (Pd) ha evidenziato invece come la fase emergenziale, che vede quasi 100.000 persone ancora non rientrate nelle proprie case, sia tuttora in corso quando invece avrebbe dovuto già essere conclusa, con «conseguenze nefaste su un territorio già martoriato da gravi problemi economici e occupazionali».

«Il contributo per l'autonoma sistemazione», ha spiegato l'esponente dell'opposizione, «è fermo a febbraio e il Comune ha dovuto anticipare diverse mensilità; moltissime imprese devono ancora riscuotere il compenso per i lavori fatti; le persone fuori casa sono 48.000 all'Aquila e 55.000 nel cratere, ivi comprese le 14.000 persone ospitate nel progetto C.A.S.E, le 4.000-5.000 nei moduli abitativi provvisori (MAP) e le 1.000 senza alcuna sistemazione. Parlo di persone che devono rientrare nella propria casa: anche quelle sistemate, attenzione».

«I disoccupati sono 12.000, la cassa integrazione è aumentata dell'800 per cento», ha proseguito Legnini, « le misure per il sostegno all'economia sono state pressoché inesistenti, la zona franca urbana non viene attivata da 18 mesi, il problema delle tasse è stato affrontato con superficialità ed in modo maldestro e, dopo tante proteste e battaglie, si è arrivati ad una rateizzazione del 100 per cento in dieci anni. Le macerie sono in gran parte da smaltire nonostante le promesse del ministro Prestigiacomo e del Governo».

«La verità», ha detto ancora il senatore del Pd, «è che occorre una legge speciale nuova per L'Aquila. Noi la presenteremo: faremo la nostra proposta nelle prossime settimane. Dateci retta, sottosegretario Bertolaso, prima che sia troppo tardi».

Positivo invece il giudizio espresso dal senatore Roberto Mura (Lnp), a conferma dell'efficienza «internazionalmente riconosciuta», della struttura di Protezione civile «che con straordinaria prova di sé aveva già fornito nell'immediatezza dell'evento».

Totalmente critico, il senatore Mascitelli (IdV) che ha dichiarato la propria insoddisfazione per una «informativa tardiva, incompleta e inadeguata, che soprattutto non chiarisce alcuni passaggi amministrativi non caratterizzati dalla necessaria trasparenza».

«Era previsto in maniera tassativa, perentoria», ha spiegato Mascitelli, «che il Governo riferisse al Parlamento nel mese di maggio e nel mese di giugno di quest'anno, e non adesso a ottobre, sulle risorse impiegate nello stato dell'emergenza, sullo stato di avanzamento della ricostruzione e sulle modalità con le quali queste risorse sono state impiegate: sulle modalità, non soltanto sulle semplici finalità. Quindi, dopo tutta questa attesa, noi consideriamo l'informativa assolutamente inadeguata».

«Il progetto C.A.S.E», ha continuato il senatore dell'Idv. «doveva essere un miracolo, fa acqua da tutte le parti. Fa acqua sui costi e anche sulla trasparenza»

«A questo si aggiunge - ultima considerazione - il silenzio del Governo. Il presidente Berlusconi, nella richiesta di fiducia presentata alle Camere, non ha detto una sola parola in merito all'Aquila. Allora, se la linea politica è quella del silenzio», ha chiuso Mascitelli.

 08/10/2010 9.52

 * IL RESOCONTO STENOGRAFICO 

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 FINI: «LA POLITICA COLLABORI PER LA RICOSTRUZIONE»

ROMA. Per la ricostruzione dell'Aquila tutte le istituzioni «dovrebbero remare nella stessa direzione. E' complicato farlo ma insisto nel dire che bisogna lavorare nella stessa direzione». Per il presidente della Camera Gianfranco Fini, di fronte a «una tragedia come il terremoto dell'Aquila» le istituzioni, a partire dai Comuni fino al Governo nazionale, indipendentemente dal colore politico, «hanno il dovere di privilegiare ciò che unisce, invece di fare lo scarica barile». Fini, parlando con alcuni studenti aquilani, nel corso di un Forum organizzato nell'ambito del festival "Diregiovani - Direfuturo", ha ribadito che «la politica non dovrebbe mai far venir meno la collaborazione tra le istituzioni».

«E' più complicato ricostruire l'Aquila com'era», ha continuato, «piuttosto che dare a tutti un tetto, perché significherebbe conservare tutti i pezzi di ogni muro e riportare gli edifici com'erano. Inoltre i tempi per rimettere in piedi le attività economiche sono lunghi. Con demagogia uno potrebbe dire di avere fiducia, ma è meglio dire che sarà difficile»

«Il terremoto - ha spiegato - è stata una tragedia senza precedenti nei tempi moderni».

Necessaria l'armonia per la ricostruzione anche secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta che ieri ha partecipato all'inaugurazione della "Casa Onna'" il centro ricreativo polivalente realizzato grazie ad una donazione del governo tedesco all'Italia e successivamente la Casa famiglia 'Immacolata Concezione', struttura che accoglie minori in difficolta', ricostruita grazie al sostegno della Fondazione Ania.

Letta ha formulato «un auspicio affinche' con lo stesso impegno e la stessa velocita' con cui sono state realizzate si possa caratterizzare la ripresa di tutta la citta' dell'Aquila». «Siamo di fronte - ha detto - all'esempio di cosa significa solidarieta' nel senso vero, autentico e non retorico. E le testimonianze in questo territorio sono tante. Credo che questo gesto simbolico dell'inaugurazione qui ad Onna una citta' unita che e' rimasta unita anche nella disperazione sia l'augurio migliore che si possa fare ad Onna, all'Aquila, all'Abruzzo, agli abruzzesi. Ve lo facciamo con tutto il cuore con la stessa emozione, la stessa partecipazione, lo stesso strazio con cui siamo arrivati qui nei giorni dopo il 6 aprile - ha proseguito Letta - lo stesso impegno, la stessa passione, lo stesso sacrificio con il quale siamo stati qui tanti mesi, lo stesso impegno che vi promettiamo ancora una volta oggi qui, sara' quello di questo Governo, del Governo italiano, dell'Italia e degli italiani. Saremo a vostro fianco, a fianco degli aquilani perche' quel passato, quella tradizione, quella storia quei valori che hanno fatto grande questo popolo possano riannodarsi tranquillamente al presente per sfidare i secoli futuri con la stessa forza, la stessa civilta', lo stesso impegno che hanno reso nei secoli o'l'Abruzzo forte e gentile».

08/10/2010 9.57