Sicurezza nelle scuole, i soldi non arrivano. Le ditte bloccano i cantieri

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. I soldi ci sono, come ribadisce sempre Chiodi, ma non arrivano a destinazione. Risultato? Cantieri bloccati.

Ad incrociare le braccia sono adesso le ditte che si stanno occupando della messa in sicurezza sismica delle scuole di Avezzano e Sulmona. Un lavoro importante quanto delicato, commissionato della Provincia di L'Aquila. I lavori però non sono facili anche a causa della mancanza di liquidità. Lo conferma anche l’Ance che da settimane raccoglie lamentele da parte delle ditte che stanno eseguendo i lavori e che ad oggi, pur procedendo nel pieno rispetto della tabella di marcia, non hanno visto liquidare alcuno stato di avanzamento. E così non si può andare avanti.

Proprio per questo motivo le ditte hanno notificato il fermo dei lavori alla Provincia: o arrivano i soldi o gli operai non ritorneranno al lavoro. E qui la situazione si complica perché dall’ente provinciale di spiega che il ritardo è dovuto al mancato trasferimento dei fondi da parte della Struttura Tecnica di Missione. Il solito scaricabarile dal quale si rischia di non uscire.

«Ancora una volta – denuncia il presidente provinciale dell’associazione nazionale costruttori edili, Gianni Frattale - alle ditte si richiede efficienza e puntualità in cambio di una burocrazia inaffidabile e dannosa. Le imprese, in mancanza di certezze sono costrette oggi a fermare i cantieri. Non vorremmo che dietro questi ritardi ci fossero complicazioni che possono ripercuotersi sulla salute delle nostre imprese». Da qui la necessità di fermarsi per evitare buchi non colmabili.

«Se i fondi per la ricostruzione ci sono davvero», continua Frattale, «è il momento di metterli in circolo. Il mancato incasso degli stati di avanzamento mette in seria difficoltà gli imprenditori nei confronti dei propri dipendenti, oltre un migliaio sulle scuole di Avezzano e Sulmona, proprio nel periodo della paga di Natale».

La situazione è difficile da troppo tempo, ormai, e Frattale chiede di tenere in maggiore considerazione le aziende e chi «rischiando, crea lavoro in un periodo in cui l'economia mondiale traccia scenari da far tremare i polsi. Non possiamo permetterci di pagare le inefficienze della pubblica amministrazione».

 

12/12/2011 13:03