Ricostruzione ferma. Il nuovo attacco degli ingegneri:«sbloccare le pratiche»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Ricostruzione ferma. Il nuovo attacco degli ingegneri:«sbloccare le pratiche»
L’AQUILA. Nuova lettera dura dell’Ordine degli ingegneri dell’Aquila indirizzata alle istituzioni e al Commissario. L’oggetto: prendere atto del blocco delle pratiche per le case “E”. Cercare una soluzione per accelerare.

Passano i mesi ma i problemi sono sempre gli stessi. Anche il risultato è sempre lo steso: una paralisi totale che investe in pieno la burocrazia della ricostruzione e tutti gli organi delle istituzioni che dovrebbero sovrintenderla. Ufficio del Commissario in testa. Così da settimane ormai si moltiplicano le grida di dolore e di supplica per far sbloccare le pratiche di indennizzo per le case “E” quelle più seriamente danneggiate. Già, dopo oltre due anni e mezzo siamo ancora a questo. Il Consiglio dell'Ordine deli ingegneri nella riunione del 7 dicembre 2011 ha nuovamente affrontato il problema evidenziando come la «paralisi ormai è totale», per gli indennizzi per la riparazione degli edifici classificati "E" al di fuori dei centri storici del Comune di L'Aquila.

Al 25 novembre 2011 le domande presentate erano 8.315 ed i contributi rilasciati ammontavano a 1.558, durante tutto l'anno 2011 ne sono stati rilasciati appena 1.152.

«Oggi», scrive l’Ordine, «si può far finta che il problema non esiste, o meglio che i responsabili sono sempre altri, infatti la negativa sinergia del Commissario per la Ricostruzione con il Sindaco dell'Aquila ha portato alle illogiche determinazioni del 30 agosto, negando l'ultima proroga per la presentazione dei progetti, pur in presenza di un accordo con il Commissario, per la razionalizzazione e il riordino delle procedure anche al fine di evitare sovrapposizione di procedure burocratiche per il rilascio di pratiche già in atti e di pratiche di nuova presentazione». I fatti poi hanno smentito quanto proclamato il 30 agosto, tanto è vero che la OPCM 3978 non prevede più scadenze per la presentazione dei progetti ma solo il termine di 180 giorni per beneficiare delle previste forme di assistenza per la popolazione.

L'Ordine interpretando il sentimento degli iscritti e di molti cittadini che chiedono le motivazioni del blocco, rivolge un appello al Commissario per la Ricostruzione ed al Sindaco di L'Aquila, affinchè, «creino una positiva sinergia nel comunicare ai cittadini le motivazioni del fermo e nel contempo diano certezze sui modi per sbloccare la situazione del rilascio degli indennizzi, ma non solo, perchè anche i tempi per la liquidazione del SAL e degli Stati Finali costituisce un problema che va immediatamente risolto per ovvi motivi di grande interesse generale».

Insomma ormai è chiaro a tutti gli aquilani che il male peggiore del post terremoto è la guerra di partito che si continuano a fare Chiodi del centrodestra, commissario straordinario alla ricostruzione ed il sindaco Cialente di centrosinistra, il tutto alla vigilia delle prossime elezioni amministrative che -come già accaduto per le elezioni regionali del 2009- non faranno che favorire la disinformazione e la distorsione della realtà.

L'Ordine ha chiesto inoltre che sia resa pubblica la tracciabilità delle pratiche in modo che ogni cittadino possa conoscere la propria situazione e ognuno abbia la certezza che sia rispettato l'ordine cronologico nell'esame delle istanze e nel loro iter fino a conclusione degli interventi.

Il blocco delle pratiche e quindi il non avvio dei lavori ha già creato difficoltà economiche ai Professionisti per non poter percepire i compensi professionali dovuti.

Infine gli ingegneri chiedono chiarezza anche per i centri storici dove, la costituzione dei Consorzi e la predisposizione dei progetti, necessitano di riscontro attraverso una norma finanziaria che garantisca l'erogazione da parte dello Stato del necessario e pluriennale flusso finanziario da ripartire fra i Comuni del Cratere.

 09/12/2011 12:03