Raccomandazioni post sisma, nel mirino della Procura la lettera di Letta a Bertolaso

Alessandro Biancardi

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Raccomandazioni post sisma, nel mirino della Procura la lettera di Letta a Bertolaso
L’AQUILA. Una lettera di ‘raccomandazione’ scritta dall’ex sottosegretario Gianni Letta e indirizzata all’ex capo della Protezione civile è al centro di una nuova indagine della procura aquilana.

La missiva, di cui dava conto ieri il quotidiano La Repubblica, è stata inviata nel periodo della emergenza seguita al terremoto del 6 aprile 2009, quando Letta era ancora sottosegretario e Bertolaso reggeva il dipartimento della protezione Civile. Quel documento è al centro del ricorso della Procura in Cassazione dopo che il Gup del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, ha prosciolto il parlamentare Denis Verdini, e il suo amico, l'imprenditore Riccardo Fusi, presidente del colosso Btp. Per i due, accusati di tentativo di abuso d'ufficio, il giudice ha stabilito che «il fatto non sussiste»: Verdini e Fusi «non favorirono il Consorzio Federico II».

 

Ma il pm Stefano Gallo insiste e nel suo ricorso tira in ballo proprio la lettera di Letta a Bertolaso. Se per il giudice Gargarella di tratta di una «mera raccomandazione» per il pm si tratterebbe invece di una « serrata azione di condizionamento delle scelte statuali per l'affidamento dei lavori post-sisma». Ma non solo. Adesso si scopre che la stessa missiva sarebbe in mano alla Procura distrettuale antimafia dell'Aquila che ha riaperto il caso della cosiddetta "cricca" sugli appalti per il terremoto.

Il sostituto procuratore Stefano Gallo ha aperto nei giorni scorsi una nuova inchiesta che vede al centro delle indagini proprio la lettera dell'ex sottosegretario a Bertolaso. Per la procura dell'Aquila quella missiva sarebbe la dimostrazione del tentato condizionamento di alcuni appalti post-terremoto.

«Caro Guido», si legge nella missiva, « come ho avuto modo di accennarti per telefono l'altro giorno, l'onorevole Denis Verdini mi ha presentato un gruppo di imprenditori aquilani che insieme ad una grande impresa nazionale, hanno dato vita al consorzio Federico II, per la ricostruzione dell'Abruzzo. Adesso, a pochi giorni dall'incontro, lo stesso Verdini mi sollecita di nuovo il contatto con te (o con la tua struttura) e come potrai facilmente immaginare, non posso sottrarmi a tale richiesta. Nell'appunto che ti invio troverai la descrizione degli obiettivi e delle finalità del consorzio e il profilo delle imprese locali e nazionali che hanno dato vita all'iniziativa. Ti sarò grato perciò, se per non deludere Denis Verdini, potrai dedicare a questi imprenditori dieci minuti del tuo preziosissimo tempo per poi affidarli a chi riterrai possa diventare il loro interlocutore istituzionale. Sicuro della tua comprensione, ti chiedo scusa per il fastidio e ti ringrazio di cuore. Perdonami e grazie (scritto a mano, ndr). Gianni Letta».

Per i magistrati, seppure la missiva pare sia arrivata in procura in forma anonima, sarebbe autentica. Gli inquirenti al riguardo hanno già eseguito una perizia sulla grafia dello scritto ed è risultata chiaramente riconducibile a Letta. La procura ha in mano anche molti altri documenti. Tra questi, un'altra lettera, questa volta inviata da Verdini (attraverso la mail del credito fiorentino) a Letta e datata 22 maggio del 2009.

«Al momento», scrive il giornalista Giuseppe Caporale su Repubblica, «dal palazzo di giustizia dell'Aquila non emerge di più. L'indagine è coperta dal più stretto riserbo e non è dato sapere se, formalmente, il nome di Letta sia stato effettivamente iscritto nel registro degli indagati».

06/12/2011 17:43