Gli angeli del terremoto dimenticati: «senza caserma né soldi»

Alessandro Biancardi

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Gli angeli del terremoto dimenticati: «senza caserma né soldi»
L’AQUILA. A quasi tre anni dal terremoto i Vigili del Fuoco dell’Aquila si ritrovano senza caserma e senza soldi.

Li avevano ribattezzati ‘gli angeli del terremoto’. Erano stati i primi ad arrivare nei luoghi della tragedia, hanno lavorato per giorni senza sosta. Hanno fatto riaffiorare dall’inferno persone vive, incastrate per ore e ore sotto le macerie. E sempre loro hanno scavato e fatto riemergere gli oltre 300 morti che il 6 aprile ha ucciso. Ma sono stati anche gli angeli di chi ha perso tutti, le guide attente e rassicuranti che hanno accompagnato gli aquilani nelle case distrutte per recuperare qualche effetto personale. Premurosi, cortesi, umani nel far rispettare prescrizioni rigide, per evitare incidenti. Ma a più di due anni e mezzo dal sisma sono soli e disperati. Tanti gli appelli in questi mesi già lanciati per straordinari mai arrivati o per medaglie al merito che si sono dovuti pagare di tasca propria. Beffa delle beffe.

A più di due anni e mezzo dal sisma che ha distrutto L'Aquila la situazione non migliora: gran parte della caserma dei Vigili del Fuoco, compresa la palestra (utilizzata dai vigili e da alcune associazioni cittadine), è ancora inagibile. Non si hanno nemmeno notizie sull’eventuale recupero. E da quasi due anni le ore di servizio straordinario non vengono pagate. L’allarme viene lanciato dai segretari di Cgil, Vincenzo D'Aprile, Fns Cisl, Antonio Cococcia, Uil –Pa, Stefano Del Romano, Conapo, Elio D'Annibale, Confsal , Riccardo D'Agostino.

Migliaia gli interventi effettuati per far fronte all'emergenza e alle necessità di una città in ginocchio, pochi mezzi e pochi uomini ma tantissime ore di straordinario accumulate ogni mese e non pagate. «Ma le difficoltà economiche – puntualizzano i rappresentanti sindacali - non sono le sole con le quali ci troviamo a fare i conti: gran parte della caserma è inagibile a livello più grave (E) e la maggior parte degli uffici è dislocata tra le casette di legno, costruite dopo il terremoto in un piazzale vicino al comando, e i container, come quello che ospita la 'Sala crisi'».

Inoltre le squadre sono sempre troppo poche per affrontare la mole di attività nella quale è previsto l'impiego dei Vigili del Fuoco: oltre al soccorso, alle urgenze e all'assistenza ai cittadini durante i recuperi di beni, si occupano della raccolta e del trasporto delle macerie, dell'assistenza alle ditte durante i traslochi, della messa in sicurezza e demolizione degli edifici a maggior rischio di crollo. «Se siamo in difficoltà adesso, possiamo solo immaginare come sarà quando partirà la ricostruzione pesante. Può solo peggiorare».

«Tutti gli altri Enti e Corpi dello Stato – sostengono i rappresentanti sindacali - hanno individuato una soluzione concreta per le loro sedi; noi siamo costretti a lavorare in locali inagibili e la cosa più incredibile è che dopo quasi tre anni, non si ha la minima notizia di come e quando il ‘problema caserma’ sarà risolto. E’ paradossale come da un lato, per tutelarne l’incolumità, prestiamo assistenza alla popolazione per permettere il recupero dei beni nelle abitazioni pericolanti e dall’altro, proprio noi, siamo costretti a lavorare in pessime condizioni di sicurezza, noi che la sicurezza, per mestiere, dobbiamo garantirla alla cittadinanza. Tutto ciò ha dell’incredibile e, a nostro avviso, è scandaloso».

In merito all’organico in forza al Comando dell’Aquila Cgil, Fns-Cisl, Uil, Conapo e Confsal, lamentano la totale inadeguatezza dei numeri che il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha garantito allo stesso. «A differenza di altre emergenze – puntualizzano - non è stato possibile far rientrare tutto il personale residente a L’Aquila ed in servizio fuori sede; non è stato possibile potenziare stabilmente l’organico che risulta del tutto insufficiente a garantire le attività ancora da svolgere; gran parte del personale temporaneamente dislocato in missione a L’Aquila, il 31 dicembre prossimo, sarà costretto a fare rientro ai Comandi di appartenenza, cosicchè i numeri torneranno ad essere quelli tristemente famosi della notte del terremoto, cioè appena 12 unità in servizio per garantire il soccorso alla città».

E intanto i vigli del fuoco devono continuare a garantire i servizi post sisma impiegando personale in straordinario che dal 6 aprile 2009 lavora incessantemente e con «turnazioni massacranti sottraendolo di fatto alla propria vita privata, aggravando i disagi familiari conseguenti al terremoto, disagi tutt'ora drammaticamente presenti nella vita di tutti noi aquilani come dimostrato anche da recenti studi scientifici con i quali dovremo fare i conti ancora per diversi anni».

Oltre al soccorso tecnico urgente, il Corpo dei Vigili del Fuoco, deve garantire tra l’altro l’assistenza alla popolazione nel recupero dei beni ancora dovuta per Ordinanza sindacale, l’evasione di oltre 100 richieste ancora in attesa per coperture di tetti, la messa in sicurezza di un numero ancora consistente di edifici storici nel centro cittadino, la revisione delle opere di messa in sicurezza di circa 300 edifici che dovranno essere verificate in conseguenza del degrado naturale degli elementi lignei utilizzati. «Queste sono solo alcune delle maggiori criticità che quotidianamente siamo costretti a fronteggiare– concludono amareggiati – ed è bene che popolazione ed Istituzioni locali ne siano al corrente. Il nostro intento è quello di denunciare una situazione ormai ai limiti del collasso di cui il Dipartimento dei Vigili del Fuoco e il Governo, evidentemente, continuano a non rendersi conto, considerando i pompieri e la popolazione aquilana cittadini di serie B non meritevoli, nonostante il dramma che loro malgrado hanno subito, della giusta sicurezza e considerazione».

I vigili del fuoco annunciano che sono pronti ad azioni di protesta «incisive ed eclatanti» e «il nostro unico rammarico, sin d'ora, è quello che a rimetterci sarà, come al solito, l'anello debole della catena: il cittadino, per quanto incolpevole e bisognoso dei servizi che i vigili del fuoco erogano».

a.l. 02/12/2011 09:39

CHIODI: «18 MILIONI IN 2 ANNI»

Ammonta a più di 4 milioni di euro l’ultimo trasferimento di risorse in favore dei vigili del fuoco disposto dal Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, il 9 novembre 2011. Pari al 100% dello stanziamento previsto con l’ordinanza 3917 (art.15) del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, per il pagamento delle ore di straordinario, delle indennità mensili e delle spese di missione e di funzionamento dei mezzi. Tale trasferimento, che va ad aggiungersi ai 14 milioni di euro già trasferiti dal Commissario Chiodi dal momento del suo insediamento a capo della struttura commissariale, è stato eseguito a valere sulla contabilità speciale della Struttura per la Gestione dell’emergenza, ovvero con le disponibilità finanziarie  del decreto legge Abruzzo. I sindacati riconoscono  al presidente della Ragione Abruzzo, Gianni Chiodi, «l'impegno e la sensibilità puntualmente dimostrata nei confronti dei Vigili del Fuoco dell'Aquila». Ma confermano «l'incredibile ritardo» di due anni di arretrati non percepiti dal personale, i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Conapo e Confsal e tornano ad attribuirne la responsabilità «al Dipartimento dei Vigili del Fuoco che, grazie ad uno stucchevole scaricabarile con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, oltre a non liquidare quanto dovuto al personale di L'Aquila, risulta incapace di fornire indicazioni certe su tempi di pagamento e provvedimenti da attuare, al fine di uscire dalla fase di stallo in cui versano i pagamenti spettanti ai pompieri aquilani». 03/12/2011 09:21