Processo grandi rischi, lo strazio dei parenti delle vittime torna in aula

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1789

L’AQUILA. In aula questa mattina nuove drammatiche testimonianze di chi è sopravvissuto al sisma ma che ha perso moglie e figli.

Ottava udienza questa mattina al tribunale dell'Aquila a carico dei componenti della commissione Grandi rischi, l'organo della presidenza del Consiglio accusato di aver fornito false rassicurazioni agli aquilani causando la morte di 309 persone. Davanti al giudice Marco Billi sono arrivati nuovi congiunti e familiari di persone decedute durante i crolli della notte del 6 aprile 2009. L'udienza di oggi era molto attesa perché, tra gli altri, hanno testimoniato l'avvocato Maurizio Cora e il chirurgo Vincenzo Vittorini, che la notte del sisma hanno perso le loro mogli e alcuni figli. «Sono un morto vivente» ha detto Cora in uno dei passaggi più strazianti, parlando della sua situazione attuale, ricordando poi che la sua famiglia si era così fidata della Commissione tanto da far tornare una figlia da Napoli.

Vittorini ha parlato di «riunione maledetta», quella del 31 marzo 2009, accusando la Commissione di aver «anestetizzato la paura atavica che gli aquilani hanno da sempre del terremoto».

La stessa espressione era stata usata anche da un altro teste in una udienza di qualche settimana fa.

L'organo consultivo della presidenza del Consiglio è accusato di aver compiuto analisi superficiali e aver dato false rassicurazioni agli aquilani prima del 6 aprile 2009, causando la morte di 309 persone. Gli imputati sono Franco Barberi, presidente vicario della commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis (oggi come sempre presente in aula), già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all'epoca presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all'Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile.

Nel corso dell'udienza sono stati ascoltati come testimoni Sergio Bianchi e Marinella Fiore, genitori di Nicola Bianchi, scomparso a 22 anni nel crollo di un edificio in via D'Annunzio. Si è parlato anche di uno scambio epistolare nei giorni dell'emergenza con l'allora capo della Protezione civile, Guido Bertolaso; argomento che sarà esplicitato con i documenti quando anche quest'ultimo sarà ascoltato come teste. Nell'ultima parte dell'udienza - aggiornata a mercoledì 7 dicembre - sono stati ascoltati testimoni legati alla triste storia di Claudia Carosi, giovane avvocato aquilano scomparso a trent'anni la notte del sisma. Per prima è stata sentita la sorella Ilaria, poi Daniele De Nuntiis, fidanzato della giovane donna scomparsa. «Dopo le rassicurazioni della Cgr - ha detto il giovane - l'atteggiamento di Claudia cambiò dalla notte al giorno, tornò non dico sorridente come prima ma quasi». Un cambiamento confermato da Alessia De Amicis, amica stretta di Claudia. «Era tranquilla - ha testimoniato - perché dopo la riunione del 31 si rassicurò dalle parole che uscirono». La stessa cosa ha detto un'altra amica, Irene Tomassi. »Quando abbiamo saputo del team di esperti che si era riunito per dirci cosa succedeva - ha ricordato - lei si era molto tranquillizzata».

30/11/2011 17:14