Crollo convitto, Gelmini e Matteoli non testimonieranno al processo

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. L'ex ministro all'Istruzione, Maria Stella Gelmini e quello alle Infrastrutture, Altero Matteoli, non compariranno come testimoni nel processo per il crollo del Convitto nazionale.

Nella struttura il 6 aprile del 2009 sono morti tre minorenni: Luigi Cellini, 15 anni, Ondreiy Nouzovsky, di 17,anni e Marta Zelena di 16 anni. Il no alle testimonianze dei due ministri e stata decisa nei giorni scorsi dal giudice del Tribunale dell'Aquila. La richiesta di ascoltare i due era stata avanzata dall'avvocato Paolo Enrico Guidobaldi (che assiste Livio Bearzi, uno dei due imputati nel processo) che ha invocato una legge promulgata il 30 ottobre del 2008, riguardante il settore scolastico sotto il profilo delle responsabilità.

In uno dei commi si legge che il ministero dell'istruzione nomina un soggetto attuatore, ovvero un commissario, che definisce gli interventi da effettuare per assicurare la messa in sicurezza dei cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare critica sotto il profilo della sicurezza sismica tra cui il Convitto.

Secondo la difesa se il Convitto era un edificio da adeguare gli imputati vanno scagionati in quanto nessuna notizia in proposito è stata comunicata al preside. Se, invece, il Convitto era considerato adeguato a livello sismico non si vede la necessità di altri lavori chiesti agli imputati. Gli ex ministri, competenti sul tema, avrebbero dovuto spiegare come mai la legge per il Convitto non sarebbe stata applicata e perchè. Sotto accusa, per omicidio colposo e lesioni, il preside del Convitto Livio Bearzi e il dirigente provinciale Vincenzo Mazzotta. Il preside e il dirigente della Provincia (ente che gestisce alcune strutture scolastiche) sono accusati di omicidio colposo e lesioni colpose.

Il preside non avrebbe mai sottoposto la vecchia struttura ai restauri. Inoltre non sarebbe mai stato redatto un piano per la sicurezza. A Mazzotta sono mosse contestazioni simili. Tra le accuse al preside anche il fatto che sarebbe stato opportuno far evacuare l'edificio che è stato realizzato oltre un secolo fa. Ma il preside ha sempre obiettato che nessuna legge gli dava questa facoltà di far uscire i tre minorenni poi morti.

30/11/2011 11:56