Ricostruzione, arrivano 28,5 milioni per le abitazioni danneggiate e le opere pubbliche

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Gianni Chiodi ha trasferito ai Comuni e al Provveditorato alle Opere Pubbliche risorse per complessivi 28,5 milioni di euro. *PROGETTO CASE, LE CRITICHE DEL 3E32 E I MODULI PER LA RINUNCIA  *PD TERAMO: «TUTTO SULLE SPALLE DEGLI ALBERGATORI»

Le risorse trasferite ai Comuni, per 17,5 milioni di euro, sono quelle necessarie alla ricostruzione privata degli immobili danneggiati dal sisma, secondo le necessità evidenziate dagli stessi Enti.
Sono stati assegnati 580.581,05 euro al Comune di Tossicia, 3.571.646,73 euro al Comune di Scoppito, 772.448,18 euro al Comune di San Demetrio, 1.232.521 euro al Comune di Navelli, 1.012.299 euro al Comune di Poggio Picenze, 2.364.632 euro al Comune di Pizzoli, 757.174 euro al Comune di Lucoli, 1.168.516 euro al Comune di Bussi, 1.677.815 al Comune di Barisciano, 1.097.345 al Comune di Arsita, 518.995 euro al Comune di Popoli, 627.049 al Comune di Bugnara, 1.260.184 al Comune di Castelli, 848.716 euro al Comune di Torre De' Passeri.

Le risorse a favore del Provveditorato, per 11 milioni di euro, riguardano i pagamenti del primo piano stralcio delle opere pubbliche, in dipendenza delle richieste fatte dallo stesso Provveditorato e relative ai diversi stati di avanzamento lavori.

Sono stati così girati 85.699 euro alla Caserma Campomizzi, 1.209.723 euro alla Questura dell'Aquila, 220.383 euro all'edificio del Tar di via Salaria Antica, più altri 77.377 euro, altri 44.460 euro alle palazzine C, D ed E della Caserma Campomizzi.

752.432 euro sono andati alla casa circondariale dell'Aquila per la caserma degli agenti più 378.560 euro per gli intonaci esterni, più 83.023 euro per l'impianto di produzione di acqua calda.

371.854 euro sono stati affidati invece per il sistema elettronico del Comando provinciale dei Carabinieri, altri 106.612 per la caserma di via Beato Cesidio più altri 524 mila euro.

111.294 euro sono andati invece alla caserma di Civitella Casanova, 86.874 euro alla caserma del Corpo Forestale di Montebello di Bertona, 178.863 euro al centro interregionale dei Vigili del Fuoco, 140.560 euro per la costruzione delle case in legno donate alla Guardia di Finanza e oltre 6 milioni e mezzo per le palazzine C, D e E della Caserma Campomizzi.

Al 30 settembre, quindi, i soldi versati sono: 46 i milioni erogati per l'ospitalità alberghiera, quasi 11 milioni ai Comuni, 669 mila euro ai Comuni fuori dal Cratere, oltre 43 milioni al Comune dell'Aquila, 3,3 milioni al Comune dell'Aquila, 363 mila euro alle Forze Armate, 3,6 milioni al vice commissario delegato per la tutela dei Beni Culturali Marchetti. Infine 25 milioni per le attività produttive.

I COSTI DELLA STRUTTURA PER LA GESTIONE DELL'EMERGENZA.

Saldati anche i conti della Sge: 931.472 euro sono stati versati per le spettanze Co.co.co della Struttura per la Gestione dell'emergenza (mesi da febbraio a agosto), a 54.247 euro ammontano le spettanze per l'architetto Fontana che guida la Struttura. Altri 4,4 milioni di euro vengono riportati alla voce 'obbligazioni contrattuali S.G.E. E risultano così 817.634 euro per i trasporti, oltre 3 milioni di euro per la logistica, 234.820 euro per la comunicazione, 123.971 ''tecnica'', 18.618 euro per l'amministrazione contabile.  

07/10/2010 9.03

 

 



 

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RINUNCIA A CASA O MAP, SCARICA IL MODULO

L'AQUILA. Quando si lascia l’alloggio del progetto Case o dei Map, è obbligatorio rendere la comunicazione di rinuncia.

Alla rinuncia farà seguito la chiamata della funzione, per concordare il momento della riconsegna delle chiavi. La mancata comunicazione del rilascio di un alloggio comporta l’impossibilità di procedere al pagamento del contributo di autonoma sistemazione – come nel caso del Comune dell’Aquila -, qualora il rinunciatario ne abbia diritto.

Se invece la rinuncia è avvenuta per la perdita dei requisiti a mantenere la casa (ad esempio, perché sono terminati i lavori nell’abitazione principale, che è dunque tornata agibile), gli uffici della funzione applicheranno la penale di 40,00 euro al giorno, fino al momento in cui non saranno formalmente restituite le chiavi dell’appartamento rilasciato.

L’Assistenza alla popolazione ha ritenuto opportuno ribadire questa situazione, avendo riscontrato che sono molti i casi in cui la gente rinuncia alle abitazioni del progetto Case o Map, senza dichiararlo e di fatto impedendo che le stesse possano essere assegnate ad altri aventi diritto.

*SCARICA IL MODULO

3e32: QUELLE CASE NIENTE DI ECOSOSTENIBILE

Intanto dal comitato 3e32 piovono ancora critiche sul progetto Case che «di ecosostenibile ha solo il nome, ha disperso la comunità e gli insediamenti abitativi in un territorio molto vasto, creando agglomerati privi di servizi».

Uno studio realizzato da AzzeroCO2, 3e32 e Collettivo 99 ha dimostrato che con circa 50 Milioni di finanziamento ci sarebbero oltre 5.000 case E che con un intervento di ristrutturazione eco-sostenibile passerebbero dalla classe “G” a quella “B” di efficienza energetica, con notevole risparmio nei consumi, nelle emissioni di CO2, e con un incremento del loro valore di mercato. Inoltre tali interventi genererebbero una domanda di materiali, manodopera qualificata ecc. che porterebbe alla creazione di ca. 1.000 posti di lavoro e alla riqualificazione di ca. 2.000 lavoratori locali.

Il 3e32 ha cercato fin dall’inizio di portare questi temi al centro del dibattito sulla ricostruzione, anche attraverso il sostegno ad esperienze concrete come il progetto EVA di Pescomaggiore, e nella gestione quotidiana di CaseMatte, oltre che nelle numerose iniziative di confronto pubblico organizzate per fare pressione e sensibilizzare in tal senso sulle istituzioni.

L’iniziativa forse più significativa è stata la tavola rotonda tenutasi in Piazza Duomo, e organizzata con l'assemblea cittadina, il 22 maggio 2010, a cui hanno partecipato tra gli altri il presidente della Regione e Commissario Gianni Chiodi, il responsabile della Struttura Tecnica di Missione Fontana e il sindaco Cialente, al tempo vice commissario. Da questo incontro, oltre alle solite generiche promettenti espressioni di condivisione su questi temi, finalmente è scaturito un concreto atto amministrativo: l’ordinanza 3881.

Nel frattempo prendono piede («nella consueta assenza di trasparenza ed informazione», denunciano dal 3e32) progetti faraonici di nuove centrali: a Casale Calore un impianto termoelettrico dell’ENI da 120 MW, a Bazzano un’enorme centrale a biomasse (5,5MW) per la generazione di energia elettrica (con un rendimento inferiore al 23%).

«Non è certo questa la nostra idea di ricostruzione», dicono dal comitato. «Crediamo che la sostenibilità sia un concetto da declinare a partire da un’idea di citta’-territorio che affronti nel processo di ricostruzione, attraverso le moderne tecnologie, la questione del risparmio energetico, della generazione distribuita, ma anche della qualità della vita e dell’abitare».

07/10/10 12.15

 

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PD TERAMO: «TUTTO SULLE SPALLE DEGLI ALBERGATORI»

 TEREMO. «Tutto sulle spalle degli albergatori». E' questa la denuncia di Manola Di Pasquale del Pd di Teramo che racconta le difficoltà del comparto alberghiero, ovvero di quelle strutture che dal 6 aprile del 2009 ospitano i terremotati aquilani.

Per la Di Pasquale «è facile  presentarsi alla stampa ed alla cittadinanza ed elogiare la grande capacità amministrativa per avere risolto il problema dei terremotati ed averli collocati presso strutture alberghiere in maggioranza sul territorio teramano. Ma gli albergatori da soli, con l’alto senso di umanità e solidarietà hanno dovuto far fronte ad una emergenza, hanno dovuto anticipare tutte le spese per l’alloggio e per il vitto ed oggi si vedono dover anticipare l’Iva non ancora incassata e il cosiddetto anticipo sulle tasse, il tutto a beneficio di chi? Sicuramente  dello Stato». L'esponente del Partito Democratico denuncia che gli albergatori Teramani «ad oggi non hanno ancora ricevuto il pagamento degli ultimi nove mesi e devono ancora percepire il saldo, pari a circa il 25% delle mensilità novembre e dicembre 2009».

Per poter accedere ai rimborsi ed al pagamento degli alloggi occupati dagli Aquilani «devono emettere fatture», racconta, «e, poi, devono raccomandarsi a qualche politico di turno per poter ottenere qualche misero acconto: non è civico, non è morale, non è giusto. Non ci si può poi sentire dire da alti dirigenti della Protezione Civile che bisogna controllare e che si è quindi indietro con i pagamenti, di quanto? Di nove mesi?»

Nelle convenzioni che sono state stipulati con gli operatori si parlava di pagamenti da effettuarsi entro  90 giorni: «impegni non rispettati», tuona Di Pasquale.

«Il mondo economico soffre, l’economia della regione e della nostra provincia è in ginocchio , ci sono tanti disoccupati , le famiglie sono indebitate, e la regione Abruzzo e la Protezione civile non sono in grado di dare delle piccole risposte come quello di rimborsare agli albergatori le spese anticipate ed il lavoro svolto? La politica che oggi amministra  si vuole svegliare, vuole dare segnali di competenza e funzionalità?», domanda l'esponente del Pd.

07/10/2010 9.04