Ricostruzione. L’appello degli ingegneri: «urbanistica da semplificare»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Gli Ingegneri d'Italia denunciano la problematica relativa agli attuali iter degli interventi di ricostruzione post-terremoto, troppo lunghi e farraginosi*FIRMATO ACCORDO DI PROGRAMMA PER PALAZZO DELLA PREFETTURA

E lanciano le loro cinque proposte per snellire i processi di progettazione, programmazione ed i relativi piani attuativi. Eccessivo allungamento dei tempi di ricostruzione e ritardo nell'avvio dei lavori di recupero degli edifici danneggiati. Senza contare la farraginosità dei documenti prodotti dalla Struttura Tecnica di Missione (STM), deputata a supervisionare i lavori di riqualificazione dell'Aquila dopo il sisma, troppo aleatori nelle indicazioni per la formazione dei piani urbanistici. Gli ingegneri italiani non ci stanno e decidono di dire no alla soluzione di guidare gli interventi di ricostruzione post-terremoto dell'Aquila attraverso piani di ricostruzione, inutili per come sono stati concepiti e che innescano burocrazie troppo articolate.

No dunque all'eccessiva pianificazione ed alla burocratizzazione delle procedure per non parlare dell'ingerenza delle Università nella fase della pianificazione.

Pianificazione che, essendo basata sull'affidamento di incarichi a trattativa privata, di fatto, esclude in toto gli ingegneri, a cui non è rimasto altro da fare se non denunciare la situazione di estrema emergenza che rischia di paralizzare il recupero definitivo del patrimonio edilizio di un'intera regione. E per farlo hanno deciso di affidare ad un documento del Centro Nazionale di Studi Urbanistici e del CNI, sottoscritto da tutti gli Ordini provinciali e dalla Federazione degli Ordini dell’Abruzzo, le loro perplessità, ma soprattutto le loro proposte.

Da un'idea di maggior sussidiarietà fra progettazione, programmazione e piani attuativi al coinvolgimento, sin dalla progettazione, di professionalità locali che rappresentino il naturale tramite tra la società civile e le strutture tecniche di coordinamento. Dall'assicurazione, sin da subito, della fattibilità dell'intervento alla sua effettiva realizzazione attraverso l'apporto di tecnici esperti la cui serietà venga certificata da un apposito Codice Etico. Per finire con la conseguente modifica del Capitolato STM per rendere concrete e snelle tutte le prestazioni relative alla formazione dei piani di ricostruzione. Passa attraverso questi cinque punti cardine la presa di posizione degli Ingegneri che chiedono di imboccare la via della semplificazione e della sburocratizzazione nello spirito del tecnico pratico e abbandonare una visione burocratica ed accademica della ricostruzione del territorio colpito dal sisma. Allo stesso tempo, gli Ingegneri sottolineano anche che ormai «è evidente la necessità di distinguere la situazione dell'Aquila, capitale regionale e città di grande rilevanza storica, rispetto ai piccoli centri rurali, nuclei e case sparse».

Occorre dunque individuare le priorità di intervento e, come ribadisce il Consiglio Nazionale degli Ingegneri «il piano di ricostruzione dovrà farsi carico, accompagnando dove possibile ed in modo tempestivo, con direttive più che con norme, con accordi più che con vincoli, un progetto edilizio complessivo che appare sempre più urgente e su cui concentrare tutte le risorse».

PREFETTO MONITORA SITUAZIONI A RISCHIO

E proprio questa mattina il prefetto dell’Aquila Giovanna Maria Iurato ha illustrato ai sindaci del cratere alcune problematiche riguardanti i manufatti la cui realizzazione è stata autorizzata dai Comuni per assicurare una sistemazione abitativa transitoria a quanti avevano perso la propria abitazione nel sisma del 2009.  Nel rispetto delle attribuzioni demandate ai Comuni in materia di governo del territorio il Prefetto ha evidenziato la necessità di completare il richiesto monitoraggio della situazione, per individuare soprattutto le strutture che insistono in aree sottoposte a vincolo idrogeologico o comunque a rischio, oltre a quelle realizzate senza alcune autorizzazione e quindi completamente abusive.  L’iniziativa «è prioritariamente finalizzata», spiega la prefettura, «a sollecitare l’eliminazione delle situazioni che possono costituire un pericolo per l’incolumità pubblica qualora si verificassero situazioni di emergenza legate a fenomeni metereologici fuori dalla norma».  Proprio per questo motivo il Prefetto ha evidenziato la necessità che i Comuni, nelle more delle rimozioni dei manufatti presenti nelle aree “a rischio”, adottino le misure preventive atte a permettere, in caso di emergenza, la pronta evacuazione delle famiglie che vi abitano e, se del caso, la loro sistemazione in idonee strutture alloggiative.

22/11/2011 13:53

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FIRMATO ACCORDO DI PROGRAMMA PER PALAZZO DELLA PREFETTURA

 Si è conclusa qualche ora fa, nella sede comunale di Villa Gioia, la conferenza dei servizi, indetta dal settore Pianificazione del Comune dell’Aquila, che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo di programma per il recupero del palazzo del Governo.

Alla conferenza era presente anche la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Abruzzo, che farà parte del Consiglio di Vigilanza dello stesso accordo di programma.

«L’accordo - ha dichiarato l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano - è stato sottoscritto dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, dal presidente della Provincia dell’Aquila Antonio Del Corvo e dal provveditore interregionale alle Opere pubbliche del Lazio, Abruzzo e Sardegna Donato Carlea. La Provincia dell’Aquila, proprietaria dell’immobile,  ha intrapreso un approfondito studio storico, filologico, architettonico e urbanistico, finalizzato a un progetto di recupero del complesso storico del palazzo del Governo in piazza della Prefettura, gravemente danneggiato dal sisma 2009. I lavori verranno finanziati con fondi Cipe e il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche avrà la funzione di soggetto attuatore. Il progetto, approvato il 9 novembre dalla giunta comunale,  prevede, in particolare, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione del complesso, l’integrazione edilizia dei complessi esistenti, nonché la riorganizzazione funzionale delle urbanizzazioni primarie (compresi i percorsi pedonali) e l’innovazione degli spazi destinati alle urbanizzazioni secondarie».  

«Il recupero del palazzo del Governo - ha proseguito Di Stefano - rappresenta un indiscutibile segnale di ripresa del centro storico e delle sue funzioni pubbliche. L’impostazione progettuale prevede il recupero conservativo, inteso come intervento articolato e differenziato, ed  interventi di nuova edificazione  con relativa demolizione delle volumetrie esistenti. Per la struttura principale del palazzo è previsto un recupero in prevalenza conservativo. Un intervento di nuova edificazione sarà invece realizzato in sostituzione dell’attuale edificio della Provincia di via Sant’Agostino e avrà una superficie analoga a quella precedente. Sulla medesima via sant’Agostino verrà inoltre realizzato un parcheggio interrato su tre livelli, per un totale di circa 4mila metri quadri,  con 140 posti auto.  Il costo delle opere ammonta a complessivi 55 milioni 700mila euro. Per quanto riguarda le fonti di finanziamento, 25 milioni 500mila euro sono già a disposizione del  Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche, 4 milioni 886mila 675 euro saranno invece disponibili grazie a fondi Por della Provincia dell’Aquila, mentre per la restante somma le risorse sono regolate dal decreto del commissario per la Ricostruzione numero 24 del 24 novembre 2010, che finanzia gli edifici pubblici. I lavori inizieranno entro l’estate 2012 e la loro  conclusione è prevista per la fine del 2016».

«Come si vede - ha concluso l’assessore alla Ricostruzione - al di là di quanto afferma chi, evidentemente, cerca alibi alle proprie lentezze, il Comune dell’Aquila procede presto e bene. Ringrazio, anzi, gli uffici comunali per il loro lavoro e per il loro supporto grazie al quale, in dodici giorni dall’approvazione della delibera in giunta, siamo riusciti a sottoscrivere l’accordo, che vede insieme Comune, Provincia e Provveditorato alle Opere pubbliche. Un bell’esempio di come andrebbero le cose se fossero gestite dagli enti locali».

22/11/2011 17:40