Crollo San Salvatore, sei indagati per disastro colposo

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono sei le persone finite sotto inchiesta per il filone del crollo dell'ospedale regionale 'San Salvatore' all'Aquila.

La Procura della Repubblica dell'Aquila che sta coordinando la maxinchiesta sul terremoto, dopo avere esaminato la perizia dei consulenti tecnici, ha emesso gli avvisi di garanzia che saranno notificati nella giornata di oggi. Il reato ipotizzato è di concorso in disastro colposo. Si tratterebbe di tecnici, progettisti e collaudatori dell'opera la cui realizzazione è cominciata negli anni Settanta. Il terremoto del 6 aprile 2009 ha provocato il crollo di parti della struttura provocando disagi e polemiche con la conseguenza che molti dei feriti sono stati addirittura curati e medicati nelle parti all'aperto adiacenti alle strutture pericolanti.

GLI INDAGATI

 Vito D'Innocenzo, collaudatore statico; Antonio Ruberto, presidente della commissione collaudo; Vito Sanzo, componente commissione di collaudo; Federico Marini, componente della commissione di collaudo; Gaetano Del Vecchio, componente commissione di collaudo; Antonio Pascali, titolare dell'impresa che ha eseguito i lavori del primo, secondo e terzo lotto; Vincenzo Rossetti ingegnere capo dei lavori delle strutture del terzo lotto; Giuseppe Isernia, componente commissione di collaudo. Gli indagati e le persone decedute secondo quanto scritto dai Pm «nelle qualità e con le condotte commissive e omissive contestate, cagionavano il crollo parziale, con cedimento di strutture portanti o comunque cooperavano nel porre le condizioni del crollo parziale, con cedimento di strutture portanti dell'ospedale San Salvatore con particolare riferimento all'edificio 3 (zona ingresso del pronto soccorso) in cui si verificava il cedimento strutturale di numero 8 pilastri, dell'edificio 10 (zona Farmacia) con il cedimento strutturale di nove pilastri, e al muro di tamponamento esterno dell'edificio 3 sovrastante la zona ingresso carrabile del pronto soccorso, in mattoni a cortina della superficie complessiva di 60 metri quadrati posto a una altezza di 10 metri da terra, completamente crollato»

I SEGNALI LANCIATI GIA' NEL 2000

Nel 2000 la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema sanitario bocciò l'Ospedale nuovo S.Salvatore dell'Aquila inaugurato solo un anno prima. Venne messa in evidenza la «irrazionalità e obsolescenza dell'impianto costruttivo» e la «scarsa qualità dei materiali impiegati».
La bocciatura della struttura è contenuta nella Relazione conclusiva della commissione sulle 'Strutture sanitarie incompiute o non funzionanti'. 
Nel documento, ad appena un anno dall'apertura del nosocomio, la commissione parlamentare evidenziava dunque carenze strutturali dell'ospedale San Salvatore. Ma come spesso succede l’allarme è stato fatto cadere nel vuoto e dimenticato. 
L'Ospedale occupa una superficie di 180 mila metri quadrati. E' stato progettato nel 1967 e la sua costruzione è stata avviata nel 1972. 
Perchè ci sono voluti 30 ani per costruirlo con la lievitazione esponenziale dei costi? 
Una parte cospicua dei costi ha riguardato appunto l'adeguamento della struttura, concepita negli anni Sessanta, alle norme di sicurezza stabilite dalla normativa di riferimento più attuale al momento della costruzione, ovvero il DPR del 1997. 
Evidentemente, però, degli errori devono essere stati commessi se la struttura - finita nel 'libro nero' della commissione d'inchiesta già nel 2000 - non è stata comunque in grado di reggere all'impatto del terremoto. Evidentemente c’è anche dell’altro visto che nessuno più si è interessato della cosa.
La spesa prevista per i suoi 1.100 posti letto - ridotti nel corso del tempo a 350 - era di circa 11 miliardi delle vecchie lire. Ma nei successivi vent'anni si calcola che siano stati erogati finanziamenti per 200 miliardi: «nove volte più del necessario», secondo il rettore dell'Università dell'Aquila Ferdinando Di Orio, per altri addirittura «un pozzo di San Patrizio».

06/10/10 16.52