Piano sicurezza delle scuole, dopo l’inchiesta di Report quella della magistratura

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Per il commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi l’inchiesta andata in onda nelle scorse settimane su Rai 3 era frutto di «un taglia e cuci che distorce la realtà» ma adesso la Guardia di Finanza vuole vederci chiaro e la procura aquilana ha aperto una inchiesta.CHIODI: PD CONTINUA CON DISINFORMAZIONE*IL VIDEO DI REPORT E LA TRASCRIZIONE INTEGRALE

L’AQUILA. Per il commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi l’inchiesta andata in onda nelle scorse settimane su Rai 3 era frutto di «un taglia e cuci che distorce la realtà» ma adesso la Guardia di Finanza vuole vederci chiaro e la procura aquilana ha aperto una inchiesta.

CHIODI: PD CONTINUA CON DISINFORMAZIONE

*IL VIDEO DI REPORT E LA TRASCRIZIONE INTEGRALE

La Procura della Repubblica dell'Aquila ha aperto un'inchiesta, per ora contro ignoti, sul piano di interventi di messa in sicurezza nelle scuole abruzzesi danneggiate dal sisma denominato. Sono 226 i milioni di euro messi a disposizione dal Cipe proprio per gli interventi su quegli edifici che hanno subito danneggiamenti a causa del terremoto. A condurre le indagini, coordinate dal pm Fabio Picuti, è la Guardia di Finanza. I finanzieri nei giorni scorsi hanno sequestrato gli atti con cui l'ufficio del Commissario per la ricostruzione ha originariamente inserito 213 edifici scolatici nell'elenco degli interventi da fare. I militari torneranno ancora a visitare gli uffici. E' stato il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a firmare il decreto, il n.61, che ufficializza il programma. La magistratura vuole fare luce sulle modalità di redazione della lista degli interventi che, secondo la legge, sono diretti a edifici che hanno subito danni e lesioni a causa del terremoto del 6 aprile 2009.

In merito al Piano, presentato da Chiodi di recente in un incontro con la stampa a Palazzo Chigi, sono divampate polemiche tra le forze politiche, che in particolare hanno coinvolto il commissario e presidente della Regione, Chiodi, l'assessore comunale dell'Aquila Stefania Pezzopane e il dirigente responsabile dell'ufficio del Commissario Antonio Morgante, vice sindaco di Magliano dei Marsi (L'Aquila), Comune a cui è stato assegnato un finanziamento di oltre cinque milioni di euro.

A far venire a galla alcune anomalie è stata una inchiesta della trasmissione "Report" in onda su Rai Tre, dalla quale tra l'altro è emerso che nella lista dei beneficiari sono stati inseriti edifici scolastici in centri della costa come Ortona e Francavilla al Mare, dove il sisma non ha provocato danni.

Ma nel mirino del team della Gabanelli era finita anche la scuola di Castel del Monte, un edificio dove da tempo si è insediato il Comune e dove i ragazzi non entrano più. Sarebbero al vaglio degli investigatori proprio le segnalazioni di alcuni enti che in un primo momento hanno inserito edifici, poi li hanno cancellati, come nel caso di Ortona e Francavilla al Mare. L'ufficio del Commissario, dopo una prima valutazione, ha stralciato una trentina di interventi, tanto che si è in attesa di un secondo decreto commissariale con cui ridistribuire le risorse, anche per le scuole escluse in un primo momento dai fondi Cipe, come Rocca di Mezzo e Castel di Sangro. A questo punto, con l'intervento della magistratura l'atto potrebbe essere rinviato. Fonti commissariali sottolineano che il decreto non assegna i fondi visto che per l'erogazione si rimanda all'esame dei progetti da parte della struttura tecnica di missione. Non è chiaro se la magistratura stia indagando anche sugli appalti dei lavori effettuati dalla Provincia dell'Aquila sui quali comunque c'erano stati ricorsi al Tar da parte di alcune ditte che hanno contestato l'operato della commissione esaminatrice dei progetti.

Questa è comunque la seconda indagine che si abbatte sui fondi per le scuole. Ad indagare, nell’altro caso, è la procura di Pescara che aveva già scoperto due anni fa interessi molto particolari dell’ingegner Carlo Strassil su certi appalti per la ristrutturazione dei plessi scolastici con certificazioni di agibilità a volte eseguiti in maniera spicciola .

«La delibera CIPE parlava chiaro», commenta l’assessore del Pd Stefania Pezzopane, «dovevano essere scuole e dovevano avere danni in conseguenze del sisma. Lo abbiamo detto subito dopo la delibera». «Dopo la trasmissione Report, dove sono emersi ulteriori ed inquietanti altri aspetti e dove la Regione Abruzzo ha fatto una figuraccia meschina, forse qualcuno si e' reso conto che se ci avessero ascoltati si poteva mettere riparo a questa vergognosa vicenda. Rispondendo ad una mia sollecitazione, Chiodi aveva dichiarato alla stampa che gli interventi erano stati verificati dal provveditorato alle Opere Pubbliche, ma proprio il Provveditore Santariga, nei giorni successivi a questa dichiarazione, in una intervista su un quotidiano online ha smentito le dichiarazioni di Chiodi».

Intanto il deputato Giovanni Lolli ha inoltrato una prima interrogazione parlamentare su questa vicenda e il Pd ne sta predisponendo un'altra «alla luce delle ultime ulteriori novità».

21/11/2011 08:25

«NON CI SONO SOLO 3 MILIONI» 

Ma per Chiodi «continua senza sosta» quella che definisce «l’attività di disinformazione» del sindaco del Comune e dell’assessore Pezzopane a proposito del Piano Scuole.

Il commissario alla ricostruzione non entra nel merito dell’inchiesta aperta (che non cita mai) ma è più preoccupato a replicare alle affermazioni che arrivano dall’amministrazione comunale.

Dal punto di vista tecnico è il responsabile della segreteria del Commissario, Antonio Morgante – a puntualizzare: «non corrisponde a verità l’assunto secondo il quale all’Aquila siano andati solo 3 milioni di euro per le scuole. Al finanziamento previsto dal decreto 61 va aggiunto quello previsto dal II piano stralcio degli edifici pubblici, per un importo complessivo di quasi 44 milioni di euro».

Il Provveditorato alle opere pubbliche, spiega ancora Morgante, «nella fase di istruttoria del decreto n. 61, ha formalmente comunicato al Commissario la necessità di intervenire sui seguenti edifici, per un importo complessivo di 41,2 milioni di euro: edificio scolastico ex IRRE Abruzzo per 200 mila euro, ripristino Accademia delle Belle Arti per 300 mila euro, conservatorio di Musica Collemaggio 18,2 milioni di euro, convitto nazionale 22,5 milioni di euro».

«NO MUSP A VITA»

«L’Aquila», va avanti Morgante, «non dovrà accontentarsi dei MUSP per il futuro e non è vero che il Provveditorato abbia smentito le dichiarazioni del Commissario per la Ricostruzione».

»Il Provveditore aggiunto Santariga ha dichiarato che per la preparazione dell’elenco delle scuole da inserire nel decreto n. 61 (9 per la provincia dell’Aquila di cui 4 per l’Aquila) si è servito del competente ufficio regionale, facente capo alla Direzione Lavori Pubblici, che ha un database aggiornato e puntuale sulla consistenza e stato dei relativi edifici».

«E’ strumentale», prosegue il segretario, «ritenere paradossale la questione del Comune di Castel del Monte. Il Comune di Castel del Monte aveva fatto richiesta di un finanziamento per € 300.000 in data 15 febbraio 2011 (nota n. 776 del 15 febbraio 2011). Sulla base di ciò il decreto 61 ne ha previsto il finanziamento. Solo successivamente e in data 20 luglio 2011 (nota n. 1638 del 20 luglio 2011) il Comune ha evidenziato che trattasi di un intervento su un edificio non più destinato a scuola».

All’esito di tale circostanza l’intervento verrà stralciato attraverso un prossimo decreto del Commissario.

«I FONDI CI SONO»

Il Commissario Chiodi evidenzia che: «è destituita di ogni fondamento» la ventilata ipotesi del sindaco Cialente ritenere che le scelte del decreto 61 siano state fatte con metro politico. «Unico criterio», assicura Chiodi, «è stato e sarà quello della sicurezza degli studenti, di tutti gli studenti dell’Abruzzo».

Sugli interventi ancora da eseguire il Commissario conclude: «Mi sento di consigliare al sindaco e all’assessore, infine, in luogo di promuovere campagne strumentali e polemiche, di lavorare sodo per presentare rapidamente un dettagliato piano di interventi su quelle scuole dell’Aquila che aspettano di essere riparate o ricostruite. I fondi ci sono: tanto più rapida e efficace sarà la loro capacità progettuale, tanto prima potranno essere sostituite le strutture provvisorie». 21/11/2011 16:39

 

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