Terremoto, nel cratere 70% delle imprese edili sono irregolari

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2141

L'AQUILA. Dopo ispezioni 1,7 mln euro multe per violazioni norme sicurezza.

Imprese edili irregolari nel 70,9% dei casi quelle controllate nel cratere del terremoto dell'Aquila, per violazioni delle normative sulla sicurezza e sui pubblici appalti. Gli ispettori della Direzione territoriale del Lavoro e della Direzione regionale Abruzzo, insieme ai Carabinieri per la tutela del Lavoro di Napoli, hanno denunciato 163 persone dopo aver ispezionato 217 aziende, 154 delle quali risultate non in regola, tra l'altro con 38 lavoratori in nero. Sono stati quindi emessi 22 provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale, elevate ammende per un milione 700 mila euro per violazioni sulla sicurezza; e ancora 184 mila euro di multe per violazioni della normativa sui pubblici appalti e 134 mila euro di sanzioni amministrative.

I dati sono stati presentati in conferenza stampa dal direttore regionale del lavoro, Giovanni De Paulis, dal direttore della direzione territoriale del lavoro della provincia dell'Aquila, Maria Luisa Calavena, e dal comandante dei Carabinieri del Gruppo Tutela del lavoro di Napoli, colonnello Gaetano Restelli. «Quello proposto all'Aquila - ha spiegato De Paulis - è un nuovo modello organizzativo. La sinergia con i militari è frutto della direttiva del Ministero delle Politiche sociali del luglio 2010 finalizzata alla verifica della corretta attuazione delle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e contrastare, attraverso la prevenzione, il fenomeno delle morti bianche».

«L'attività di prevenzione - ha sottolineato Calavena - è stata preceduta da un'attività di intelligence sul territorio attraverso la quale è stata svolta una ricognizione preventiva per individuare i cantieri da ispezionare».

Alcuni accessi sono stati effettuati nell'ambito del gruppo interforze coordinate dal prefetto dell'Aquila per monitorare fenomeni di infiltrazioni criminali nell'ambito della ricostruzione.

«Il nostro compito - ha spiegato Rastelli - è finalizzato alla prevenzione e al contrasto del lavoro nero e a favorire l'osservanza di regole ben precise per la sicurezza nei cantieri. Nel 2011 non si può morire di lavoro. Solo l'attività di monitoraggio del territorio è stata complessa, data la vastità dell'area su cui si è intervenuti. E' importante la prevenzione sui luoghi di lavoro e diffondere questo messaggio anche tra i più giovani, nelle scuole e negli istituti professionali».

 19/11/2011 8.50