Acqua L'Aquila, 3 ipotesi per rifacimento servizi: finanziamento da 140 mln di euro

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1111

L'AQUILA. Adesso si aspetta parere nucleo di valutazione ministero economia.

La Gran Sasso Acqua ha consegnato alla Struttura Tecnica di Missione il 7 novembre un insieme di elaborati tecnici relativi alla quantificazione finanziaria di tre ipotesi di soluzione del rifacimento delle reti dei sottoservizi nel centro storico di L’Aquila. La prima delle soluzioni proposte, per un onere di 27 milioni di euro, riguarda, come previsto dal decreto 24/2010, le sole reti idriche e fognarie. Le altre due soluzioni, pur comprendenti anche le reti di gestori privati (Enel, Telecom, ecc.) pongono l’intero onere finanziario a carico esclusivo dello Stato. Il costo complessivo è passato dall’iniziale finanziamento di 27 milioni di Euro a 140 milioni di Euro.

«Il 25 novembre 2010, precisamente un anno fa», ricorda il presidente Chiodi, «ho stanziato per le reti idriche e fognarie, come proposto dalla stessa Gsa, 27 milioni destinati alla città dell’Aquila. Dopo un anno, appunto il 7 novembre, la mia Struttura riceve tre proposte progettuali per il rifacimento dei sottoservizi: la prima prevede, come ho già detto, la realizzazione della rete idrica e fognaria secondo le disposizioni del decreto 24/2010. Le altre due, elaborate sulla base delle richieste pervenute dal Comune di L’aquila, prevedono la realizzazione di un sistema coordinato di sottoservizi con strutture sotterranee polifunzionali e tunnel intelligenti lungo i due assi ortogonali del centro storico (Corso Vittorio Emanuele e Corso Federico II)».

Queste due proposte di intervento - aggiunge Chiodi - «sono sicuramente volte alla modernizzazione di tutto il sistema dei sottoservizi, ma tralasciano, debbo presumere per mera dimenticanza o per malriposto spirito di servizio, di prospettare – come correttamente si dovrebbe fare in un qualunque intervento che vede la presenza insieme di soggetti pubblici e privati – la corretta distribuzione delle ricadute economico-finanziarie e quindi dei relativi oneri. E’ facile elaborare - prosegue il Commissario - progetti pur interessanti e perché no auspicabili e attesi da migliaia di cittadini (se poi questo avvenisse anche con un minimo di celerità e senza troppe sollecitazioni frequentemente rivolte alla GSA e al suo Presidente anche dal Sottosegretario Letta) quando dal conto economico tutto è posto a carico del solito Pantalone».

«Anch’io vorrei - ironizza - una perfetta e visionabile rete dei sottoservizi (quante volte ci siamo indisposti quando abbiamo letto “scusateci, stiamo lavorando per voi” che a date ricorrenti leggiamo sotto i loghi dei vari gestori) ma come posso nello stesso tempo spiegare che una buona parte dei benefici che si vengono a realizzare a fronte dei costi pubblici rimangono, sempre e comunque a favore di privati gestori di servizi pubblici che percepiscono tariffe. A fare demagogia siamo tutti capaci; la gestione della cosa pubblica è altro. Queste proposte così come formulate ritengo che sarebbero state rigettate qualora portate al tavolo del Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici del Ministero dell’Economia. Per non incorrere comunque, in una qualche possibile superficialità – conclude - è quello che mi accingo a fare».

17/11/2011 11.11