Ater, 150mln stanziati ma i lavori non partono. Rapagnà:«paura della cricca»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La ricostruzione degli alloggi Ater affidata al Provveditorato delle opere publiche. Oggi le inchieste sulla ''cricca'' tirano però in ballo proprio il capo provveditore Giovanni Guglielmi. I dubbi di Rapagnà: «noi avevamo escluso questa ipotesi. Come mai è andata in porto?»

A 16 mesi dal sisma, migliaia di famiglie non possono ancora rientrare negli alloggi classificati A, B e C, nei quali anche i pur minimi lavori di pronto intervento, consolidamento e messa in sicurezza, non sono stati effettuati.
Nessun cantiere è stato sino ad ora aperto per gli alloggi pubblici classificati E ed F, per i quali il commissario e presidente Chiodi ed il vice-commissario e sindaco Cialente hanno scelto di affidarsi al provveditorato alle Opere Pubbliche Sardegna-Lazio-Abruzzo quale “soggetto attuatore unico”.
Così è entrato in scena Giovanni Guglielmi, super controllore degli appalti per la ricostruzione.
Ma il suo nome ricorre spesso tra le intercettazioni degli indagati nelle varie inchieste. E' su di lui che in molti fanno affidamento per ottenere appalti. Il suo nome tra l'altro ricorre anche nell'affare del dragaggio del porto canale di Pescara e a questi si dovrebbe il recente sblocco della procedura amministrativa.
Il periodo è quello subito dopo il sisma.
Si ricordi ad esempio la vicenda dei due cognati Pierfrancesco Gagliardi e Francesco De Vito Piscicelli, i due imprenditori che la notte del terremoto ridevano pregustando gli appalti per la ricostruzione.
«Vuoi fare un bell'appalto sul lago di Garda?», chiese Gagliardi. «No - rispose Piscicelli - mo' c'è il terremoto da seguire... lì c'è da ricostruire per dieci anni».
Tutti gli occhi erano puntati all'Aquila.
Negli stessi giorni cresce l'interesse per il sisma abruzzese anche in Angelo Balducci, presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, e il costruttore Diego Anemone (entrambi arrestati). Il primo chiama Anemone e gli riferisce che Bertolaso gli ha detto di contattarlo subito: ne va della partecipazione ai lavori di ricostruzione.
Un ruolo importante, nell'affare, è esercitato anche dal magistrato della Corte dei conti, Mario Sancetta.
Il 7 aprile il giudice attiva i suo contatti per far ottenere appalti al Consorzio Stabile Novus di Antonio Di Nardo, funzionario delle Infrastrutture e costruttore ritenuto vicino al clan dei Casalesi.
Parlando con l'imprenditore Rocco Lamino, chiede chi sia il provveditore per le opere pubbliche per l'Abruzzo.
È Giovanni Guglielmi, con cui Di Nardo ha ottimi rapporti.
Guglielmi promette un interessamento per gli appalti, in cambio chiede di essere aiutato a diventare presidente dell'Anas.
Perchè alla fine Sancetta e Guglielmi si trovano.
Lo dice il giudice all'imprenditore Lamino: «...allora ho chiamato il Gianni...m'ha detto che appena capita qualche cosa di buono...senz'altro...m'ha detto».
La contropartita? Un posto all'Anas.
Sancetta: «Vuol fare l'amministratore delegato, chiede di essere sostenuto».
Ma Guglielmi è vicino anche all'ingegner Strassil indagato nell'ambito dell'inchiesta Mare Monti e che ha ricevuto consulenze a L'Aquila nel post terremoto e arrestato dalla procura di Pescara.
E' il 21 gennaio e la 'cricca' ha di che festeggiare: Piscicelli e Antonio Di Nardo: «Hai visto Gianni (Guglielmi, ndr)». «Sì, Gianni è andato là. Fabio è andato lì, a Firenze». «Questa è la risposta: voi cacate 'o cazzo? E io tengo pure un altro provveditore oltre quello di Roma».
Insomma il provveditore sarebbe uno dei loro.
Oggi proprio il nome di Guglielmi nei dialoghi degli indagati fa saltare sulla sedia il Mia Casa e Pio Rapagnà.
«Ecco forse spiegate», dice Rapagnà, «le cause dei ritardi nella ricostruzione ed il rifiuto di una legge ad hoc per gli alloggi popolari affidati invece da Chiodi e Cialente prorpio allo stesso provveditore chiacchierato. La proposta di Mia Casa esclude invece il provveditorato quale soggetto attuatore sin dall'inizio».
Il comitato, di fronte all' «ingiustificabile e gravissimo ritardo accumulato» nella riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza antisismica degli alloggi pubblici, manifesta tutta la sua preoccupazione per le «possibili attenzioni» che potrebbero «essere state già riservate dalla cosiddetta cricca e dai colletti bianchi della criminalità organizzata e dei faccendieri di politici e costruttori vari, ai 150 milioni di euro che la Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3803 del 15 agosto 2009 valutava come necessari per la Edilizia Residenziale Pubblica»,
I soldi sono stati poi ripartiti: 22 milioni di euro all'Ater per la “ricostruzione leggera” degli alloggi A, B e C di sua proprietà; 86 milioni di euro al Provveditorato alle Opere Pubbliche per la “ricostruzione pesante” degli alloggi E ed F di proprietà dell'Ater; 42 milioni di euro al Comune dell'Aquila per la “riparazione e ricostruzione” di tutti gli alloggi A, B, C, E ed F di sua proprietà, assegnati anche questi al Provveditorato alle Opere Pubbliche.
«Nessun euro è stato impiegato dal Provveditorato e nessun cantiere è stato da esso aperto», denuncia Rapagnà, «mentre dal canto suo l'Ater, pur essendo un ente strumentale della Regione, è stato fortemente ridimensionato nelle sue competenze e prerogative ed ha espedito alcune gare e assegnato un primo incoraggiante ma modestissimo appalto utilizzando fondi propri e diversi, in attesa della effettiva disponibilità ed utilizzabilità degli annunciati 22 milioni di euro, che pare siano finalmente arrivati a destinazione».
Intanto giovedì prossimo il comitato ha organizzato un incontro straordinario degli Inquilini Ater e dei Comuni del cratere, per illustrare e discutere a fondo i contenuti della “Proposta di Legge” che il comitato ha inviato al Consiglio regionale e per fare il punto sull'inizio dei lavori relativi alla riparazione degli alloggi pubblici classificati A – B e C e alla ricostruzione degli edifici classificati E ed F sia dell'ATER che del Comune dell'Aquila.
«Ormai sollecitiamo quotidianamente l'apertura dei cantieri», continua Rapagnà, «da parte dei soggetti attuatori prescelti quali l'Ater dell'Aquila per le A, B e C ed il Provveditorato alle Opere Pubbliche per le E ed F».

26/07/2010 10.15

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