Dopo le minacce arrivano i soldi per albergatori: 130mln per ripianare debiti

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1971

L'AQUILA. Il Governo ha stanziato 130 milioni di euro per la copertura di una parte di debiti relativi all'emergenza tra cui il pagamento degli alberghi che hanno assicurato ed assicurano l'ospitalità agli sfollati. * A BERTOLASO CITTADINANZA ONORARIA DI POGGIO PICENZE * ANCE, COMPONENTE CDA SI DIMETTE E ACCUSA VERTICI


La vicenda ha provocato la mobilitazione degli albergatori che hanno minacciato di cacciare gli ospiti oppure di lasciarli senza pasti.
Una minaccia poi in parte rientrata. La situazione dei fondi si è sbloccata solo ieri dopo che il presidente Gianni Chiodi ha incontrato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
«Berlusconi - ha poi spiegato il governatore - mi ha dato piena disponibilità e il suo massimo supporto per fare pressioni sul ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, di avere nel più breve tempo possibile le risorse per coprire i debiti relativi all'emergenza. Al presidente Berlusconi - ha spiegato Chiodi - ho evidenziato la necessità che i fondi per l'emergenza vengano quanto prima possibile trasferiti alla contabilità commissariale. Le risorse sono necessarie per far fronte agli impegni presi per l'assistenza alla popolazione, compresi i pagamenti alle strutture alberghiere che hanno ospitato e che ospitano ancora gli sfollati, per l'esecuzione di lavori urgenti per la salvaguardia dell'incolumità dei cittadini e per ogni altra attività legata alle operazioni di più stretta emergenza». Berlusconi ha confermato anche l'avvenuto accredito a favore del Commissario di 170 milioni di euro per la ricostruzione e ha comunicato al presidente di aver firmato per un ulteriore disponibilità per 714 milioni che saranno immediatamente resi disponibili.
Somma già annunciata da Chiodi nelle scorse settimane.
Il debito relativo all'emergenza, ammonta a circa 350 milioni di euro: i 130 milioni serviranno per il pagamento degli alberghi che ospitano gli sfollati, per il successivo trasferimento ai Comuni al fine di onorare le spese sostenute per le opere di somma urgenza e per i contributi che gli stessi devono erogare per le autonome sistemazioni e per tutte le altre attività ad essi attribuite dalle diverse Ordinanze emanate ad oggi dal 6 aprile 2009.
E ieri Daniele Zunica, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, e Giuseppe Vagnozzi, presidente teramano di Federturismo-Confindustria (che, insieme, rappresentano la maggioranza delle imprese turistiche e ricettive della costa teramana) hanno assicurato che gli albergatori aderenti alle loro organizzazioni «non cacceranno gli sfollati: la categoria è solidale, ma chi lavora deve essere pagato».
«Le posizioni estreme non rappresentano una categoria laboriosa e accogliente come quella degli albergatori - si afferma in una nota congiunta -: abbiamo accolto i cittadini aquilani e non li cacceremo, non fa parte del nostro stile e dello spirito di accoglienza di noi albergatori abruzzesi. Siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto e della qualità del servizio, gli albergatori non meritano le ombre che polemiche di questo tipo possono provocare in piena stagione estiva. Ma chi lavora ha il diritto di essere pagato».
«Più volte - affermano - abbiamo sollecitato il pagamento dell'enorme arretrato e ora la Regione, che pure non è responsabile diretta di questa situazione, si faccia carico di trovare una soluzione. Aver pensato di ricostruire L'Aquila e dare un tetto a 60 mila persone senza una legge rende tutto molto più complicato, e avevamo più volte segnalato i rischi derivanti dal voler saturare ad ogni costo alcune strutture ricettive».

SCARTATO EMENDAMENTO FONDI DA PARAFARMACIE

L'emendamento riguardante la trasformazione delle parafarmacie in farmacie convenzionate, provvedimento in grado di portare nelle casse dello stato un miliardo di euro, invece, non è stato inserito nella manovra di stabilizzazione finanziaria approvata con voto di fiducia al Senato.
Alessandro Mazzacca, presidente dell'associazione nazionale "Essere Farmacisti", parla di un'occasione persa per L'Aquila e l'area del terremoto.
Il subemendamento era stato proposto dai senatori Pdl Filippo Piccone e Paolo Tancredi, firmatari dell'emendamento.
«La giustificazione del governo - commentato Mazzacca in una nota - sembra essere quella di non volersi tirare dietro le ire dei titolari delle farmacie, con tanti problemi che ci sono nell'approvazione della manovra».

«FRONTE COMUNE PER TASSA DI SCOPO»

Intanto il deputato del Pd, Giovanni Lolli, ha spiegato che «c'é un fronte comune di parlamentari abruzzesi, trasversale agli schieramenti, favorevole a istituire una tassa di scopo destinata all'Abruzzo».
«C'é una pressione - sostiene Lolli - che va al di là degli schieramenti politici, mi auguro che questa pressione trovi a settembre, in una sessione specifica di discussione parlamentare, la sede in cui possa essere realizzata».
Come più volte ribadito anche dal sindaco Cialente, il deputato del centrosinistra sostiene che una tassa di scopo «sia l'unico modo per garantire un flusso di cassa certo, graduale e sicuro».
Ma Lolli è cosciente che «la parola tassa ormai è diventata una parolaccia in questo paese, ma è una pura ipocrisia perché in un modo o in un altro sono sempre i cittadini che pagano il bilancio dello stato. La tassa di scopo mi pare la cosa più seria di fronte a una tragedia nazionale».
22/07/10 9.38

[pagebreak]
A BERTOLASO CITTADINANZA ONORARIA DI POGGIO PICENZE


POGGIO PICENZE. Il Comune di Poggio Picenze, paese alle porte dell'Aquila, conferirà al capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, la cittadinanza onoraria.
La scelta è stata ratificata da una seduta del Consiglio comunale.
«Si tratta di un'onorificenza - commenta il sindaco, Nicola Menna - che la nostra amministrazione comunale vuole conferire al capo della Protezione civile come riconoscimento per tutto il lavoro svolto a favore della nostra collettività dopo il terremoto».
Menna ha precisato che «si è trattato di una scelta autonoma, non dettata affatto da condizionamenti politici esterni, come qualcuno vuole far credere».
Intanto anche il Comune di Cagnano Amiterno ha annunciato che sabato prossimo, 24 luglio, conferirà la cittadinanza onoraria a Bertolaso e al suo attuale vice, l'ex prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli.
Lo stesso riconoscimento nei mesi scorsi era stato proposto anche dal Comune dell'Aquila, ma il tentativo fallì e non riuscì ad approdare nemmeno in Consiglio comunale.
Intanto ieri nuova ondata di polemiche contro la Protezione Civile, che non ha fatto mancare la propria replica.
Con una lettera al presidente del Coni, Gianni Petrucci, il vicesindaco dell'Aquila, Giampaolo Arduini, ha rilanciato l'appello per il ripristino alle aree ex tendopoli.
«Il Governo - ha spiegato Arduini in una conferenza stampa - non ha rispettato gli impegni assunti a novembre 2009, quando il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, nel chiudere l'ultima tendopoli, assicurò che sarebbero stati stanziati subito dei fondi per la bonifica degli impianti sportivi, utilizzati per i campi d'accoglienza».
Una situazione che riguarda una ventina di aree nel territorio comunale e per il cui ripristino sono già stati chiesti quasi 5 milioni di euro.
«Naturalmente - ha sottolineato Arduini - per garantire la piena fruibilità di tutti gli impianti c'é bisogno di 8 milioni».
Per Arduini, che è anche assessore comunale allo Sport, il rischio è che «i soldi non ci sono e si tenta invece di far rimbalzare il problema dalla Protezione civile, al Ministero dell'Economia, alla Regione Abruzzo e alla struttura commissariale».
Ma dal dipartimento guidato da Bertolaso hanno respinto con forza questa versione dei fatti.
«Come al solito non si perde occasione per far polemica», si legge in una nota, «e, come molto in voga in questo periodo, lo si fa addossando presunte responsabilità alla Protezione civile nazionale».
«E' indispensabile ricordare che dallo scorso mese di gennaio il Dipartimento non ha alcuna competenza in merito alle attività collegate alla gestione del dopo terremoto in Abruzzo, pur non facendo mai venir meno il proprio supporto a tutte le amministrazioni impegnate in questo difficile compito, come il vicesindaco dell'Aquila dovrebbe sapere alla perfezione».
E infatti «lo scorso 11 dicembre il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso - prosegue il Dipartimento - con una nota, richiamava l'attenzione del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente proprio sul problema degli impianti sportivi».
In quell'occasione il Dipartimento «offrì la piena disponibilità a occuparsi direttamente del ripristino degli impianti, ma il comune dell'Aquila volle prendersi in carico l'impegno».
A fronte di questa volontà il Dipartimento chiese «che fossero predisposti gli allegati tecnici, così da poter garantire gli opportuni finanziamenti».
Nell'imminenza del passaggio di consegne con la Regione Abruzzo nella gestione del dopo terremoto, «e non avendo ricevuto dal comune dell'Aquila alcun capitolato tecnico relativo al ripristino di uno solo dei tanti impianti sportivi della città - conclude la nota - il Dipartimento si limitò a ricordare che questa, come le altre competenze, sarebbero passate al commissario Presidente di Regione».
«Con i fatti si riesce a far chiarezza - conclude la Protezione Civile - con le dichiarazioni polemiche si ottiene solo confusione, soprattutto quando emerge chiaramente chi aveva preso degli impegni e chi non li ha mantenuti».
22/07/10 9.55
[pagebreak]

ANCE, COMPONENTE CDA SI DIMETTE E ACCUSA VERTICI


L'AQUILA. L'Ance dell'Aquila, associazione nazionale costruttori edili, nella bufera: l'imprenditore Giulio Vittorini, componente del Consiglio di amministrazione, ha presentato le dimissioni irrevocabili chiedendo «l'azzeramento dei vertici e del presidente Filiberto Cicchetti, allo scopo di avere una guida più incisiva in un momento così delicato». Un addio con polemiche e accuse forti e circostanziate.
Vittorini, insieme ad altri iscritti all'Ance, esprime «il disagio in merito al grave stato di difficoltà in cui versa la categoria» in questi lunghi mesi dopo il sisma.
Il costruttore denuncia l' «insufficiente azione di difesa e rappresentanza» della categoria nelle varie fasi e nelle varie situazioni dell'emergenza terremoto e della ricostruzione, a partire dai giorni immediatamente successivi al sisma, quando i costruttori aquilani finirono nel mirino per i crolli e i morti.
Nessuno, sostiene, avrebbe adeguatamente difeso la categoria.
«Non mi sembra che al grave attacco mediatico nei confronti della nostra categoria, dopo il terremoto, con l'utilizzo di gravi appellativi come 'killer del mattone', la fantomatica sabbia di mare nei pilastri, ci sia stata una difesa energica da parte del presidente, ma si è preferito subire una martellante e diffamatoria campagna mediatica senza alcuna reazione significativa».
E' uno dei passaggi della lettera inviata al presidente dell'Ance dell'Aquila.
La missiva, indirizzata anche al consiglio direttivo dell'Associazione nazionale costruttori edili dell'Aquila, è caratterizzata da toni molto duri, che accusano l'associazione di categoria di non aver difeso e rappresentato le imprese.
«Il primo ed evidente risultato di questo silenzio assordante», secondo Vittorini si coglie osservando i cantieri alla periferia della città, almeno la metà dei quali, della cosiddetta ricostruzione leggera, «sono stati appaltati a imprese di fuori regione. Altro aspetto molto grave è che molti di questi cantieri sono stati affidati a imprese prive di qualsiasi qualificazione Soa (Società organismo di attestazione) e addirittura ad artigiani che si sono improvvisati imprenditori senza possedere la minima organizzazione aziendale».
Il costruttore dimissionario denuncia l'assenza dell'Ance sui tavoli istituzionali per fissare regole e chiedere pagamenti più veloci, e nel dibattito sul prezziario regionale.
«La campagna pubblicitaria che leggo in questi giorni sui giornali é sicuramente apprezzabile, ma molto tardiva, a distanza di oltre un anno del terremoto. L'Ance doveva promuovere da subito un sistema di regole e qualificazione, ma invece nulla».

22/07/10 10.47