Terremotati cacciati da hotel, albergatore: «li ospito io, anche gratis»

Alessandro Biancardi

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TORTORETO. «Sono disposto a ospitarli io i terremotati cacciati dagli alberghi di Alba Adriatica, non ho nessun problema, lo faccio anche gratis».
E' arrabbiato e scandalizzato per la protesta degli albergatori Mario Palanca, titolare dell'hotel Clara di Tortoreto. Lui proprio non riesce a capire con quale coraggio si possa arrivare oggi a sbattere fuori i terremotati a causa dei ritardi dei pagamenti. «E' vero», ammette anche lui, «ci sono dei ritardi».
E che i soldi siano finiti lo ha confermato anche il presidente della Regione Gianni Chiodi.
Con una lettera molto chiara ha chiesto per venerdì al ministro Tremonti un incontro sui fondi per i debiti contratti nella fase di emergenza.
«In questo momento ci troviamo con 70 milioni di buco con tutti gli albergatori», commenta il sindaco Massimo Cialente, «gli ultimi acconti sono stati pagati ad agosto, settembre e ottobre, ma sempre dalla Regione, soldi sempre gestiti dal presidente Chiodi. Chiaramente, allora, i soldi arrivavano».
E poi cosa e' successo?
«Dal mese di novembre non e' arrivata più una lira», sostiene il primo cittadino. «Dopo di che -prosegue- ci sono arrivati 122 milioni di euro, con i quali abbiamo dovuto pagare parecchie cose, e per gli alberghi sono rimasti solo 20mln, per cui gli albergatori avanzano in questo momento 70 milioni».
Non si tratta solo dell'albergatore che ha chiesto agli sfollati di liberare le stanze del suo hotel, continua Cialente, «tutti gli altri vengono tutti i giorni da me a reclamare, minacciare, vanno da Chiodi. Dobbiamo finire di pagare ancora il 2009 e gennaio 2010, e poi dobbiamo pagare i mesi successivi».
E mentre c'è chi minaccia c'è anche chi offre le proprie camere gratuitamente, come il signor Palanca.
Perchè se ci sono ritardi, e nessuno li nega, è anche vero che gli alberghi della costa, nella fase post terremoto, hanno raggiunto fatturati mai visti prima che hanno superato anche i 2 milioni di euro in appena sei mesi (da aprile 2009 a settembre).
«Da queste parti fatturati così se ne fanno sommando 2-3 stagioni», commenta Palanca
«Ma oggi come si permettono di dire che vogliono sbattere fuori queste persone senza casa...secondo me la si vuole buttare in politica», azzarda l'albergatore che si dichiara «totalmente apolitico»
Nel periodo più difficile, dal 7 aprile a settembre, Palanca ha gestito l'emergenza di 230 persone al giorno.
E c'è anche chi parla di una vera e propria tratta dei terremotati, una vera e propria spartizione per chi ne volesse di più. E Alba Adriatica, località da dove nei giorni scorsi è partita la protesta, ne avrebbe beneficiato maggiormente, anche perchè a Tortoreto molte strutture sono state dichiarate non idonee alla loro ospitalità.
«Si sta cercando di alzare la voce con la Protezione civile, proprio come l'agosto scorso, per avere i soldi in fretta», continua l'albergatore.
«Ad agosto, nei giorni clou della stagione balneare, un turista qualsiasi paga 80-90 euro al giorno mentre la Protezione civile continua a pagare per ogni terremotato 60 euro. L'anno scorso alcuni albergatori misero alla porta i terremotati chiedendo loro di tornare il 1° di settembre, ma come si può fare? Questa è gente stordita che da 15 mesi vaga da un posto all'altro e che ha perso tutto. Lo trovo gravissimo».
«Noi abbiamo già ricevuto il 75% del lavorato», continua l'albergatore. «Ho fatto 2 milioni di lavoro e devo prenderne altri 400 mila ma di sbattere in mezzo ad una strada i 10 aquilani che sono ancora da me non mi viene nemmeno in mente».
E così oggi Palanca vuole mettere a disposizione altri posti letto: «ho 6-7 camere libere in una dependance adiacente all'albergo. Anche se non prendo soldi, la mia porta è aperta, così come ho fatto il 6 aprile quando ho ospitato i primi terremotati, senza sapere ancora che era previsto un indennizzo da parte della protezione civile.

Alessandra Lotti 21/07/10 10.20

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