Accisa sulla benzina per ricostruzione aquilana: scatta la raccolta firme

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede «5 centesimi di accisa per ogni litro di benzina verde o diesel per ricostruire L'Aquila».


L' azione, secondo una prima stima, potrebbe portare ad un flusso costante annuo di un miliardo 250 milioni.
Il testo è stato presentato in una conferenza stampa dal capogruppo del Pdl in Regione, Gianfranco Giuliante, per il quale questa iniziativa potrebbe dare una spinta determinate alla ricostruzione dell'Aquila e dei territori terremotati.
«Non è una tassa di scopo - ha sottolinea Giuliante -. La proposta è stata studiata in modo da non incidere sul costo finale del carburante e quindi sulle tasche degli italiani».
La proposta, che si compone di 4 articoli, è già pronto e sarà presentato alle osservazioni di istituzioni, partiti, forze sociali, ma anche all'assemblea cittadina, ha proposto un'azione simile, per essere emendato.
«Il testo finale dovrà essere condiviso e votato da tutti», ha spiegato ancora Giuliante.
La raccolta di firme sarà lanciata a settembre e sarà coordinata dal consigliere del Pdl Riccardo Chiavaroli, presente all'incontro.
L'obiettivo é di arrivare a 50 mila, soglia necessaria per la presentazione in Parlamento, ben prima del tempo massimo di sei mesi dall'inizio della raccolta.
Come ha sottolineato Giuliante, la proposta ha già raccolto il gradimento del sindaco dell'Aquila e vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente, e del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, presente alla conferenza stampa, il quale ha auspicato che, dopo la raccolta firme, «la proposta di legge possa diventare d'iniziativa parlamentare ed essere magari inserita nella Finanziaria 2011, così da risolvere una volta per tutte i problemi di cassa».
Giuliante ha sottolineato che «ci sono due vie per reperire dal prezzo della benzina i 5 centesimi al litro che potrebbero essere usati per la ricostruzione dell'Aquila, senza far salire il prezzo, per questo, la proposta di legge d'iniziativa popolare tecnicamente non istituisce una tassa di scopo».
Giuliante ricorda che sui carburanti gravano ancora accise, ossia imposte aggiuntive, per compensare le spese per la guerra in Abissinia del 1935, la crisi di Suez del 1956 o il disastro del Vajont del 1963, oltre ai terremoti nel Friuli e in Irpinia, alluvioni e missioni all'estero.
«Sembra - continua - che dal 2007 queste accise siano state trasformate in entrate ordinarie dello Stato. Se così fosse, non si dovrebbe pagare più l'Iva al 20 per cento su di esse, e una frazione di Iva di 5 centesimi potrebbe essere stornata per la ricostruzione».
Il capogruppo del Pdl in consiglio regionale chiarisce che il prezzo finale della benzina non cambierà.
Per Chiavaroli, «il presupposto per far arrivare la legge in parlamento è che la proposta venga firmata da 50 mila cittadini, potrebbero non bastare, insomma, neanche le firme di tutti gli aquilani, e superare la soglia sarà un modo anche per riaffermare che il problema della ricostruzione è di tutto l'Abruzzo. Non solo, a scopo simbolico organizzeremo anche campagne di raccolta a Roma».
Varando la raccolta a settembre, ci sarà tempo fino all'inizio della primavera 2011 per superare la soglia.
«Ma speriamo di arrivarci per prima, per poi far iscrivere la proposta di legge all'ordine del giorno», ha concluso Chiavaroli.

14/07/2010 10.12