E sul post terremoto mancavano le mire della ‘Ndrangheta… il tentativo fallì

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Nuova maxi inchiesta italiana su criminalità e malaffare. E saltano fuori “puntualmente” gli appetiti scatenati delle organizzazioni criminali sulla ricostruzione aquilana.





L'AQUILA. Nuova maxi inchiesta italiana su criminalità e malaffare. E saltano fuori “puntualmente” gli appetiti scatenati delle organizzazioni criminali sulla ricostruzione aquilana.


L'ultimo fatto contestato appena qualche giorno fa con l'inchiesta che ruota intorno agli appalti di Trenitalia ma episodi analoghi ci sono stati anche nell'ambito delle inchieste delle procure di Roma e Perugia sugli appalti per i Grandi Eventi, per il G8. Oggi L'Aquila torna protagonista anche nella maxi inchiesta della Procura di Milano e i Reggio Calabria che ha portato all'arresto di 304 persone tra Lombardia e Calabria nell'ambito dell' operazione contro la 'Ndrangheta dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che i messaggi rassicuranti lanciati più volte anche dal presidente Chiodi non sono fondati.
In particolare, questa mattina, 248 provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri, 53 dalla polizia di Stato e 3 dalla Dia.
Le accuse vanno dall'associazione di tipo mafioso al traffico di armi e stupefacenti, dall'omicidio all' estorsione, dall'usura ad altri gravi reati. Gli inquirenti calabresi e lombardi, al lavoro da tempo su questa inchiesta, hanno indagato in particolare sulle infiltrazioni della 'Ndrangheta nel nord Italia, sia nelle attività produttive e commerciali, sia nel mondo politico e amministrativo locale. Oltre agli arresti, il blitz delle forze dell'ordine avrebbe portato anche al sequestro di denaro, armi e droga oltre che a «beni mobili e immobili per decine di milioni di euro».
Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti emerge l'intenzione della società Perego General Contractor, amministrata di fatto da Andrea Pavone, arrestato oggi assieme al boss Salvatore Strangio nell'ambito della maxi operazione della Dda di Milano, tentò di 'scalare' la Cosbau spa, azienda trentina che si occupa di costruzioni, e anche di «edifici prefabbricati destinati alle famiglie terremotate del recente sisma in Abruzzo».
Il piano però, come spiega il gip di Milano, Giuseppe Gennari, che ha firmato l'ordinanza, fallì.
La Perego, che stando all'inchiesta era di fatto gestita dagli Strangio, prevedeva «grandi possibilità di sviluppo e commesse di notevole rilievo economico e politico».
Cosbau è assegnataria di alcuni lotti relativi alla ricostruzione del post terremoto de L'Aquila.
« Il che vuole dire che mettere le mani su Cosbau vuole dire, per Strangio, Pavone e compagnia, entrare alla grande nel giro degli appalti pubblici».
Nella società che avrebbe dovuto finanziare Cosbau e garantire l'ingresso nella società trentina al clan calabrese, spiega il giudice, «Pavone entra attraverso lo schermo di una fiduciaria svizzera» mascherata «in un abile sistema di scatole cinesi».
«Tuttavia», contrariamente a quanto sperato da Pavone (...) «la scalata 'Cosbau' non andrà in porto».

'NDRANGHETA: CUORE CALABRESE,TENTACOLI IN TUTTO IL MONDO

E il blitz di oggi avrebbe colpito il cuore pulsante ed il cervello della 'ndrangheta che si trova nella provincia di Reggio Calabria, ma i cui tentacoli sono diffusi in ogni parte del Mondo, dalle Americhe all'Australia, dalla Spagna a tutti i Paesi del nord Europa.
Una ramificazione che ha fatto delle cosche calabresi quelle piu' forti, più flessibili, più dinamiche e più affidabili di tutte le mafie.
Una potenza che, secondo gli investigatori, gli deriva dall'essere l'unico e vero "broker mondiale" del traffico di cocaina; l'unica organizzazione che, grazie alla propria capillare diffusione, è in grado di trattare praticamente in esclusiva con i narcos colombiani, che riconoscono alla 'ndrangheta una maggiore affidabilità rispetto alle altre organizzazioni criminali.
«La 'ndrangheta - ha detto in più occasioni il procuratore distrettuale di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone - è riuscita a diventare una vera e propria holding del mercato della droga grazie alla sua ramificazione in ogni parte del mondo».
La presenza delle cosche in Lombardia risale invece agli anni '70-80 ed ora Milano é considerata, secondo i magistrati dell'antimafia, la capitale economico-finanziaria delle cosche.
Dalle indagini antimafia coordinate dalle procure distrettuali di Milano e di quelle calabresi emerge che le infiltrazione della 'ndrangheta sono soprattutto nei settori delle opere pubbliche, dell'edilizia, dei mercati e della circolazione del denaro.
Gli interessi delle cosche nelle attività economiche sono emersi nel processo milanese sulle infiltrazioni mafiose nell'Ortomercato.
Non è da trascurare inoltre il tentativo, secondo quanto emerge da alcune inchieste, delle cosche di entrare negli appalti per la realizzazione delle opere per Expo 2015.
A Milano sono presenti quasi tutte le cosche della 'ndrangheta di Reggio Calabria e provincia. Nella zona a nord del capoluogo, corrispondente ai territori dei circondari che vanno fino a Monza, Como e Lecco, vi e' la presenza di gruppi della 'ndrangheta che fa riferimento al clan di Coco Trovato (Lecco), alla 'ndrina Mancuso di Limbadi (Monza), quella di Morabito di Africo nel territorio di Como. Nella zona a nord-ovest del capoluogo, corrispondente al territorio della provincia di Varese, vi è una significativa presenza di esponenti della 'ndrangheta del crotonese, in particolare provenienti da Ciro' Marina, riconducibili alla cosca 'Farao-Marincola'.

13/07/2010 17.30