D'Ercole, vescovo imprenditore a L'Aquila con la sua Srl. «Tutte falsità»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Monsignor D'Ercole dal Vaticano a L'Aquila crea il primo modello collaudato di vescovo- imprenditore. * DONAZIONI ITALIANI: 3 E 32: «IL SILENZIO COLPEVOLE DI MARINI»
Come scrive Antonello Caporale questa mattina in un articolo su Repubblica, il volto più telegenico della Santa Sede (per molti anni ha condotto trasmissioni religiose in Rai), spedito nella città terremotata in soccorso di Molinari ha messo su una srl, la Aquilakalo's.
Se quindi la ricostruzione post sisma in tutta la città stenta, se la burocrazia è farraginosa e i permessi lenti sono la vera zavorra, D'Ercole si è messo in proprio.
Certo, non mancano problemi e di miracoli ancora non se ne sono visti.
I primi problemi ci sono stati con il Comune al quale l'arcivescovo ha dato un ultimatum: «ho 13 milioni da spendere della Caritas, il municipio non mi spiega dove posso investirli».
O lo farà entro giugno o il prelato- imprenditore riserverà quei soldi per altre zone.
Scene di ordinaria ricostruzione già viste in città e discorsi già sentiti da queste parti: [url=http://www.primadanoi.it/notizie/27145-Sale-la-protesta-contro-Rai-e-spunta---incidente-diplomatico---con-Fiat]prima con la Fiat[/url] e poi con la cantante [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=27186]Gianna Nannini[/url].
D'Ercole a Repubblica smentisce che la società sia sua: «Mi sono dimesso», assicura.
«Dalla visura camerale non risulta», scrive Caporale, «fino a tre giorni fa era lei il presidente».
«Da domani non lo sarò più. Solo tre mesi sono stato alla guida (sei, secondo le visure, ndr) e non ho intenzione di ritrovarmi impelagato tra due o tre anni in qualche cosa».
E D'Ercole non ha taciuto nemmeno l'interessamento degli imprenditori di mestiere, quelli veri, quelli disposti anche a chiudere un occhio per concludere un affare.
«Sa quanta gente», ha raccontato al giornalista di Repubblica, «è passata in questa stanza offrendomi sponsorizzazioni? Uno scambio: io ti offro questo e tu un domani mi dai quest'altro. Ma non si può fare. Ci sono le gare d'appalto, massima legalità e trasparenza. Così ci siamo dotati di questa società di servizi, consigliati da persone competenti. Anche altre diocesi lo fanno».
29/06/10 12.09

[url=http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/29/news/l_aquila_gli_affari_del_vescovo_una_srl_della_curia_per_ricostruire-5236980/?ref=HREC1-3]L'ARTICOLO INTEGRALE DI REPUBBLICA[/url]

D'ERCOLE: «FALSITÀ»

«Continuano le strumentalizzazioni a danno dell'operato della nostra Chiesa», commenta D'Ercole dalle pagine del proprio blog, «perché la Curia, infatti, nell'articolo odierno è stata presentata come una società d'affari intenta solo ad aumentare i propri profitti».
               «La creazione della società Aquila Kalòs, ha come unico scopo quello di permettere alla diocesi di occuparsi delle anime degli aquilani delegando alla società suddetta l'aspetto prettamente materiale della ricostruzione», continua D'Ercole.
«Strumentalizzazione evidente», spiega ancora il monsignore, «visto anche l'accostamento con il caso “Propaganda Fide” volutamente fatto per gettare ombre non solo sul Vaticano ma anche sulla nostra diocesi. Inoltre non è assolutamente vero che la nostra diocesi vuole procedere da sola nella ricostruzione mettendo da parte le altre Istituzioni cittadine. Basti pensare all'incontro che abbiamo avuto nei mesi scorsi con il Consiglio Comunale dell'Aquila; incontro voluto proprio con l'obiettivo di unire le forze delle varie Istituzioni per procedere più speditamente nella riprogettazione della nostra città». Per D'Ercole, insomma, «dopo l'esperienza di [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=26933&page=2]Report[/url] ed oggi quella di Repubblica» è impossibile «far capire alla gente che siamo una comunità di servizio e non una società d'affari. Come è possibile che qualsiasi cosa si faccia, venga riferita dai giornali in maniera distorta, gettando fango sulla credibilità di istituzioni come la Chiesa, così importanti per la vita del nostro Paese?
                Il rischio più grande è che, una volta insinuato il dubbio sulla nostra onestà e trasparenza, molte persone di buona volontà possano  scoraggiarsi nel farci arrivare il loro aiuto; allora veramente sarà drammatico perché da soli non ce la potremo mai fare a rinascere».

29/06/10 21.05


CIALENTE: «ABBIAMO LE IDEE CHIARE»


«Il Comune dell'Aquila ha le idee chiare sulla ricostruzione e sullo sviluppo della città», ha replicato Cialente a D'Ercole. «A tal punto che, oltre ad aver prodotto rapidamente quei provvedimenti necessari per mettere in condizioni i proprietari di sistemare le proprie case, la Municipalità è estremamente determinata a rifiutare il ruolo di “sportello” obbligato a rilasciare autorizzazioni e licenze a chiunque, senza programmazioni e pianificazioni ragionate, vagliate e approvate dal Consiglio comunale».
Sulla questione della proprietà delle aree a suo tempo occupate per la realizzazione dei complessi antisismici, e che non sono state utilizzate, «ci sarà un incontro a Roma il primo luglio, alla presenza anche del Commissario per la ricostruzione», ha assicurato Cialente.
«Una volta definita la vicenda del passaggio di proprietà al Comune, si decideranno gli interventi già previsti per i terreni eventualmente da destinare a opere edilizie di carattere sociale e quelli da restituire ai proprietari».

30/06/10 9.43

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DONAZIONI ITALIANI: 3 E 32: «IL SILENZIO COLPEVOLE DI MARINI»

L'AQUILA. L'ex presidente del Senato, esponente di spicco del Pd, Franco Marini nei giorni scorsi a Barisciano, insieme a Bertolaso. Scettico il Comitato 3e32 tra preoccupazioni e contraddizioni.
La Protezione Civile nei mesi scorsi ha istituito una commissione interna di garanti, con lo scopo di vigilare sull'impiego dei fondi delle donazioni degli italiani.
84 i milioni di euro totali frutto della generosità della gente comune che ha sposato le tante iniziative di solidarietà tramite sms e sottoscrizioni varie.
Oltre a Marini fanno parte del comitato di controllo l'ex presidente della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, il professore Natalino Irti, 73 anni di Avezzano, accademico dei Lincei, ex vicepresidente dell'Enel, membro del Cda Iri e del Comitato Privatizzazioni, il magistrato Cesare D'Ambrosio e l'ex giudice della Corte Costituzionale Fernanda Contri.
«Gran parte di questi fondi, 36 milioni di euro», commentano oggi dal 3e32, «sono stati destinati al piano C.A.S.E», ossia gli alloggi realizzati al prezzo di 2.700 euro al metro quadrato, sui cui appalti sono già aperte delle inchieste della magistratura.
Il responsabile della Commissione di garanti era proprio il senatore Franco Marini, che in Abruzzo non ha saputo ''vigilare'' sul suo partito decapitato da arresti eccellenti: il sindaco di Montesilvano prima, quello di Pescara e il presidente della Regione per finire.
«Marini», contestano dal comitato, «a dispetto delle sue origini aquilane, nell'anno appena trascorso non si è visto quasi mai nel territorio del cratere, salvo rare apparizioni, sempre tese ad avvalorare il messaggio del “miracolo”, diffuso su tutti mezzi di informazione dal Governo e dalla Protezione Civile».
Il comitato ha osservato «con indignazione» il silenzio complice dell'ex presidente del Senato, «di fronte alle gravi parole di Bertolaso, che ha sostanzialmente ribadito che la colpa degli aquilani è quella di non saper chiedere le risorse al Governo nella maniera giusta. Col suo silenzio, Marini offre ancora una volta la “sponda” al Governo per far credere al resto d'Italia che a L'Aquila sia stato fatto tutto il possibile».
Intanto il 7 luglio L'Aquila e i paesi del cratere torneranno a Roma per una nuova manifestazione di protesta.
Il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, è però preoccupato per Sulmona e si è fatto promotore di un'iniziativa parlamentare finalizzata a rinviare la restituzione delle tasse anche alla Valle Peligna.
«D'intesa con il vertice regionale del Pdl - ha detto Del Corvo - sarà presentato nelle prossime ore un emendamento alla manovra finanziaria che stabilisce il principio della parità di trattamento tra i contribuenti dei comuni ricadenti nell'area del cosiddetto cratere sismico ed i contribuenti di altre aree della provincia, come Sulmona e dintorni, che ne sono al di fuori».
I cittadini di Sulmona, della Valle Peligna e di tutti i municipi che non fanno parte del cratere non sono nella condizione di tornare a pagare tasse ed insieme arretrati.
«Occorre evitare disparità di trattamento», ha detto Del Corvo, «tra territori e rimandare anche per l'area di Sulmona la restituzione delle tasse non versate nel 2009».
Sulmona e la Valle Peligna vivono già una drammatica crisi economica ed occupazionale, ed i contribuenti, sottolinea il presidente della Provincia «non sono assolutamente in grado di sopportare un trattamento di politica fiscale penalizzante rispetto al comprensorio aquilano».
«Abbiamo già sensibilizzato il Ministro Tremonti sull'argomento, anche sulla base della giurisprudenza del Consiglio di Stato, sostenendo il principio generale che la sospensione dei tributi, così come la loro restituzione, devono seguire la stessa regola per i comuni facenti parte e non facenti parte del cratere sismico».

29/06/2010 11.09