Pomodori terapeutici, pace fatta tra L’Aquila ed il Tg1?

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Hanno funzionato i pomodori e le melanzane lanciate nei giorni scorsi alla sede Rai di viale Mazzini? Hanno funzionato le proteste via Facebook di migliaia di aquilani indignati? (Sopra l'immagine di uno dei gruppi di Facebook)





L'AQUILA. Hanno funzionato i pomodori e le melanzane lanciate nei giorni scorsi alla sede Rai di viale Mazzini? Hanno funzionato le proteste via Facebook di migliaia di aquilani indignati?
(Sopra l'immagine di uno dei gruppi di Facebook)


Sono servite le minacce di non pagare più il canone della tv di Stato fino a quando il telegiornale del primo canale non fosse tornato ad occuparsi della grave situazione della città terremotata e dei suoi cittadini?
Probabilmente sì. Piccoli segnali di apertura, sono infatti arrivati ieri sera nel corso dell'edizione delle 20 del telegiornale diretto da Augusto Minzolini.
Una “concessione” ancora più fastidiosa visto che si parla di diritti fondamentali per una democrazia sempre più martoriata.
La censura (perché di questo si tratta) reiterata e la manipolazione dell'informazione sulla ricostruzione post terremoto dell'Aquila si sono trasformate in ferite profonde ed in una frattura forse insanabile tra le popolazioni già vessate da morti, dolori, e problemi infiniti, accresciuti dall'inerzia e dal tempo che passa.
L'informazione filogovernativa ai tempi del governo Berlusconi, dei conflitti di interessi, delle cricche e degli appalti milionari per la ricostruzione hanno catapultato di fatto in una dimensione completamente diversa la regione Abruzzo, relegata ed abituata a rimanere discretamente ai margini.
Il Tg1, dopo molte settimane di vuoti (quello più eclatante in occasione della manifestazione con 15 mila aquilani del tutto snobbata) torna così ad occuparsi dell'Aquila.
E allora dopo la protesta davanti alla sede Rai di viale Mazzini, a margine del consiglio comunale di giovedì scorso in piazza Navona, da parte dei cittadini aquilani che contestavano “l'oscuramento”, il telegiornale dell'ammiraglia Rai ha dedicato un servizio ai problemi della ricostruzione. Un servizio che ha l'aria di essere riparatorio e tardivo.
Una “normalizzazione” dovuta anche ai mesi di lotte e dissidi interni alla redazione del Tg1 e alle proteste di giornalisti e volti noti (poi allontanati dal video) che si sono opposti all'attuale direzione editoriale?
Così ieri mattina e per buona parte del pomeriggio una troupe, guidata dall'inviato Marco Bariletti, si era fermata in città, effettuando riprese in zona rossa e intervistando il sindaco Massimo Cialente.
«Pur in una edizione serale ridotta per via dei mondiali di calcio», hanno commentato con soddisfazione da Palazzo di Città, «il servizio di Bariletti ha fornito approfondimenti e aggiornamenti sui problemi legati alle risorse, all'economia e alla ricostruzione del centro storico, sottolineandone i problemi legati alla complessità e all'impegno finanziario».
Il telegiornale principale della Rai nella direzione di Minzolini ha però raggiunto traguardi fino ad ora mai nemmeno sfiorati: tra questi un calo vertiginoso degli ascolti, a precipizio anche la credibilità, è riuscito a coalizzare e spinto a far crescere movimenti, associazioni e gruppi virtuali sui social network che si sono fermamente opposti alle scelte giornalistiche ed evidenziato giorno per giorno tutte le “malefatte” e le distorsioni del tg.
Un movimento di indignazione mai visto prima che nuoce alla televisione di Stato pagata anche con i soldi degli aquilani censurati.
Una censura vecchia e rodata, attuata con antichi metodi , che tuttavia ha avuto l'enorme pecca di sottovalutare -forse per arretratezza culturale- l'enorme potenza del Web e delle sue possibilità immense di fare informazione ma anche di aggregare persone.
26/06/2010 13.16



RIGUARDA IL SERVIZIO DEL TG1
 

LE PROTESTE DEI GIORNI SCORSI