Chiodi: «ecco gli errori di Del Turco». Idv protesta: «mezze verità»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4721

PESCARA. IL VERBALE. «A mio parere il motivo principale del grave dissesto della sanità abruzzese è che non si è mai fatta una programmazione sanitaria che tenesse conto del reale fabbisogno».


«Questo ha determinato una situazione insostenibile dal punto di vista dei costi e ha determinato anche una riduzione qualitativa dell'offerta sanitaria».
Parole di Gianni Chiodi, messe a verbale (e dopo il sì del gup Zaccagnini a tutti gli effetti parte del procedimento giudiziario sulla Sanitopoli abruzzese), per ricostruire lo stato delle cose al suo arrivo alla guida della Regione, dopo l'arresto di Del Turco.
«Posso dire», ha aggiunto Chiodi, «che abbiamo preso atto della grave inadeguatezza delle strutture dell'Agenzia sanitaria regionale e della Direzione Sanità, e pertanto ci siamo rivolti, per predisporre uno studio e una programmazione adeguata, all'Agenzia sanitaria nazionale».
Per il presidente della Regione, però, proprio le «inadempienze e le irregolarità commesse dalla precedente Giunta regionale hanno avuto paradossalmente un merito: quello di innescare il commissariamento della sanità abruzzese e quindi l'avvio di un percorso obbligato di risanamento».
E Chiodi ha citato anche la fantomatica commissione ispettiva permanente chiamata a verificare le inappropriatezze delle prestazioni rese da strutture private dal 2005 in poi: «La commissione ispettiva», ha raccontato il governatore ai magistrati, «era stata in realtà istituita dalla Giunta precedente, ma non aveva mai portato a compimento il proprio lavoro di controllo».
Altro neo la fissazione dei tetti di spesa che, come ha raccontato sempre il presidente, «a fine anno comportavano ritardi che hanno visto vulnerate in sede di Tar le delibere che avevano fissato i tetti. Infatti i ricorsi sono stati accolti dal Tar, che ha fondato la sua decisione proprio sulla non tempestività della fissazione dei tetti di spesa»
Ma secondo il senatore dell'Idv, Alfonso Mascitelli, «Chiodi non si è reso conto che le dichiarazioni e i contenuti del verbale sono di fatto un grave atto di accusa verso la sua stessa maggioranza di centrodestra».
«Incoscientemente», spiega Mascitelli, «Chiodi si fa merito di un risanamento rispetto al passato nel fissare tempestivamente i tetti di spesa rispetto ai ritardi, come accadeva in precedenza, che hanno visto vulnerate in sede di TAR le delibere che fissavano i tetti. Ebbene, dimentica che i contratti scaduti a dicembre 2007 dovevano essere rinnovati da subito e per questo era stato inviato da Berlusconi a settembre 2008, proprio a cavallo delle elezioni regionali e della campagna elettorale, il commissario Redigolo, persona capace ma di ben nota fede politica. Perché Redigolo ha provveduto in ritardo? Perché è saltato tutto il 2009?».
«Quali sono stati i suoi provvedimenti per sanzionare chi aveva responsabilità di controllo e non le ha messe in atto?», chiede ancora l'esponente dell'Idv. «Quali sono i livelli e le percentuali di inappropriatezze rilevate presso gli altri erogatori privati, caso per caso, e su cui ancora oggi c'è una copertura quasi omertosa».
         «Una cosa è certa – ha concluso Mascitelli - senza sovrapposizioni con il lavoro qualificato e autorevole della magistratura, la Commissione Speciale di Inchiesta del Senato, di cui faccio parte, dovrà di nuovo intervenire in Abruzzo perché ci sono troppe mezze verità, troppe ombre e la cappa di omissioni e connivenze sugli interessi che lievitano intorno alla sanità non è stata ancora del tutto scoperchiata».
16/06/10 13.24