Masciocco lascia la giunta Cialente: «siamo tutti ostaggio di Chiodi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono trascorsi sei mesi dalla nomina ad assessore di Giustino Masciocco e oggi arrivano le dimissioni «irrevocabili ed immediate». * ANCHE UNIVERSITA' L'AQUILA INSIEME AI CITTADINI IL 16 GIUGNO
Insieme alla lettere spedita al sindaco Massimo Cialente, Masciocco (che si occupava di politiche sociali, Università, politiche abitative) ha scritto un lungo testo d'accusa in cui ricorda anche le perplessità iniziali nell'accettare l'incarico.
Riserve poi messe da parte ma che dopo mezzo anno appena tornano a galla prepotentemente tanto da spingere l'assessore a lasciare la sua poltrona.
«Sono stati mesi drammatici», ammette Masciocco, «come immaginabile per le gravi difficoltà, e di profonda solitudine. Mai una volta gli assessori hanno potuto illustrare il lavoro svolto in specifiche sedute di Giunta, né sono riusciti a mettere pienamente a servizio di tutti l'impegno e l'attività svolta. Anziché coordinarci per poter  meglio rispondere alle urgenze della Città, siamo stati risucchiati in discussioni estenuanti a causa delle fumose e lacunose norme di emergenza che attualmente regolano l'attività della nostra Amministrazione».
L'assessore non nasconde che la centralità delle decisioni sono tutte in capo al presidente della Regione, nonché commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi: «cittadini, amministratori, politici, ci massacriamo sulla strategia da adottare per contrastare lo strapotere, avallato dal Presidente Chiodi, del Governo sul nostro territorio, ma non abbiamo la forza e la possibilità di unirci per abbattere lo steccato che ci divide dalla verità, dalla conoscenza e dalla trasparenza. Mancano i luoghi, i metodi ed il confronto».
«Siamo ostaggio di un Governo», ammette sconsolato l'assessore che ha deciso di arrendersi perchè non vede margini di miglioramento.
E l'assessore ha dei dubbi anche sulla doppia veste di Cialente, al tempo stesso sindaco («ha enormi responsabilità che le sono cadute sulle spalle quella maledetta notte del 6 aprile») e vice commissario governativo: «due ruoli», dice l'assessore dimissionario, «che per forza di cose entrano troppo spesso in conflitto. È necessario scegliere, è necessario stare da una parte sola per combattere con tutte le forze a propria disposizione».
Masciocchio chiede allo stesso sindaco una azione «più energica» perchè «la città  subisce giornalmente una violenza, sia essa amministrativa, politica, contabile, finanziaria».
«I cittadini non trovando in Berlusconi, Letta, Tremonti degli interlocutori affidabili, rivolgono la loro protesta all'Amministrazione Comunale, in generale, che non ha i poteri per affrontare le questioni irrisolte», sostine l'assessore uscente.
«La ricostruzione», continua Masciocco, «è sottoposta a criteri approvati da ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Commissario Chiodi, che si avvale della Struttura Tecnica di Missione presieduta dall'architetto Fontana. La Giunta Comunale dell'Aquila non ha mai potuto visionare preventivamente alcun documento per proporre eventuali modifiche. Subiamo anche in questo caso una prevaricazione continua che la legge permette. Il lavoro di tutti i giorni è mortificato da un'impotenza oggettiva».
Per questo l'assessore comunica ufficialmente le dimissioni «irrevocabili con effetto immediato».
14/06/10 14.37

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ANCHE UNIVERSITA' L'AQUILA INSIEME AI CITTADINI IL 16 GIUGNO

L'AQUILA. L'Università degli Studi dell'Aquila, nonostante le tante e gravi difficoltà causate dal sisma del 6 aprile 2009, non ha mai interrotto le proprie attività.
E' tornata in breve tempo alla sua piena efficienza. L'Ateneo crede fermamente che la rinascita dell'intero comprensorio colpito dal sisma abbia bisogno di «mezzi economici adeguati», che «non si traducano in assistenzialismo, ma in opportunità che la città saprà cogliere per essere a tutti gli effetti capoluogo di Regione, città della conoscenza, dell'innovazione e  delle opportunità per i giovani, particolarmente per i tanti che ogni giorno, affrontano ancora difficoltà per potersi formare adeguatamente».
L'Università aderirà quindi alla manifestazione indetta dall'Assemblea dei cittadini aquilani, che si svolgerà all'Aquila il 16 giugno dalle ore 16.00 presso la Villa Comunale, condividendo le ragioni poste alla base della mobilitazione, «nella consapevolezza che l'Ateneo rappresenta una tra le maggiori istituzioni pubbliche del comprensorio aquilano con oltre 1200 dipendenti e circa 23000 iscritti».
«Senza la necessaria attenzione da parte del Governo nazionale alle esigenze connesse al processo di rinascita della città», dicono chiaramente dall'università, «e dell'intero comprensorio, i risultati finora raggiunti dall'Ateneo, grazie anche alla fiducia dimostrata dagli studenti, rischiano di essere vanificati».
Ed è vivo più che mai il problema non ancora risolto della residenzialità studentesca.
Gli studenti, con la scarsa presenza di alloggi disponibili sul territorio, sono ancora costretti a faticosi spostamenti quotidiani per seguire le attività didattiche.
La maggior parte degli alloggi studenteschi esistenti (291 posti letto), sono stati messi a disposizione dell'ADSU da parte dell'Università (ex Reiss Romoli).
Anche auesta, insieme ad altre priorità ancora irrisolte, ha spinto l'Ateneo a condividere le istanze poste alla base della manifestazione del 16 giugno.
14/06/10 15.05