Appalti e ricostruzione, avanza il fronte di indagine sulla cricca a L’Aquila

Alessandro Biancardi

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Appalti e ricostruzione, avanza il fronte di indagine sulla cricca a L’Aquila
L’AQUILA. Questa mattina è il quotidiano Repubblica a confermare la notizia che il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, è indagato anche a L’Aquila nell’ambito della ricostruzione post terremoto.





Dopo le indagini sulla presunta corruzione a Firenze per i grandi eventi e a Roma per gli affari in Sardegna sull'eolico, guai in vista anche da L'Aquila per Verdini il cui interessamento nella ricostruzione era già noto.
Dopo l'imprenditore amico Francesco De Vito Piscicelli, indagato nell'inchiesta di Firenze sugli appalti alla Maddalena per il G8 che sarebbe riuscito ad ottenere lavori per la ricostruzione aquilana, l'altro legame era costituito da Riccardo Fusi titolare della Btp che fa parte del Consorzio Federico II il quale ha ricevuto un appalto da 12 milioni.
Il parlamentare Denis Verdini avrebbe «sponsorizzato» la Btp del suo amico di vecchia data, Fusi, «affinché - si legge nelle carte dell'inchiesta - vengano assegnati i lavori di ricostruzione al consorzio Federico II», composto dalla Btp e da tre imprese aquilane.
La Btp era in cerca di disperato aiuto e per ottenere qualche lavoro - annotano i carabinieri - serve un uomo che sia insieme "garante" e playmaker.
Così Verdini chiama Chiodi («che è un amico») e gli passa Fusi al telefono. Una chiacchierata innocente intercettata e finita sui giornali.
L'altro fatto è l'aggiudicazione effettivamente dell'appalto.
In quel giorno infuocato di polemiche per le intercettazioni rese pubbliche il presidente della Regione Gianni Chiodi rispose che
«un caffè non si nega a nessuno».
Poi però i giorni sono passati e le risposte non sono mai arrivate e Chiodi non ha mai spiegato che tipo di “attenzione” abbia poi riservato rispetto alla richiesta di Verdini, ammesso che ci sia stata “attenzione”.
Anche perché nel frattempo in un interrogatorio lo stesso Verdini aveva ammesso la spintarella. Se spintarella c'è stata come si sia realizzata è ancora un mistero.
Sta di fatto che la procura del capoluogo terremotato ora è ingolfata di maxi inchieste per un carico di lavoro che per alcuni è più che quintuplicato e che sta mettendo a dura prova l'organizzazione degli uffici e di chi vi lavora.
Secondo Repubblica il nuovo filone di inchiesta sugli appalti è intitolato “infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione", ed è in mano al pool di magistrati composto da Vincenzo Macri (coordinatore), Olga Capasso (delegata al collegamento con gli inquirenti aquilani) Alberto Cisterna e Gianfranco Donadio.
Il fatto è che per pura coincidenza stanno piovendo sulla procura aquilana decine di migliaia di carte provenienti da altre importanti inchieste che stanno scandagliando l'operato dei grandi eventi, della protezione civile e della cosiddetta “cricca” legata ad Angelo Balducci
che pure ha avuto un trascorso abruzzese e legami profondi con alcuni amministratori locali
.
Oltre i filoni sui crolli di decine di palazzi pubblici e privati, sulla commissione grandi rischi ci sono una serie di indagini su decine di appalti assegnati con procedura d'urgenza per la costruzione del progetto Case e delle scuole (Map).
Non bisogna nemmeno sottovalutare quanto emerso da altre inchieste pescaresi che potrebbero aver prodotto degli stralci inviati a L'Aquila per approfondimenti come, per esempio quanto appreso sull'inchiesta della Mare-Monti che ha coinvolto anche Fabio De Sanctis, già arrestato proprio nell'inchiesta di Firenze sul G8 della Maddalena e che apre connessioni importanti sia con la ricostruzione e con la cricca, sia con l'Anas nell'ambito sempre della ricostruzione.
Sempre in questa inchiesta pescarese erano già emerse notizie giudicate rilevanti e riguardanti una decina di altri appalti in giro per l'Italia che avevano come fulcro l'ingegner Carlo Strassil, arrestato dalla procura di Pescara e poi scarcerato dal riesame de L'Aquila (perché il giudice ha ravvisato il venir meno della possibilità di reiterare i reati).
Proprio Strassil e le numerose intercettazioni registrate dagli inquirenti pescaresi avrebbero illuminato con lampi fugaci anche quanto sarebbe avvenuto a L'Aquila ed i legami con gli apparati pubblici per la gestione degli appalti.
Di sicuro anche Strassil ha ricevuto incarichi nella ricostruzione nell'ambito dei controlli antisismici delle scuole aquilane ed anche questo potrebbe essere un filone che la procura aquilana starebbe verificando.
Senza dimenticare anche un'altra inchiesta pescarese (“Ground zero”) che ha bloccato un appalto per la ricostruzione della Asl aquilana nella quale erano finiti indagati Claudio D'Alesio (ex Fira) e Italo Mileti (ex assessore) e sfiorato anche l'attuale assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
Anche questa inchiesta potrebbe aver generato uno stralcio per approfondimenti inviato a L'Aquila per verificare alcuni aspetti di competenza.
Super lavoro per i magistrati, grande attesa per gli abruzzesi di conoscere cosa sia successo nei giorni immediatamente successivi alla tragedia.
Il sospetto è che a fregarsi le mani e a ridere sulle macerie siano stati in molti.

Alessandro Biancardi 10/06/2010 10.10


[url=http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/10/news/terremoto_verdini_indagato_a_l_aquila_nuovo_fronte_dopo_firenze_e_roma-4710054/?ref=HRER1-1]* L'ARTICOLO DI REPUBBLICA[/url]

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