Consiglio comunale e "no tasse".Cialente:«non tagliare cordata lungo la salita»

Alessandro Biancardi

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* BENI CULTURALI, UIL: «QUANTE PASSERELLE MEDIATICHE E QUANTE BUGIE....» * 10 MLN DI DONAZIONI, CHIODI CERCA ALTE PERSONALITÀ PER SMISTARE FONDI
L'AQUILA. L'adesione del Comune dell'Aquila in maniera formale, con il gonfalone della città, alla manifestazione contro la sospensione del regime fiscale, prevista per il giorno 16 (appuntamento alla Villa Comunale alle 16), la convocazione di un consiglio comunale, il prossimo 21 giugno, con l'invito del ministro delle Finanze Giulio Tremonti e la convocazione di una conferenza dei capigruppo per decidere l'eventuale svolgimento di un consiglio comunale a Montecitorio.
Queste le risoluzioni che la massima assise del capoluogo ha adottato al termine della riunione straordinaria aperta appena conclusasi a palazzo dell'Emiciclo e dedicata al problema della sospensione dei benefici fiscali per il Comune dell'Aquila e per tutti quelli del cratere.
Al consiglio hanno preso parte 13 sindaci del comprensorio, tutti, come anche il primo cittadino dell'Aquila Massimo Cialente, con la fascia tricolore in mano in segno di protesta. Erano presenti il deputato Giovanni Lolli, il consigliere provinciale Guido Liris, i consiglieri regionali Giorgio De Matteis e Luca Ricciuti e rappresentanti dell'assemblea cittadina e del mondo sindacale.
In apertura dei lavori il presidente del Consiglio Carlo Benedetti si è detto dispiaciuto per l'assenza del presidente della Provincia Antonio Del Corvo, «che per la seconda volta – ha dichiarato Benedetti – è stato invitato e ha ritenuto di non partecipare. Spero, in futuro, in una maggiore attenzione da parte sua».
E a proposito del ripristino del regime fiscale Benedetti ha affermato che le istituzioni non escludono azioni clamorose se il provvedimento dovesse trovare attuazione.
Il sindaco Massimo Cialente ha sottolineato, nel suo intervento, che «occorre un impegno deciso da parte di tutta la società civile. Il momento – ha proseguito il primo cittadino - è cruciale. Non possiamo permettere di tagliare la cordata durante questa salita. È una battaglia che non possiamo perdere perché è una battaglia di diritto, nel segno della Costituzione, che noi rispettiamo. Tengo la fascia in mano – ha dichiarato Cialente - perché voglio dire al Paese che ci sentiamo italiani ma vediamo una lama, sulle nostre teste, che rischia di far morire per sempre la nostra città e il nostro territorio».
Nel discorso del sindaco anche un passaggio sulle dichiarazioni del premier Berlusconi riguardo alla presenza della Protezione civile in città.
«Non vorrei – ha detto Cialente - che le affermazioni di Berlusconi avessero l'effetto di isolarci rispetto al Paese, che pensa sia tutto risolto e che vogliamo troppo. Questa è una terra che sarà per sempre riconoscente alla Protezione civile e ai ai 17.500 volontari che hanno lavorato qui per mesi. Mi corre tuttavia l'obbligo, come sindaco, di sottolineare che in questa città non ci sono menti fragili e, soprattutto, non vi sono menti fragili tra coloro che più hanno pagato in termini di perdite e di dolore. Questa, al contrario, è una città talmente civile e colta che anche quando contesta lo fa con dignità. Per questo ci sentiamo offesi, soprattutto pensando che il presidente del consiglio ci fa passare per città ingrata e insaziabile. L'emergenza - ha concluso il sindaco - è stata gestita bene, ora bisogna ricostruire e occorrono sostegni finanziari. La tassa di scopo è l'unico modo per avere un flusso di denaro continuo. Non possiamo continuare ad avere progetti pronti, appalti che possono partire e avere le mani legate. Da questo momento chiamo tutti a una mobilitazione generale, istituzionale, ma decisa e pronta ad arrivare fino n fondo».

10/06/2010 14.46

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10 MLN DI DONAZIONI, CHIODI CERCA ALTE PERSONALITÀ PER SMISTARE FONDI

L'AQUILA. «Auspico la nascita di un comitato composto da alte personalità aquilane» per smistare le donazioni in favore delle popolazioni colpite dal terremoto arrivate alla Regione Abruzzo.
Se lo augura vivamente il presidente della Regione, Gianni Chiodi, adesso che le cifre ufficiali sono sotto gli occhi di tutti. Ammontano, infatti, a 10 i milioni gli euro che sono stati donati dagli italiani e allocati in un conto corrente acceso dalla Regione Abruzzo subito dopo il terremoto del 6 aprile presso una filiale dell'Unicredit.
«Si tratta di una somma considerevole - ha aggiunto Chiodi - che testimonia quanto sia grande la generosità del popolo italiano. Per questo, colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente chi ha versato la propria donazione sul conto corrente acceso dalla Regione Abruzzo. Posso garantire che questa somma, 10 milioni di euro, avrà un'unica destinazione, quella cioè legata al terremoto e alla ricostruzione. Per questo chiedo l'aiuto della società civile aquilana per indicare criteri, modi e strumenti per l'utilizzo delle donazioni. Dal punto di vista contabile - ha concluso il presidente della Regione - posso assicurare che l'intera somma entrerà nella variazione di bilancio in un capitolo autonomo a disposizione del presidente della Regione».
Restando in tema di soldi il presidente ha assicurato anche che i 47 milioni di euro di risarcimento assicurativo dell'ospedale dell'Aquila «sono nelle casse della Asl dell'Aquila, dove stavano e sono sempre rimasti e nessuno ha mai pensato di toccarli».
«Non solo, aggiungo un altro importante particolare, perché questa regione ha inteso rimodulare quello che era l'accordo sull'art. 20 della legge sull'edilizia sanitaria destinando altri 35 milioni di euro all'ospedale aquilano per ulteriori interventi strutturali. Le notizie fatte circolare in questi giorni – ha aggiunto il commissario straordinario - sono totalmente destituite di fondamento che non è possibile giustificare. Lo ribadisco - ha concluso - non è assolutamente vero che noi abbiamo distratto il risarcimento assicurativo per ripianare il deficit della regione in campo sanitario».
Intanto i cittadini si preparano per la grande manifestazione di piazza prevista per il 16 giugno (ore 16 villa comunale de L'Aquila).
«Vogliamo il congelamento di tasse, mutui, prestiti e altre imposte per 5 anni e successiva dilazione in 10 anni senza interessi», spiegano dal comitato 3e32. «Vogliamo lavorare: garanzie per i disoccupati, cassaintegrati e precari, provvedimenti per far ripartire le attività economiche e commerciali».
Ma soprattutto dal comitato ribadiscono che si vuole «ricostruire la nostra città e i nostri paesi: subito tutte le risorse necessarie e snellimento delle procedure. Noi siamo pronti da mesi. Vogliamo un futuro degno per la nostra terra e i nostri figli».
Dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dal deputato Lolli sulle Zone franche torna a parlare della questione anche il senatore dell'Idv, Alfonso Mascitelli, secondo il quale c'è stata la trasformazione in “Zone a Burocrazia Zero”: «non si tratta di una semplice variazione nominalistica come potrebbe apparire, si cancellano invece gli sgravi fiscali e contributivi per 5 anni, sostituiti da un iter procedurale semplificato per chi vuole aprire una nuova attività. In pratica, un altro duro colpo per le imprese già esistenti».
Problemi anche su tasse e contributi: «dal primo luglio», continua Mascitelli, «i cittadini, senza più casa, né lavoro pagheranno al fisco Irpef, Irap, Tarsu, Ici, Bollo auto, utenze arretrate oltre all'intera restituzione entro l'anno di quelle non versate nei primi sei mesi del 2010. In più quelle del 2009 suddivise in 60 mensilità, restituite al 100% con una disparità talmente evidente rispetto ai terremoti passati che il Governo si dovrebbe solo vergognare».


10/06/2010 8.57

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BENI CULTURALI, UIL: «QUANTE PASSERELLE MEDIATICHE E QUANTE BUGIE....»

L'AQUILA. Venerdì nuova inaugurazione per per presentare il restauro della facciata di Collemaggio ma il segretario generale Uil Beni e Attività culturali, Gianfranco Cerasoli, denuncia: «non se ne può più delle passerelle».
Anche perchè, spiega Cerasoli, «si sta tentando ancora di mandare, attraverso i media realtà che non esistono. Venerdì ci verrà detto che grazie all'opera della Protezione Civile, Bertolaso e Marchetti con lo sponsor supremo Gianni Letta si stanno compiendo miracoli per il recupero del patrimonio storico artistico. Non è così, su Collemaggio i lavori sono del Mibac e sono stati seguiti direttamente dalle Soprintendenze ai Beni architettonici e al Patrimonio storico artistico attraverso i vari Soprintendenti che si sono succeduti, Ruggero Pentrella, Maurizio Galletti ed i vari funzionari architetti e storici dell'arte».
I fondi sono stati pari ad un finanziamento di 700 mila euro della Soprintendenza Bap e una parte dopo il sima della Cassa di Risparmio per 200 mila euro. La Protezione Civile vi ha messo 350 mila euro.
«E' arrivato il momento di dire basta alle mistificazioni sui beni culturali», continua Cerasoli, «ridando il lavoro a chi vi è deputato istituzionalmente come le Soprintendenze».
Il segretario Uil chiede di sapere dal sottosegretario Gianni Letta «quanti soldi stanzierà il Governo sui beni culturali visto il sostanziale flop delle adozioni e vista l'assoluta carenza di risorse da parte del Ministero che a seguito della manovra dovrà tagliare altre risorse dal bilancio ordinario».
Allo stesso Cerasoli chiede di sapere da Chiodi «quante risorse ha veramente a disposizione visto che tra qualche settimana potremo assistere paradossalmente ad una manifestazione delle imprese che lavorano sul patrimonio vincolato ma anche sull'edilizia privata, che non riescono più ad andare avanti perché sono ormai troppo esposte e non vengono pagate. Allo stesso tempo dica cosa vuole fare lui e la sua struttura di missione visto che gli è stata inviata da parte della competente Soprintendenza la proposta di vincolo per l'intero centro storico e non dà risposte».
Di critiche, Cerasoli, ne ha anche per il sindaco Massimo Cialente: «esca fuori dalla posizione ambigua di Vice Commissario e svolga l'azione di primo cittadino. Qui si corre il rischio che i cittadini esasperati non si riconoscano più nelle figure ''rassicuranti'' che continuano a non dire la verità poiché sono saltati tutti gli organi di espressione democratica come il Consiglio Comunale ed il Consiglio Regionale, oggi non è più pensabile credere agli uomini che sono vestiti con panni commissariali che Roma non considera minimamente. La Città di L'Aquila ha bisogno di risposte», chiude il segretario Uil, «e c'è il rischio che tutta la vicenda della ricostruzione sfugga dalla mani e se ciò dovesse avvenire questa città non rinascerà mai».

10/06/2010 8.57