Bertolaso: «Berlusconi preoccupato per noi ma io tornerò a L'Aquila»

Alessandro Biancardi

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Bertolaso: «Berlusconi preoccupato per noi ma io tornerò a L'Aquila»
L'AQUILA. Un fuoco di fila sta investendo in questi giorni il capo della Protezione Civile, quotidianamente al centro di articoli di stampa che annunciano nuove inchiesta a suo carico. * ACCUSE BERLUSCONI A PM AQUILANI, INTERVIENE CSM A TUTELA
Ma oggi Guido Bertolaso è stato un fiume in piena nel corso della presentazione della campagna antincendio. L'attenzione è stata spostata ben presto dal tema dell'incontro ai commenti sulle vicende che lo stanno investendo negli ultimi mesi.
Ha parlato così delle vicende giudiziarie, della stampa che lo stata maltrattando e ha anche detto che ha già provveduto a presentare 20 iniziative giudiziarie per diffamazione contro «altrettanti articoli ingiuriosi e continuerò fintanto che proseguirà questa vergognosa campagna mediatica contro la mia persona, finalizzata a distruggere una realtà che ha avuto l'apprezzamento, per la sua azione, da tutto il mondo».
Sulle accuse rivolte dalla Procura dell'Aquila nei confronti dei membri della commissione Grandi Rischi che sei giorni prima del terremoto non hanno allertato la popolazione è certo che «saranno tranquillamente smentite e demolite in tempi molto rapidi» anche se si dice ancora convinto che la magistratura aquilana stia «cercando di infangare» il dipartimento da lui diretto.
Quanto alle parole del premier che ieri ha annunciato che i volontari del dipartimento non torneranno a L'Aquila fino a quando non saranno cancellate le accuse, Bertolaso ha assicurato che lui continuerà a venire nel capoluogo «dove nessuno mi vuole menare».
E ha tentato anche di giustificare l'uscita del presidente del Consiglio: «Berlusconi, come tutti i buoni padri di famiglia, è preoccupato che ci possano essere delle reazioni negative di fronte a queste accuse che non rispondono al vero. D'altronde anche lui, mesi fa, ha subito conseguenze di un clima, diciamo, non sereno».
Ma nonostante ciò, ha proseguito Bertolaso, se ci sarà da andare in Abruzzo lui e la Protezione Civile lo faranno, come accaduto ieri. «Sono stato salutato e applaudito – ha assicurato - e dunque mi pare che non ci sia tutta questa animosità nei miei confronti».
Poi ha continuato a parlare della «macelleria mediatica che sta travolgendo me e la mia famiglia da alcuni mesi» riferendosi ad alcuni articoli di giornali che avrebbero rivelato la presenza all'estero di case.
«Mi domando quando finirà e se ci sara' qualcuno che intende adottare provvedimenti per farla finire visto che si tratta sempre di notizie che non sono assolutamente corrispondenti alla realtà. Ribadisco che non ho mai avuto la possibilità di avere case all'estero, se ci sono due posti che veramente detesto sono la Costa Azzurra e Montecarlo. Le mie proprietà immobiliari», ha aggiunto, «sono facilmente deducibili dalla consultazione della denuncia dei redditi, già resa pubblica e ampiamente raccontata da tutti gli organi di stampa».

CALUNNIE COME INCENDI DOLOSI ALIMENTATI DA IGNOTI

Approfittando della presentazione della campagna antincendio Bertolaso ha fatto anche un paragone: «queste notizie – ha spiegato - sono come gli incendi dolosi che sono alimentati dal vento delle calunnie e delle menzogne. Sono incendi dolosi, anche se non sappiamo chi sono i piromani. Ci aspettiamo nei prossimi giorni di essere accusati come spacciatori di droga, che ci piace molestare i bambini e che spendiamo i soldi del terremoto nei casinò di Las Vegas. Ma noi continueremo a fare il nostro lavoro perchè queste accuse sono false sappiamo di poter contare sull'appoggio dei cittadini e del governo».
Quindi un altro commento sulla sua famiglia: «meno male che mio padre è morto due mesi prima dell'inizio di questa burrasca - dice - così non ha visto questo scempio. Certamente ne sarebbe morto di crepacuore».

09/06/2010 14.37

LETTA: «BERTOLASO HA FATTO MIRACOLI»

«Quello che e' riuscito a fare Guido Bertolaso e' un vero e proprio miracolo». E' quanto sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, intervenendo alla cerimonia di presentazione della campagna antincendi.
«Saremo anche poveri di risorse economiche - spiega Letta - per i tagli che hanno colpito tutti i settori, ma siamo certamente ricchi di risorse umane e il merito di Guido Bertolaso e' aver operato una contaminazione di ruoli, chiamato tutti dai Vigili del fuoco alla Forestale, dall'Aeronautica all'Esercito, dalla Protezione civile alla Marina, con un unico obiettivo. La Protezione civile e' un modello esemplare che ha fatto scuola nel mondo e in questi anni ha operato con uno spirito eroico avendo come obiettivo il bene degli altri e la rinuncia al proprio tornaconto. Sento il dovere morale di dare questa testimonianza alle donne e agli uomini di Bertolaso, della Protezione civile che hanno lavorato con sacrificio, senso dello Stato, rispetto delle istituzioni che non trova uguale. A voi dico grazie a nome di tutto il governo».

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ACCUSE BERLUSCONI A PM AQUILANI, INTERVIENE CSM A TUTELA


L'AQUILA. Se ieri il procuratore de L'Aquila, Alfredo Rossini, ha preferito non commentare le dichiarazioni del premier Berlusconi sulla Protezione Civile che correrebbe rischi tornando in città per via dell'inchiesta che coinvolge la Grandi Rischi, oggi il magistrato non è riuscito a tacere il suo sconcerto per il secondo giorno consecutivo.
«E' un momento un pò particolare perchè ovviamente le dichiarazioni del premier per noi sono state inattese. Noi comunque - compresi tutti i sostituti procuratori - continuiamo a lavorare serenamente, seriamente, senza tenere conto di questi aspetti politici. Per quanto riguarda il Consiglio Superiore della magistratura, apprezzo molto il suo atteggiamento che è sempre dietro di noi e come in questo caso ci protegge».
Domani, infatti, il Comitato di presidenza del Csm si esprimerà sulla richiesta presentata ieri da 14 consiglieri di aprire una pratica a tutela dei pm del capoluogo abruzzese accusati di essere politicizzati.
«Valuteremo domani», dice il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, che presiede il Comitato, composto anche dal primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone e dal procuratore generale Vitaliano Esposito.
E a chi gli chiede se non sia una strada quasi obbligata per il Comitato il via libera al fascicolo a fronte di una richiesta così ampia dei consiglieri, Mancino ha spiegato che «nella prassi di questo Consiglio l'apertura é automatica».
Formalmente però ci sarà bisogno di un altro passaggio in Prima Commissione per l'avvio della tutela ai pm de L'Aquila: una votazione il cui esito è già scontato, considerato che la maggioranza dei componenti ha sottoscritto il documento presentato ieri.
Alla domanda fatta a Rossini se dopo le dichirazioni del premier Berlusconi il rapporto tra la procura e gli aquilani possa deteriorarsi, Rossini ha sostenuto: «Noi facciamo semplicemente l'applicazione dovuta della Legge, stiamo facendo il nostro lavoro. Penso che la gente vedendo uno che lavora resti soddisfatta. Io non ho mai fatto un'indagine tenendo conto di quello che la gente pensa - ha proseguito Rossini - io non ho lavorato per seguire le inclinazioni delle persone, ci siamo attivati perchè abbiamo ricevuto delle denunce da parte dei genitori, dei parenti, degli avvocati delle persone decedute affinchè si faccia chiarezza non sull'operato della Protezione civile ma torno a ribadire sulla Commissione grandi rischi. Certamente le persone che hanno presentato le denunce sono contente perchè stiamo lavorando, gli altri osserveranno con interesse».
Infine sul rapporto magistratura e politica il Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila ha concluso dicendo: «Quello che stiamo facendo è la dimostrazione che lo Stato esiste in questo Paese, noi come magistrati e anche la politica».

09/06/2010 17.28