Cialente:«soldi finiti, si torna a pagare tasse. Berlusconi? Non viene più»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Purtroppo sono finiti i soldi per le emergenze e mancano all'appello 350 milioni minimo. E' una vergogna che tra 25 giorni dovremo pagare le tasse». * VITTORIO SGARBI CONTRO ROSSINI: «SULLA GRANDI RISCHI ACCUSE FINTE. CHIEDA SCUSA»
Sarà una nuova estate difficile per la città terremotata. Se dodici mesi fa gli sfollati vivevano in tenda, oggi per tutti c'è un tetto sulla testa, che sia quello di una casetta di legno, di un albergo della costa, o di una caserma.
Ma i problemi da risolvere sono ancora tanti. Primo tra tutti quello del lavoro che stenta a decollare e dietro l'angolo c'è la paura che presto si debba tornare a pagare le tasse.
Lo ha denunciato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente spiegando quali saranno gli effetti della manovra varata nei giorni scorsi dal Governo sui cittadini d'Abruzzo.
Secondo il primo cittadino, infatti, non ci sarebbero più soldi a sufficienza per garantire un nuovo rinvio per il pagamento dei tributi, almeno fino all'estate prossima, come aveva chiesto nei giorni scorsi il consiglio regionale.
Cialente ha, tuttavia, ricordato «quello che ha fatto il governo centrale e cioé costruire una città temporanea, una cosa riuscita al 90% e con un miracolo che è stato quello della ricostruzione delle scuole. Devo dire con rammarico, però, che il premier Berlusconi prima era sempre qui e adesso non lo vedo più da febbraio».
Intanto il sindaco pensa di far tornare a battere il cuore dell'Aquila anche di notte.
Il Comune sta valutando, infatti, la possibilità di eliminare la chiusura notturna, dalle 22, disposta per ragioni di sicurezza, delle parti di centro storico riaperte al pubblico di giorno.
«Bisogna considerare il centro come un amico in rianimazione: è importante andarlo a trovare tutti i giorni», ha detto Cialente alle persone che si sono ritrovate ieri mattina in piazza San Bernardino, per una nuova iniziativa spontanea finalizzata a tenere viva l'attenzione delle istituzioni nazionali sulle problematiche della ricostruzione.
Chiamati a raccolta con un tam tam virtuale, nato da un gruppo Facebook che ha raccolto quasi 4.900 adesioni, gli aquilani si sono presentati in centro 'armati' di cartoline e francobolli con le immagini più belle di piazze, chiese, palazzi e monumenti, così com'erano prima del sisma.
Sul retro, poche parole che ciascuno ha scritto a penna: "così era, così dovrà tornare... ma quando?".
Risultato, migliaia di cartoline che invaderanno le scrivanie dei palazzi della politica, nazionale e internazionale - tra gli indirizzi proposti anche le sedi governative dei grandi del G8 - ma anche delle redazioni di giornali e televisioni.
La bella giornata e la riapertura del corso principale hanno chiamato in centro moltissime persone, a passeggiare su e giù tra un'iniziativa e l'altra, come la giornata dello sport al Castello, la finale del Football americano allo stadio Fattori o lo stand sulla mobilitazione per le agevolazioni fiscali ai Quattro Cantoni.
«Il nostro obiettivo - ha spiegato il sindaco - è quello di incentivare le iniziative in centro, per fare in modo che i ragazzi ritornino, così finisce questa storia dei teenager che si ritrovano tra loro solo nei centri commerciali della periferia».
E poi, ancora: «strategico in questo senso è incentivare la riapertura di attività commerciali cercando di mettere in sicurezza quanti più aggregati possibile. In quest'ottica - ha concluso - il coprifuoco delle 22 in centro non incoraggia certo la riapertura di bar e ristoranti».
Alla fine, tutti sulla scalinata di San Bernardino a formare una grande scritta umana, "Aq", le due lettere simbolo del capoluogo abruzzese.
Ma ieri è stata festa grande anche per i bambini e che per un pomeriggio ha permesso agli aquilani di dimenticare il terremoto.
La cinquantatreesima edizione dello Zecchino d'oro ha fatto tappa all'Aquila perché il Campidoglio ha rinunciato a ospitarlo in una delle sue piazze per regalarlo al fratello Abruzzo.
Dopo le selezioni di sabato, gli otto piccoli aquilani scelti per partecipare al concorso si sono esibiti dal palco allestito in piazza del Duomo per un concerto gratuito insieme con il piccolo coro dell'Antoniano di Bologna.
A presentare l'evento è stata Veronica Maya che ha anche potuto regalare ai presenti l'esibizione di Cecilia Gasdia, uno dei più celebri soprano italiani.
Con questo evento inizia, inoltre, la collaborazione tra lo Zecchino d'oro e il canale DeAKids su Sky sul quale verrà trasmesso il 18 giugno alle 21, oltre alla normale messa in onda della Rai.
In omaggio alla città, ai bambini e alle famiglie abruzzesi il piccolo coro dell'Antoniano ha cantato "Heal the World" di Michael Jackson.
Tra gli stand allestiti per intrattenere i più piccini c'era anche, per una visita, il sindaco di Roma Gianni Alemanno accolto dal primo cittadino dell'Aquila Massimo Cialente.
Presente anche il vescovo ausiliario dell'Aquila Monsignor Giovanni D'Ercole.
Per Alemanno «é un segno di speranza vedere questa piazza e questo centro pieno di persone e di bambini. Roma ha voluto regalare queste selezioni all'Aquila come uno dei tanti segnali di amicizia e per continuare insieme verso lo sviluppo per superare la tragedia del terremoto».
«Questa - ha aggiunto Cialente - è un'altra delle cose belle che la città di Roma sta facendo per noi. Roma ha guidato tutti gli altri comuni e le altre città d'Italia dandoci il sostegno maggiore dopo il terremoto».

07/06/2010 8.51

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VITTORIO SGARBI CONTRO ROSSINI: «SULLA GRANDI RISCHI ACCUSE FINTE. CHIEDA SCUSA»

L'AQUILA. Non si placano le polemiche per l'inchiesta che vede indagata per
omicidio colposo la Commissione Grandi Rischi. Per la Procura de L'Aquila gli esperti che da mesi sostengono che i terremoto non sono prevedibili, sarebbero responsabili di non aver chiesto l'evacuazione della città a seguito del continuo sciame sismico, partito ad ottobre e culminato con la scossa del 6 aprile 2009. Per i magistrati, infatti, la valutazione dei rischi sismici in corso sul territorio aquilano fu «approssimativa, generica e inefficace in relazione alle attività e ai doveri di previsione e prevenzione». Ma se scienziati di tutto il mondo si sono detti esterrefatti per questa mossa della Procura di
L'Aquila, e Bertolaso ci intravede un piano per distruggere la Protezione Civile, scende in campo anche Vittorio Sgarbi a difesa della Grandi Rischi.
«Vedo persone che stimo indagate dal procuratore capo della Repubblica dell'Aquila sulla base di assurdità», ha commentato il critico d'arte noto per le sue uscite sempre nette e decise.
«E' una strana sensazione quella di vedere rovesciata la verità; Rossini deve chiedere scusa a Barberi, Boschi e Bertolaso (quest'ultimo non è indagato, ndr) per le accuse finte formulate».
La Grandi Rischi si riunì a L'Aquila il 31 Marzo del 2009, cinque giorni prima dalla devastante scossa e secondo la Procura dopo quella riunione furono date rassicurazioni senza assumere azioni preventive.
«Barberi, Boschi e Bertolaso - dice ancora Sgarbi - anziché studiare le scosse non avrebbero avvisato la popolazione del pericolo. Questo per un procuratore che anziché fare le indagini su responsabilità vere, individua responsabilità innaturali».

E A L'AQUILA SI LITIGA SUL DECLASSAMENTO

Intanto ci sono ben altri problemi ad agitare i sonni della politica aquilana. I capigruppo dei partiti di opposizione Enio Mastrangioli (PD), Lucia Pandolfi (IdV), Pierpaolo Pietrucci, affiancati dalla vice presidente del Consiglio provinciale, Stefania Pezzopane chiedono il ritiro immediato della delibera sul bando promulgato il 20 aprile dalla giunta provinciale dell'Aquila per l'assunzione di un segretario generale onde evitare il declassamento dell'Ente da fascia A a fascia B.
Per la Pandolfi «tutto e' partito dalla pubblicazione di un bando per un posto di Segretario, lasciato vacante da Michele Menna, andato in pensione, pubblicato il 10 maggio scorso, rivolto a candidati con profilo professionale A».
Nei giorni scorsi è giunta in Commissione una delibera, datata 20 giugno, che di fatto chiedeva la revoca della precedente del 10 maggio, «riservando il posto in questione non più a profili professionali A, quindi con provata esperienza in campo amministrativo, ma B».
Per la Pezzopane si tratta di un'azione «politicamente inqualificabile ed ingiustificabile, visto che tutti i capoluogo di Provincia abruzzesi sono in fascia A, mentre la B e' solitamente riservata ai Comuni minori».
L'opposizione ha accusato Del Corvo di «voler sistemare amici degli amici, determinando anche forti squilibri territoriali».
Al momento, nell'organico della Provincia dell'Aquila, oltre al Segretario risultano vacanti anche le poltrone del vicesegretario, che e' stato rimosso, e del direttore generale.
«Per cui - ha fatto notare la Pezzopane - non si ha notizia di chi ricopra di fatto tali incarichi. Ci aspettiamo - ha continuato - la rapida convocazione della Giunta, la revoca della delibera del 20 giugno e la nomina del Segretario, anche alla luce del fatto che l'Agenzia dei segretari ha escluso che si possa fare un bando per classi inferiori alla A».
Ma la maggioranza invita alla calma: «non c'è stato alcun declassamento da parte della Provincia - afferma il capogruppo del Pdl, Armando Floris - Mi stupisce che la Pezzopane, dopo anni di vita amministrativa, non conosca ancora l'argomento in questione. La cosiddetta fascia B si è resa necessaria a seguito dell'impossibilità di scegliere tra i segretari di fascia A resisi disponibili, poiche' vicini al pensionamento. Rivolgersi alla fascia B non comporta alcun declassamento dell'ente Provincia come istituzione, anzi restituisce una ulteriore possibilità per poter attingere da una categoria piu' vasta per la scelta del segretario generale. Il tutto - prosegue Floris - viene compiuto in modo legittimo. L'ex Presidente Pezzopane e ora Consigliere di minoranza e' certa che durante la sua amministrazione sia stato rispettato ogni requisito di legittimità, in merito? Inoltre, sarebbe il caso che Mastrangioli, prima di fare allusioni e considerazioni prive dei minimi requisiti di credibilità, verificasse, se in questi 6 anni, siano state effettivamente rispettate le regole».

07/06/2010 10.11