Sì ad attività commerciali in zona industriale. Costantini: «nuova deportazione»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il Consiglio regionale ha licenziato la legge regionale per favorire la ripresa delle attività economiche nelle aree colpite dal sisma. * VENTURONI: «MAI TOCCATO SOLDI ASL». CHIODI A ROMA PER TASSE * CONSIGLIO REGIONALE, PRECARI PROTESTANO... E GLI ASSESSORI MANCANO ALL'APPELLO
Uno dei problemi maggiormente sentiti dalla popolazione da oltre un anno a questa parte è proprio la difficoltà di rimettere in moto le attività commerciali.
Una questione non secondaria che si riflette sull'economia della città, sulla socialità e sul ritorno a quella normalità che si sta cercando con forza da quasi 13 mesi.
Oggi un passo avanti, che fa discutere, proprio per far ripartire le varie attività commerciali.
La norma prevede che, in deroga alle disposizioni vigenti, l'esercizio di attività professionali, commerciali al dettaglio in sede fissa per medie superfici di vendita e del terziario è consentito anche nella zona del consorzio industriale e artigianale.
Possono accedere ai benefici di legge quei commercianti che abbiano gli immobili in cui in precedenza esercitavano l'attività dichiarati inagibili o interdetti all'accesso.
Il presidente della IV commissione regionale Nicola Argirò – relatore del disegno di legge – si è detto molto soddisfatto: «Si tratta di un testo molto atteso nelle zone interessate dal terremoto del 6 aprile dell'anno scorso, in quanto fornisce risposte importanti a coloro i quali – a distanza di tredici mesi dal catastrofico evento – ancora non riescono a ripristinare la propria attività professionale o commerciale».
L'esponente del Pdl ha espresso soddisfazione in quanto «il via libera del Consiglio regionale arriva a coronamento di un lungo lavoro preparatorio che ha visto la commissione impegnata a trovare la massima condivisione possibile delle forze politiche nell'interesse dell'economia aquilana messa in ginocchio dal sisma».
«Infine – conclude Argirò – voglio sottolineare l'adesione convinta dell'Anci, della Provincia e del Comune dell'Aquila agli sforzi compiuti, testimoniata dal plauso che gli stessi rappresentanti delle autonomie locali hanno voluto ribadire ai commissari e a me personalmente».
Scettico il consigliere d'opposizione Carlo Costantini (Idv), secondo il quale «dopo la deportazione di 15.000 persone dalla città assisteremo, quindi, anche alla deportazione di centinaia di attività economiche, senza che nessuno si interroghi sulla eventualità che proprio queste scelte possano pregiudicare per sempre la ricostruzione e la ripartenza delle attività economiche dei centri
storici».
«Dovrebbero essere la Protezione Civile, la Regione, il Comune, a doversi fare carico di attrezzare aree e strutture, possibilmente rimovibili, per consentire la prosecuzione delle attività economiche», continua Costantini. «Nel momento in cui», spiega ancora Costantini, «con la legge approvata oggi, si è chiesto di farlo direttamente agli operatori economici, addirittura con investimenti propri ed a vantaggio esclusivo dei pochi detentori degli immobili del consorzio industriale che ora potranno fare “affari d'oro”, di fatto si è inferto un altro durissimo colpo al futuro della città».
Sempre oggi la Giunta regionale ha approvato le modifiche al bando denominato 'Attrazione di nuove imprese nell'area del cratere'.
Le modifiche riguardano la proroga dei termini della presentazione delle istanze al 30 luglio 2010 e non più al 16 giugno.
Inoltre è stata ampliato il numero dei destinatari del bando ed innalzata la percentuale di contribuzione concedibile dal 50 5% al 70 %.
La nuova versione del bando a breve sarà pubblicata sul Bura.
La dotazione finanziaria del bando Por Fesr 2007- 2013 è di 11 milioni di euro.
I nuovi soggetti, per i quali è stato aumentato il numero delle categorie ammesse che potranno fare domanda per partecipare sono: le attività editoriali, di produzione cinematografiche, le attività di programmazione ed trasmissione, le telecomunicazioni, le attività di produzione software, quelle di ricerca scientifica e di sviluppo, i servizi informatici, la pubblicità e le ricerche di mercato, l'organizzazione di convegni e fiere, la realizzaione di parchi tematici e di divertimento. Restano comunque ammesse alla domanda le attività incluse nel bando precedente.
Intanto rimane stazionario il numero degli sfollati e assistiti.

01/06/2010 16.03

Report Popolazione Assistita 01_06

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VENTURONI: «MAI TOCCATO SOLDI ASL». CHIODI A ROMA PER TASSE

L'AQUILA. I soldi dell'assicurazione sul terremoto del San Salvatore sono sempre rimasti nelle casse della Asl dell'Aquila.
Lo hanno assicurato l'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, e il direttore generale, Giancarlo Silveri, in una conferenza stampa convocata per fare il punto della situazione economica e finanziaria.
«Nessuno ha toccato queste risorse - ha spiegato - che sono rimaste nel bilancio 2009, un documento che a causa di fattori negativi, come la mancata mobilità attiva da parte di quanti usufruivano dei servizi di questo presidio da altre regioni, ha chiuso con una perdita di 5,5 milioni di euro e questo - ha proseguito - nonostante i 47 milioni dei proventi assicurativi».
Per quanto concerne le risorse a disposizione per la ricostruzione dell'ospedale, Silveri ha precisato che «fondi extra sono stati deliberati in maniera specifica dalla Regione che, su indicazione del Governo, ha reperito risorse dagli interventi ancora non effettuati in tutte le Asl della regione».
Si tratta di 35 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 12 milioni già spesi per il recupero completo dell'ospedale.
Il bilancio contiene parametri per favorire il passaggio ad Asl unica, dopo l'accorpamento della direzione sanitaria dell'Aquila con Avezzano-Sulmona
«Le due ex Asl - ha detto Silveri - hanno fatto il bilancio al 31 dicembre 2009 distintamente, ma abbiamo accantonato somme per rischi futuri per scongiurare che le perdite vadano a ripercuotersi sugli esercizi futuri».
Intanto il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha incontrato oggi a Roma presso Palazzo Chigi esponenti tecnici della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Protezione Civile e del Ministero dell'Economia, per discutere sulla vicenda della proroga delle tasse.
«Ho ribadito che la proroga della sospensione dei versamenti fiscali così come configurata non è sufficiente a sostenere le prospettive di rapida ripresa dell'economia aquilana – ha detto Chiodi al termine dell'incontro – nei prossimi giorni incontrerò anche i vertici politici di Governo ai quali esprimerò tutta la mia insoddisfazione».
Chiodi ha riferito di essere stato informato dal senatore Piccone che nei prossimi giorni riunirà i parlamentari abruzzesi per concordare insieme le azioni da intraprendere nel corso dell'iter parlamentare.

INGEGNERI, TROPPE SPINTE PER SCELTA IMPRESE

Intanto non si placano le polemiche nel mondo degli ingegneri. «In questa fase sta succedendo di tutto», raccontano i professionisti, «Sulla scelta dell'impresa arrivano spinte da tutte le parti. Interessi degli amministratori, amicizie, politica: c'é di tutto, il terremoto evidentemente c'é stato anche nelle coscienze. Meglio non aggiungere altro».
E' questa la dura accusa del presidente provinciale dell'Ordine degli ingegneri, Paolo De Santis, a proposito del fenomeno segnalato da un imprenditore e confermata dall'Ance, secondo cui nei lavori di ristrutturazione delle case molto danneggiate prevalgono le imprese provenienti da fuori cratere.
«Basta farsi una camminata in giro per vedere quello che succede, dando un'occhiata alle insegne», spiega de Santis che denuncia ancora: «nel sito web del Comune c'é l'elenco totale delle pratiche presentate, che cita per ogni edificio il richiedente, il professionista, l'immobile, la pratica con l'importo, insomma tutto, tranne la ditta, nonostante lo avessi richiesto già da molto tempo fa». «Mentre prima del sisma le imprese lavoravano con ribassi anche del 20 %, ora stanno lavorando a prezzi pieni: è facile immaginare che questa somma aggiuntiva venga dedicata alla promozione, poi c'é chi si presta e chi no».
Il presidente dell'Ordine degli ingegneri comunque ne ha anche per le stesse imprese aquilane: «Nel primo periodo - attacca - si sono lanciate sui puntellamenti e sulle abitazioni classificate A, snobbando anche un po' le pratiche per le B e le C. Adesso le ditte di fuori stanno lavorando».

01/06/2010 19.23

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CONSIGLIO REGIONALE, PRECARI PROTESTANO... E GLI ASSESSORI MANCANO ALL'APPELLO

L'AQUILA. Un folto gruppo dei circa 180 precari della Giunta regionale ha assistito questa mattina alla seduta del Consiglio regionale per sensibilizzare l'assemblea regionale alla soluzione della loro vertenza alla luce del fatto che non sono previste stabilizzazioni e che i loro contratti scadranno tra luglio e dicembre del 2010.
I precari, nelle scorse settimane, avevano già messo in atto un sit-in davanti a palazzo dell'Emiciclo, sede del consiglio regionale.
Oggi hanno chiesto un incontro con i capigruppo consiliari.
«Abbiamo bisogno di conoscere la posizione della politica regionale in riferimento alla nostra condizione - hanno detto alcuni - serve un percorso di stabilizzazione con l'avvio di concorsi che prevedano il riconoscimento dell'anzianità e della professionalità maturata in tanti anni. Molti di noi - hanno continuato - sono determinanti per mandare avanti settori importanti della regione».
Gli ambiti nei quali i precari - molti dei quali assunti con un concorso a tempo determinato e quindi non tutti dopo selezioni per titoli - sono determinanti riguardano i settori Informatica, Bura, Ragioneria e Ambiente.
«Occorre una decisione della politica dopo il blocco a livello nazionale delle stabilizzazioni chiarisce Carmine Ranieri, segretario regionale della Cgil-Funzione Pubblica. I precari portano avanti servizi essenziali per la regione».
La seduta ordinaria del Consiglio regionale è stata poi interrotta alle 15, mentre era in atto la discussione sulla Modifica della legge sul "Demanio marittimo con finalità turistiche e ricreative", per dare spazio al programmato question time.
La sessione in questione si è conclusa in pochi minuti perché per l'assenza degli assessori chiamati a rispondere e dei proponenti, è stato esaminato una sola interrogazione su dieci.
La circostanza ha provocato la reazione indignata del presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano: «E' stato uno spettacolo triste per gli abruzzesi», ha spiegato Pagano in diretta visto che era in atto la ripresa streaming.
La seduta, a quel punto, è stata aggiornata alle 17 per continuare la discussione della modifica sul demanio marittimo.
Dopo un'ulteriore sospensione per mancanza di numero legale, e' ripresa solo alle 18.00 la seduta ordinaria.
Alla riapertura dei Lavori, sono stati rinviati in Commissione tutti i progetti di legge all'ordine del giorno, comprese le modifiche alla legge sul Demanio marittimo.
La giornata all'Emiciclo, in realta', e' stata caratterizzata da una inconsueta riunione dei Capigruppo, i quali sono stati convocati singolarmente dal Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, per un confronto sui temi riguardanti i tagli ai costi della politica e sull'ipotesi di un Progetto di Legge per la riduzione delle indennità dei Consiglieri.

01/06/2010 20.13