Il neo prefetto Iurato si presenta alla città: «vi prego di fidarvi»

Alessandro Biancardi

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Il neo prefetto Iurato si presenta alla città: «vi prego di fidarvi»
L'AQUILA. Gli uffici della Prefettura dell'Aquila saranno presto e di nuovo nel centro storico. Questo il primo annuncio del neo prefetto che sostituisce Franco Gabrielli. * FONDI TERREMOTO, UGL CONTRO CHIODI: «CHIEDA SCUSA AGLI AQUILANI» * ANCE CONTRO COMUNE: «NO ALL'ICI PER ''AREE BIANCHE''»
Giovanna Maria Iurato, 55 anni, originaria della provincia di Ragusa, fino al 25 maggio scorso ha ricoperto il ruolo di direttore centrale dei servizi tecnico logistici e della gestione patrimoniale del dipartimento di pubblica sicurezza.
Il neo prefetto si è insediata ieri visitando la casa dello studente. Questa mattina ha tenuto la sua prima conferenza stampa.
Il primo annuncio è stato importante: la volontà di riportare al più presto gli uffici della Prefettura nel centro storico della città. IN che modo è ancora tutto da chiarire.
«Sarebbe un segnale forte per la ripresa della vita in città - ha spiegato il prefetto - non avevo conosciuto prima L'Aquila ma la immagino bellissima attraverso quel che resta dei suoi monumenti, della sua arte e della storia cui bisogna dare un seguito».
A distanza di 48 ore, ha annunciato il neo Prefetto, sarà sciolto il nodo dell'ubicazione degli Uffici. «Sono consapevole delle difficoltà e della complessità di questo momento particolare - ha aggiunto - ma assicuro sin da ora il massimo sostegno per risollevare l'animo degli aquilani, stanchi e provati da questa drammatica esperienza».
«Vi prego di fidarvi - ha proseguito ancora la Iurato- venire qui e' stata una mia scelta, consapevole e ragionata. Sara' una grande soddisfazione poter essere utile a questo territorio. Ma per farlo ho bisogno della collaborazione di tutti, delle istituzioni come delle parti sociali».
Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla presenza del suo nome nella «lista Anemone», la Iurato ha detto di aver chiarito la propria posizione «e le parole di quei personaggi sono semplicemente sconvolgenti, ma è il passato e dobbiamo dimenticarlo».
Sull'eredità lasciatagli dal suo predecessore Franco Gabrielli, ora numero due della Protezione Civile ha pochi dubbi: «non sono gemella di nessuno, io sono io, nel bene e nel male, non sono una imitazione, per le mie competenze sentirò tutti e poi deciderò. Non è la prima volta che affronto una situazione del genere - ha continuato - per tre volte mi è capitato di aver preso il posto di personaggi importanti, sono abituata, quindi tranquilla. Sono serena, mi fa piacere sostituire un predecessore importante che ha dato un impostazione, un piglio, uno stile. Ne prendo atto, sono contenta e felice, però metterò il mio stile, il mio tratto, la mia personalità»
La Iurato ha dichiarato di essere stata accolta molto bene e di non avere avuto mai problemi a gestire organizzazioni con tanti uomini.
«Ci sono abituata, per me è normale, ho lavorato in uffici completamente abitati da uomini, nel 1997 ero titolare di un ufficio delle telecomunicazioni dove ero l'unica donna capo e tutti gli altri erano collaboratori - ha spiegato ancora -. L'unica cosa che hanno voluto da me immediatamente è stato un adeguamento sul piano del linguaggio moderno, di informatica e telecomunicazioni. Il disagio è durato quattro cinque giorni, il tempo che ho cominciato a parlare come loro e poi sono diventata come loro - ha concluso - Non mi spaventa».
Tra le priorità per la città Iurato ha inserito la coesione sociale, il profilo occupazionale, l'attenzione sul rilancio delle certificazioni antimafia e controllo del territorio.
«Come prefetto - ha continuato - da subito ho pensato che quando si va sul territorio bisogna avere immediatamente contatto con le istituzioni, quindi, ho già dato mandato di elaborarmi una mappa della provincia, i comuni sono 108, magari raggrupperò per comune, identità e omogeneità di problematiche in modo da incontrarli. Credo di avviare, già dalla prossima settimana, i contatti con il territorio».

27/05/2010 16.29

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FONDI TERREMOTO, UGL CONTRO CHIODI: «CHIEDA SCUSA AGLI AQUILANI»

L'AQUILA. Durissima la reazione dell'Ugl, organizzazione storicamente legata alla destra, sulla vicenda dei fondi distratti.
Il duro attacco è rivolto nei confronti del presidente della Regione Gianni Chiodi. Per il sindacato sarebbe «vergognoso lo squallido tentativo, effettuato dalla giunta Chiodi, di sottrarre 16 milioni di euro destinati alla ricostruzione nell'intento di spalmarli in una miriade di elargizioni clientelari per tutta la regione», dicono dal sinsacato.
Da giorni ormai l'opposizione sta portando avanti una battaglia per fare in modo che quei soldi vengano girati interamente a L'Aquila e non ad altri Comuni della Regione, come già sarebbe stato deciso.
«Utilizzando quella cifra nella già collaudata politica dei bonus occupazionali per le aziende che assumono a tempo indeterminato», spiegano ancora dall'Ugl, «si risolverebbe, quasi totalmente, il problema occupazionale aquilano in quanto si otterrebbero 16.000 nuove assunzioni. Queste valutazioni il presidente Chiodi non le ha fatte o ha preferito non farle pur di esaudire le più disparate richieste che, però, nulla hanno a che vedere con la destinazione di quei fondi. Nel rispetto di tutti i terremotati, il presidente Chiodi deve chiedere pubblicamente scusa».
Intanto allo scopo di razionalizzare le soluzioni alloggiative e di recuperare appartamenti per i nuclei da uno e due componenti, il vice commissario Massimo Cialente ha emanato delle direttive per favorire lo spostamento dei nuclei più numerosi del Comune dell'Aquila verso case più ampie. Si ritiene necessario – secondo la disposizione del vice commissario - assegnare gli alloggi ancora disponibili con una certa sollecitudine, con particolare riferimento agli appartamenti del Fondo immobiliare.
Questi ultimi saranno privilegiati, in caso di richieste.
In base ai criteri adottati, possono essere favorite le richieste di un appartamento più grande dei nuclei familiari da due o più componenti, che già occupano alloggi di Progetto Case.
Hanno priorità le famiglie con particolare disagio nell'attuale casa.
Possono essere valutate le richieste già pervenute e ancora in attesa di soluzione.
Con questa direttiva, inoltre, viene confermata la validità delle richieste di partecipazione al censimento sui fabbisogni alloggiativi, presentate dai nuclei familiari dopo il 10 agosto 2009, nel caso in cui la pubblicazione dell'esito di agibilità della propria abitazione sia avvenuta in tempi successivi.

27/05/2010 17.03

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ANCE CONTRO COMUNE: «NO ALL'ICI PER ''AREE BIANCHE''»

L'AQUILA. Una iniziativa della Giunta comunale dell'Aquila che sta facendo discutere: la proposta di assoggettare al pagamento dell'Ici i terreni "a vincolo decaduto" (destinati a verde pubblico attrezzato, a servizi pubblici o ad altro scopo sempre pubblico).
L'Ance de L'Aquila mostra perplessità. L'associazione dei costruttori, infatti, parla di una «contraddizione in termini», nel senso che «mentre, da un lato, e opportunamente, il Consiglio comunale vota un documento unanime per chiedere al Governo la rateizzazione dei rimborsi delle tasse, e mentre la Città chiede a gran voce la sospensione della tassazione per le imprese, la Giunta comunale decide di imporre ai propri cittadini una tassa in più».
Si va perciò profilando una questione particolarmente complessa e delicata, tanto vero che la prima reazione negativa proviene dall'ottava Circoscrizione comunale.
«Pur consapevole che la situazione delle casse comunali è difficilissima per quanto è accaduto a seguito del terremoto del 6 aprile 2009», continua l'Ance, «la delibera comunale produrrà solo effetti negativi sull'economia cittadina».
Inoltre l'applicazione della tassazione Ici sulle aree definite impropriamente "aree bianche" è di per se controversa, stando anche a recenti pronunciamenti del Tar che (dopo aver ritenuto il Comune inadempiente) sta nominando decine di Commissari ad acta per diverse zone della città.
Questi commissari, per alcuni casi, hanno già 'normato urbanisticamente'.
«Per di più l'onere delle competenze professionali è stato posto a carico dell'amministrazione comunale», continua l'associazione dei costruttori.
Secondo l'Ance la riflessione sulla non applicazione dell'Ici dovrebbe portare a riconsiderare la mancata predisposizione del nuovo PRG («o di altri strumenti urbanistici più moderni») attesa da anni.
«Sono cinque milioni di metri quadri le superfici il cui vincolo urbanistico (previsto nel piano regolatore del 1978) è decaduto», continua l'associazione, «e per le quali il Comune tarda nell'individuazione di una nuova destinazione d'uso. Non può quindi l'Amministrazione comunale rimediare a tale mancanza reiterando all'infinito il vincolo quinquennale sulle predette aree senza realizzarvi i servizi e impedendo comunque al proprietario di poterne disporre secondo le disposizioni urbanistiche vigenti».
L'anacronismo starebbe dunque nel fatto che mentre i vincoli comunali scadono e vengono illegittimamente riproposti, il proprietario non può disporre di un bene patrimoniale.
Pero' il Comune trova il modo di assoggettare quelle stesse aree a tassazione ICI.
Ance-L'Aquila invita pertanto l'amministrazione comunale a considerare (anche in base alla giurisprudenza costante) «che il decorso infruttuoso del quinquennio comporta l'immediata cessazione dell'efficacia dei vincoli urbanistici, non semplicemente della loro esecutorietà, bensì della loro stessa esistenza quale previsione urbanistica, con la conseguenza della necessaria riespansione delle ordinarie facoltà dominicali di utilizzazione del bene da parte del titolare. Ma non imponendo l'ICI su aree indisponibili per il proprietario, e non utilizzate dal Comune che tuttavia continua a vincolarle».

27/05/2010 17.45