Oltre 48mila sfollati a 14 mesi dal sisma

Alessandro Biancardi

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Oltre 48mila sfollati a 14 mesi dal sisma
ABRUZZO. A tredici mesi dal sisma sono ancora 48.810 le persone assistite che non hanno fatto più rientro nelle proprie abitazioni danneggiate dalla scossa devastatrice delle 3 e 32 di quel maledetto 6 aprile 2009. * RICOSTRUZIONE, 'GUERRA' TRA DITTE LOCALI E 'ESTERE'
C'è chi vivenelle abitazioni del Progetto Case (14.524), chi nei Map (2.109), negli alberghi (3.698) sparsi tra le quattro province della regione (2.190 a L'Aquila, 1.000 a Teramo, 97 a Chieti e 370 a Pescara) e nelle Caserme della Guardia di Finanza (535) e Campomizzi (125).
Per queste persone, a 415 giorni dal sisma, la vita normale stenta a ripartire e si è creata ormai una realtà parallela fatta di case nuove (per i fortunati che vivono nelle abitazioni Case) da restituire così come offerte quando (ma quando?) dovranno andare via, pranzi e cene negli spazi comuni per chi sta ancora negli hotel, e vita completamente stravolta per chi sta nelle caserme.
Altri 27.788 beneficiano del contributo dell'autonoma sistemazione e hanno preso in affitto case nel proprio comune di residenza o altrove, aspettando che si possa partire con le riparazioni degli immobili danneggiati dal sisma. Ed è questa l'attesa più snervante per chi non vede l'ora di riappropriarsi dei propri spazi per tornare ad una apparente normalità.
E tra le varie preoccupazione che agitano queste giornate di inizio estate, con ancora vivo il ricordo della stagione scorsa, al caldo nelle tende, c'è quella dei fondi per la ricostruzione aquilana che verrebbero dirottati altrove.
Ieri mattina il deputato del Partito democratico, Giovanni Lolli, si è detto pronto a presentare un'interrogazione parlamentare in relazione a questo rischio che nessuno, nei piani alti della Regione, in questi giorni ha smentito categoricamente.
Un atto che arriva alla luce del rischio, paventato dagli esponenti abruzzesi del partito, che i circa 50 milioni di euro dei fondi assicurativi per l'ospedale San Salvatore dell'Aquila, vengano utilizzati altrove.
«Dopo la variazione di bilancio che documenta l'intenzione della Giunta regionale di distribuire a pioggia i fondi Docup 2000-2006 e i proventi dell'assicurazione immobiliare per il sisma - ha spiegato Lolli - ho ricevuto indiscrezioni di questa intenzione per quello che riguarda l'ospedale aquilano e questo costituirebbe uno scippo».
Un impressione condivisa da Vito Albano, medico e capogruppo del Pd in consiglio comunale.
«Già nei mesi scorsi - ha ricordato - si è tentato di portare via dei reparti operativi dall'Aquila, impiegando prima risorse sulla costruzione di nuovi ospedali, con il nostro presidio in quelle condizioni».
Intanto il Comune si mobilita per salvaguardare l'arte della città ed è stato firmata così una convenzione per contribuire al restauro della basilica di Santa Maria di Collemaggio, il monumento con maggiore rilevanza storica.
Questo avverrà attraverso la vendita del rosone-gioiello, ideato e realizzato dall'orafo aquilano Luciano Moretti in edizione limitata nel numero significativo di 999 esemplari.
Secondo una stima se tutti gli esemplari fossero venduti al costo di 2.500 euro ciascuno, considerando che l'orafo aquilano ha previsto il 20% per il restauro della Basilica, il contributo complessivo potrebbe arrivare a circa 250 mila euro.
Alla conferenza stampa hanno preso parte, tra gli altri, l'assessore comunale al Bilancio, Silvana Giangiuliani, l'orafo aquilano e il vicecommissario per i Beni culturali, Luciano Marchetti. All'incontro hanno preso parte anche il direttore della Cna dell'Aquila, Agostino Del Re, e il presidente della Provincia, Antonio del Corvo.
«Ho risposto con entusiasmo alla richiesta di adozione di Luciano Moretti - spiega Marchetti - perché credo che ogni iniziativa di questo genere, anche la più piccola, è un tassello indispensabile alla ricostruzione di un patrimonio d'arte unico e purtroppo molto danneggiato. L'adozione mi rende ancora più felice perché arriva da un artigiano e perché utilizza l'arte o meglio uno dei simboli più forti dei tesori d'arte aquilani per il recupero di una delle Basiliche più belle al mondo».
Il rosone, in versione limitata, viene realizzato in oro 750/1000 (18 carati) con diamante centrale e il gioiello è corredato da un certificato e attestato.
«E' un piccolo segno ma forte e tangibile di speranza, di ricostruzione per L'Aquila - ha spiegato la Giangiuliani - è un'iniziativa che fra l'altro contribuisce a tenere alta l'attenzione verso le zone terremotate».
Il rosone viene venduto o dall'artista o nelle gioiellerie.

26/05/2010 8.54

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RICOSTRUZIONE, 'GUERRA' TRA DITTE LOCALI E 'ESTERE'

L'AQUILA . Tensione aperta tra le aziende dell'Aquila e della zona del cratere e quelle venute da fuori provincia e fuori regione per l'aggiudicazione degli appalti per la ricostruzione degli appartamenti ed edifici privati seriamente danneggiati e classificati E.
Si tratta di affidamenti privati, cospicui, decisi dagli stessi proprietari ma in particolare dagli amministratori di condomini, per i quali non sono previste procedure pubbliche.
Visto che siamo di fronte ad un affare di svariate decine di milioni di euro con molte ricostruzioni ex novo di strutture demolite, la competizione è serrata.
Già in questa prima fase con l'affidamento dei primi incarichi milionari, si è registrato più di un mugugno, soprattutto da parte di aziende ed imprenditori aquilani per alcune esclusioni, nel corso di tese assemblee di condominio, non motivate da questioni legate alla completezza della proposta progettuale e realizzativi.
«Sta accadendo troppo spesso che, a parità di condizioni, condomini o rappresentanti di condominio hanno affidato il lavoro ad una ditta di fuori - denuncia un imprenditore della zona del cratere, sentito dall'agenzia Ansa, che vuole mantenere l'anonimato - . Evidentemente, le aziende non aquilane hanno più argomenti extra professionali per convincere la clientela. Gli aquilani dovrebbero puntare alla qualità e alla professionalità per vedersi garantita una ricostruzione a regola d'arte e, nello stesso tempo, privilegiare le aziende organizzate del territorio colpito dal sisma».
Gli imprenditori hanno chiesto l'intervento delle associazioni di categoria.
Secondo l'associazione amministratori di condominio il fenomeno non viene registrato ed oltretutto non c'é una regola che prevede l'affidamento ad imprese aquilane a parità di condizioni.
Ma intanto c'é l'intervento del presidente di Confartigianato Abruzzo, Angelo Taffo, che nel rivolgere un appello al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha rappresentato l'istanza di «guardare con occhio particolarmente attento alla ricostruzione della città dell'Aquila, al fine di evitare che soltanto le imprese venute da fuori possano monopolizzare tali attività».
Un legale che parla anonimamente proprio per il clima che si è creato tuona: «Gli amministratori di condomini che sono diventati industriali - spiega - Si tratta di indennizzi, non di finanziamenti pubblici, e quindi un controllo se da parte della corte dei conti sarebbe auspicabile essendo tra l'altro previsto».
«L'aquilanità non è un criterio di preferenza nella scelta delle ditte per la ricostruzione nei condomini del capoluogo - conferma Mauro Basile, presidente provinciale dell'Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci) -. Per i condomini - spiega - sono fondamentali altri aspetti, soprattutto le garanzie».
«Non viene chiesto - continua - se è aquilana o no; si presta invece attenzione soprattutto alla solidità dell'impresa, all'offerta, alla garanzia che i lavori possano proseguire senza sosta, eccetto magari problemi di cattivo tempo. Del resto, non potrebbero certo bastare le sole aziende aquilane per far fronte all'intero processo di ricostruzione».
Nell'immediato dopo-sisma, all'opportunità di favorire le aziende nostrane qualcuno ci aveva pensato. «Vero - aggiunge Basile - si pensava di far ripartire l'economia aquilana ma ora é passato più di un anno, la ricostruzione sta partendo adesso e lavoro ce n'é per tutti. Ripeto, quello che conta sono le garanzie».

26/05/2010 11.35