Progetto Case. Il Comune impugna il decreto della Protezione Civile

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il Comune dell'Aquila ha dato mandato ai suoi avvocati di impugnare il nuovo decreto 3701 del capo della Protezione civile, nel quale viene rimodulato il piano degli interventi nelle 19 aree del progetto Case. * IMPRESE: ACCORDO PER TRANSCOM MENTRE L'AQUILA SOGNA L'HIGH TECH
Lo ha annunciato l'assessore comunale alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, in un incontro nella tensostruttura del complesso Case di Bazzano.
E' proprio la planimetria dell'area di Bazzano a subire le modifiche più importanti in relazione a quel 30% di strutture polivalenti previsto per ogni nuovo quartiere.
«Uno spazio - ha spiegato Di Stefano - che deve essere sfruttato per servizi sociali e scolastici, attività commerciali, religiose e sportive. Qui a Bazzano - ha detto ancora - avevamo trovato degli sponsor per costruire una scuola tuttavia, con questo nuovo decreto abbiamo dovuto constatare che il terreno per questa struttura non è più a disposizione».
Di qui, la necessità di rimodulare il progetto degli interventi.
«Nella nuova planimetria - ha spiegato l'ingegner Carlo Villante, intervenuto all'incontro - tutte le aree verdi fra i vari edifici sono diventate aree polivalenti e, per costruire strutture sociali, si rischia di rinunciare ai cortili»
Intanto Giustino Masciocco, assessore alle Politiche sociali de L'Aquila, ha annunciato che la città ha aderito al Network delle città per la famiglia nato ieri a Parma.
«La nostra partecipazione è interessata», ha spiegato l'assessore. «Abbiamo da ricostruire un intero tessuto sociale, ci sono ancora troppi nuclei familiari senza casa. Gli altri parlano di indicatori Isee, noi dobbiamo fare una ricostruzione totale. Per questo ho proposto che siamo una palestra, perché abbiamo bisogno di aiuto anche per fare cose banali. Non parlo solo di ricostruzione materiale, voglio capire come far 'sopravvivere' i miei concittadini. Parlo, per esempio, del bisogno di operatori socio-sanitari per aiutare gli anziani a ricominciare ad uscire di casa per andare a fare la spesa».
E i sindaci di Roma e Parma, ha aggiunto, «ci sono subito venuti incontro, decidendo che il terzo incontro del Network sarà all'Aquila».
Il secondo, dovrebbe essere a settembre a Roma, anche se la data esatta non è ancora stata fissata. «Basterebbero 15-20 milioni di euro per ripensare un nuovo welfare per tenere unito il sistema di relazioni. A noi oggi manca l'identità, che è solo virtuale perché manca la città», ha spiegato, raccontando dello spaesamento del camminare in una città che non c'é più.
«La famiglia - ha detto il sindaco di Parma Pietro Vignali - può essere la base da cui partire per ricostruire tessuto sociale e prospettive di rinascita in questa zona colpita dal terremoto».
Grande risultato, intanto, per l'Università dell'Aquila che ha raggiunto i 23.000 iscritti.
I numeri confermano sostanzialmente la situazione precedente al sisma del 6 aprile 2009 e che non penalizza nessuna delle 9 facoltà.
«Questi dati – ha sottolineato il rettore Ferdinando di Orio - rappresentano la migliore conferma della opportunità e della validità della scelta di rimanere nella città dell'Aquila. Spero che di fronte a questa evidenza, tutti coloro che volevano trasferire l'Università dell'Aquila altrove, si siano finalmente e definitivamente ricreduti».
«E' inoltre particolarmente significativo – ha continuato il rettore di Orio - il numero degli immatricolati, che hanno superato ampiamente i 6000. Anche questo è un risultato eccezionale, che dimostra che i giovani continuano a credere nel nostro Ateneo e nella qualità della nostra offerta formativa».
Il rettore ha rivolto un ringraziamento particolare agli studenti e a tutto il personale docente e tecnico-amministrativo «grazie al cui impegno è stato possibile raggiungere questo risultato».
«Si tratta ora di continuare tutti insieme a lavorare per un nuovo sviluppo della nostra Università, che rappresenta una grande risorsa per la città e per tutta la provincia dell'Aquila».

22/05/2010 10.55

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IMPRESE: ACCORDO PER TRANSCOM MENTRE L'AQUILA SOGNA L'HIGH TECH

L'AQUILA. Creare all'Aquila una fabbrica con la collaborazione di imprese high tech.
E' lo scopo dell'accordo fra l'Universita' dell'Aquila e le aziende: Fondamenta SGR, M31 e Vertis SGR. L'iniziativa che prende il nome di "106 Competition let your entrepreneurial eagle fly", prevede il finanziamento di 10 progetti, anche internazionali, per un importo complessivo di un milione di euro, con il vincolo di essere sviluppati all'interno dell'Ateneo.
Un accordo che vuole rappresentare una concreta opportunita' di rilancio economico del territorio attraverso la nascita di nuove realta' imprenditoriali.
L'iniziativa e' stata illustrata ieri dal prorettore vicario dell'Universita' dell'Aquila, Roberto Volpe, dal presidente della Fondazione Carispaq, Roberto Marotta, dal preside della Facolta' di Scienze, Paola Inverardi, dal direttore del DEWS Centro di Eccellenza dell'Universita' degli Studi dell'Aquila, Maria Domenioca Di Benedetto, dallo Chief Technology Officer, Fondamenta SGR, Nicola Redi, dal presidente M31, Ruggero Frezza, dal vice presidente Vertis SGR, Marco Agostini, dall'executive Director del Louisiana Business and Technology Centre, Charlie D'Agostino e da Alberto Sangiovanni Vincentelli, Electrical Engineering and Computer Sciences, University of California, Berkeley.
«Il principio ispiratore dell'iniziativa - ha detto la Inverardi - e' di fare dell'Aquila e dell'Universita' che ha in se le eccellenze, un polo attrattore di intelligence esterne al territorio per sviluppare idee imprenditoriali che possono qui essere sviluppate».
Per il docente universitario Vincentelli, L'Aquila puo' essere un incubatore di idee, un esempio per i giovani che decino di fare impresa.
Redi ha infine annunciato che salvo imprevisti tra un anno sara' possibile chiudere le selezioni dei progetti e proposte pervenute ed avviare las fase vera e propria di start-up, di avvio delle nuove imprese.

TRANSCOM, PRIMO ACCORDO NAZIONALE PER 64 ABRUZZESI

Intanto ieri mattina al Ministero del Lavoro a Roma si è firmato il primo accordo sindacale a livello nazionale fra la Transcom e le sigle sindacali, alla presenza dei rappresentanti della Regione Abruzzo.
L'accordo consente ai lavoratori in cassa integrazione in deroga di rientrare in azienda per avviare un percorso di formazione e riqualificazione professionale a carico dell'impresa. Si tratta di 64 lavoratori della Trascom dell'Aquila.
I lavoratori oltre alla cassa in deroga percepiranno uno stipendio pari alla differenza tra il trattamento di sostegno al reddito e la retribuzione spettante.
«La cassa integrazione in deroga - commenta l'assessore Gatti - da strumento puramente assistenziale può divenire l'occasione per la riqualificazione del capitale umano. Questa era una prospettiva che in Cicas ci eravamo dati con le parti sociali. Oggi - prosegue - diamo seguito con i fatti a quelle enunciazioni. In Abruzzo si sperimenta per la prima volta a livello nazionale questa opportunità che offre la normativa. Per questo sono convinto che, nonostante i numeri preoccupanti della crisi, dobbiamo fare lo sforzo di non sommare al dato della disoccupazione quello dei lavoratori in cassa integrazione. La cassa - conclude -lega i lavoratori al posto di lavoro e gli consente di rientrare prima di altri nel ciclo produttivo».

22/05/2010 10.55