Casa studente, Gatti: «la Curia non è la P2. E' tutto in regola»

Alessandro Biancardi

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Casa studente, Gatti: «la Curia non è la P2. E' tutto in regola»
L'AQUILA. Perché è stata affidata alla Curia la gestione se c'é l'Adsu? Perché i 7 milioni pubblici sono andati a un privato? Questo comportamento è compatibile con le leggi dello Stato?
Erano queste le tre domande rivolte dal consigliere regionale dell'Idv, Cesare D'Alessandro all'assessore regionale Paolo Gatti sulla gestione della nuova casa dello studente del capoluogo abruzzese. Le risposte sono arrivate ma l'opposizione si è dichiarata insoddisfatta.
Sulla questione nei mesi scorsi erano stati avanzati dubbi anche da alcuni studenti che avrebbero voluto vederci chiaro su tutta l'operazione. Ma per la Regione, come ha ribadito ieri Gatti, è tutto in regola.
Così come sarebbe tutto in regola secondo il procuratore dell'Aquila, Alfredo Rossini, che nei mesi scorsi ha disposto l'archiviazione dell'inchiesta in tempi brevissime (una delle prime inchieste chiuse sul post-terremoto) non ravvisando alcuna irregolarità.
La costruzione è stata realizzata in tempi record, dopo il sisma del 6 aprile scorso e il crollo della vecchia residenza per gli universitari su un terreno di proprietà della Curia aquilana.
Le indagini erano partite in seguito ad un esposto e l'ipotesi di reato era peculato.
L'opera attivata agli inizi del mese di novembre è gestita dalla curia aquilana e sarà di proprietà della stessa tra trenta anni.
Secondo coloro che presentarono l'esposto, la Regione Lombardia avrebbe costruito con fondi pubblici una struttura che diventerà proprietà di un ente privato quale è la curia.
«Per non c'erano ipotesi di reato», aveva spiegato Rossini, secondo il quale a Milano c'é stata anche l'archiviazione dell'inchiesta avviata dalla Procura della Corte dei Conti.
«E' stata una scelta caldeggiata dalla Regione Lombardia quella di far gestire alla Curia aquilana la nuova Casa dello studente 'San Carlo Borromeo'», ha detto invece Gatti rispondendo all'interrogazione di D'Alessandro.
«La Curia aquilana - ha spiegato Gatti a margine del suo intervento - non è la P2. Non ho partecipato alla stesura del protocollo d'intesa, ma mi è stato riferito da un dirigente della Regione Lombardia che si riteneva opportuno che chi metteva a disposizione il terreno avesse l'opportunità di gestire la nuova Casa dello studente. Non era un prerequisito, ma se uno mette i soldi e l'altro il terreno, ci sta».
«Dobbiamo ringraziare la Regione Lombardia - ha detto ancora Gatti nella sua replica all'interrogazione - che ha versato 7 milioni, e la Curia aquilana che ha messo a disposizione un terreno agricolo, altrimenti staremmo parlando solo di nulla».
Il 16 giugno scorso è stato sottoscritto l'accordo di programma: nell'articolo 7 si stabiliva che la Curia avrebbe potuto proporsi per gestire la struttura.
Il 2 novembre in una delibera di Giunta si è ritenuto di affidare la gestione all'Arcidiocesi.
«C'é stato pieno rispetto delle norme regionali sul diritto allo studio», ha continuato l'assessore, «e nessuna contravvenzione all'accordo di programma. I posti nelle strutture di Casale Marinangeli e Campomizzi porteranno, speriamo, al totale soddisfacimento del fabbisogno di posti letto studenteschi».
Nella sua replica, il consigliere D'Alessandro ha detto però che «l'assessore ha illustrato quello che tutti sapevamo».
«Il presidente Chiodi già dal 6 aprile aveva la possibilità di espropriare quei terreni, come fatto per le new town. Invece, il vescovo dell'Aquila diventa plenipotenziario dei fondi pubblici»

19/05/2010 8.56

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