Gabrielli saluta L'Aquila e inizia la nuova avventura con Bertolaso

Alessandro Biancardi

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 L'AQUILA. Il prefetto de L'Aquila Franco Gabrielli ieri ha salutato la città e si prepara ad assumere il nuovo incarico di vice responsabile del Dipartimento nazionale della Protezione Civile. * TERREMOTO: «CONSIGLIO STRAORDINARIO PER PROROGHE TASSE»



 L'AQUILA. Il prefetto de L'Aquila Franco Gabrielli ieri ha salutato la città e si prepara ad assumere il nuovo incarico di vice responsabile del Dipartimento nazionale della Protezione Civile.

* TERREMOTO: «CONSIGLIO STRAORDINARIO PER PROROGHE TASSE»
Per il momento sarà la spalla di Guido Bertolaso poi quando il capo del dipartimento lascerà il suo posto (non è chiaro ancora se lo farà a settembre o dicembre) non si sa cosa succederà.
Qualcuno nei giorni scorsi ha ipotizzato che sarà proprio Gabrielli a prendere il posto di Super Guido ma adesso il prefetto uscente non vuole parlarne.
Prima di andare via, però, ha fatto il punto sulle attività della Prefettura aquilana dell'ultimo difficilissimo anno («13 mesi ed otto giorni senza neppure un giorno di ferie», ha precisato) per contrastare le infiltrazioni malavitose nella fase di ricostruzione post-sisma.
Sul nuovo lavoro e la sua amicizia con il suo nuovo capo non vuole pettegolezzi: «sono stato cacciato dal Sisde perché ritenuto comunista, ora si dice che sono amico di Bertolaso. Vorrei che in questo paese si giudicassero le persone per quello che si è fatto e per i risultati ottenuti».
Gabrielli ha respinto con forza anche le accuse relative «al venir meno di garanzie costituzionali nelle tendopoli, soprattutto per gli accessi e i volantinaggi», denunciati dai comitati.
«E' possibile che se non mi sono accorto di una carenza di democrazia, nessuno lo abbia denunciato, a partire dai parlamentari?».

UN ADDIO CON STRASCICO POLEMICO

Ma proprio in occasione dell'addio, anziché toni concilianti il prefetto, ex capo del Sisde, si è tolto molti 'sassolini dalla scarpa'.
«E' stata un'avventura complessa ma affascinante - ha detto - nonostante si sia in presenza di una tragedia immane, piena di tante esperienze che mi hanno fatto crescere professionalmente ed umanamente, però non posso smentire la vena polemica che mi é data anche dall'appartenenza geografica, sono toscano».
Gabrielli, con a fianco il generale Fabrizio Lisi, comandante della scuola ispettori della guardia di finanza a Coppito, ha attaccato il prefetto Mario Morcone, dell'associazione nazionale funzionari amministrazione civile dell'Interno, autore di una lettera datata 7 aprile 2009, ossia un giorno dopo il sisma, inviata al ministro dell'Interno, Roberto Maroni.
Nella lettera, letta da Gabrielli, Morcone critica la scelta di Gabrielli come prefetto dell'Aquila sottolineando che «ciascuno di noi potrebbe fare almeno dieci nomi di colleghi che per percorso professionale specifico avrebbero potuto essere destinati a quell'incarico senza destare alcuna perplessità».
Morcone, nella lettera, evidenzia inoltre il fatto che «Gabrielli, preziosa risorsa dell'antiterrorismo e profondo conoscitore delle reti eversive, lanciato in una sfida tutta di natura umanitaria, dove la sensibilità specifica sui temi del soccorso e dell'assistenza, andrà coniugata con capacità di mediazione tra istituzioni ed enti locali, in prefettura sarà capitato qualche volte in occasione formali o cerimonie».
«Potevo andarmene con toni accomodanti, però non ho potuto fare a meno di citare questa lettera che nasce dalla vetusta, anacronistica ed autoreferenziale convinzione secondo cui i poliziotti sono solo buoni a reprimere - ha chiarito Gabrielli, per il quale la lettera contiene passaggi offensivi come quello che i poliziotti si 'improvvisano come manager pubblici in tutti i settori dell'amministrazione'».
«Mi hanno sempre insegnato che i conti si fanno alla fine - ha spiegato ancora - ho ricevuto attestati di stima dalla gente e comunque vado fiero di una cosa: in 25 anni di servizio non ho mai chiesto nulla a nessuno, non ho mai bussato alla porta di nessuno e tutti gli incarichi avuti sono stati decisi dai miei superiori».
Il prefetto ha anche sottolineato polemicamente che la pubblicazione sul terremoto editata dal Consiglio regionale «non vede la foto del sottoscritto».
«Se fosse dipeso da me», ha poi replicato il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, «il prefetto, soprattutto per il ruolo che ha svolto come vice commissario per l'emergenza, avrebbe meritato ben più di una foto, purtroppo però non è stata l'assemblea legislativa, a scegliere le foto, bensì i fotoreporter che hanno scelto quelle che, a loro giudizio, erano più significative allo scopo della mostra».

«LA MIA NUOVA NOMINA DECISA A SETTEMBRE»

«Il percorso sulla mia nomina a vice capo della Protezione civile nazionale era da tempo definito», ha detto ancora Gabrielli, «risale al 30 settembre scorso, non ci sono accelerazioni, dietrologie di sorta. E non c'entra nulla con le attuali vicende giudiziarie».
Anche se Gabrielli ha sottolineato che «domani non si sa cosa succederà», è apparso piuttosto tranquillo e sicuro della successione di Bertolaso.
«Non si può dire se sarà a settembre, ottobre e il 31 dicembre però il percorso stabilito è quello», ha continuato il prefetto che, scherzando, ha sottolineato che porterà la maglietta della protezione civile «fino a quando ci sarà Bertolaso».
Il neo vice capo della protezione civile ha anche indicato quale sarà il suo approccio con il nuovo ruolo: «vado, cerco di capire e di imparare e poi mi attrezzo, ma già so che il compito non sarà facile. Successivamente, il mio obiettivo è far crescere quel sistema che ha reso fiero il nostro Paese e che ha permesso di fare cose straordinarie all'Aquila».
Il prefetto ha parlato anche dell'attuale vice capo, Bernardo De Bernardinis, «quando arriverò ce ne saranno due di vice, come in precedenza», anche se ha anticipato che «per il professor de Benardinis ci saranno altre prospettive che si andranno a concretizzare».
Gabrielli ha confermato che continuerà ad occuparsi dell'Aquila anche come vice capo della Protezione civile nazionale: «L'Aquila è stata una tappa fondamentale della mia vita professionale ed umana. Rimarrà nell'agenda per molto tempo perché c'é ancora molto da fare, c'é ancora una fase emergenziale che deve essere portata a compimento».

IL RISCHIO INFILTRAZIONI MAFIOSE

Gabrielli si è poi soffermato a parlare del rischio delle infiltrazioni mafiose negli appalti, grande paura del post sisma aquilano: «sono un rischio reale», ha detto, «non solo su aziende che portano determinate stimmate geografiche, ma riguarda tutto il territorio nazionale ed anche in un'ottica internazionale perché non è da escludere che imprese che hanno problemi in Italia possano sfruttare possibilità all'estero».
Gabrielli ha anche ricordato che la Prefettura ha fatto un approfondito studio sulle società presenti all'Aquila in riferimento alle modifiche societarie «e in questo momento», ha chiarito, «non vi sono situazioni che possono preoccupare ma la situazione deve essere monitorata nel tempo e quindi non deve essere abbassata la guardia».
Il neo vice di Bertolaso ha parlato di controllo sull'intero sistema della legalità che non è solo pericolo infiltrazioni, ma anche pagamenti di stipendi, contributi e sicurezza sul lavoro.
I controlli antimafia hanno riguardato 2.505 imprese che hanno presentato altrettante richieste di rilascio di certificazioni antimafia dal maggio 2009 al maggio 2010. Si attesta a 1.889 il numero delle imprese interessate, di cui 560 hanno riguardato imprese della Provincia dell'Aquila. I procedimenti conclusi che hanno iter molto complessi sono state 1.088, mentre 20 sono state le interdittive che hanno riguardato 8 ditte del Centro Italia, 9 del Nord Italia e 3 del Sud Italia.

MORCONE: «GABRIELLI SI NASCONDE DIETRO AL SUDORE DI TANTI POLIZIOTTI»


A fine conferenza stampa è arrivata anche la replica del presidente Morcone: «forse la professionalità del prefetto Gabrielli è cresciuta, e lo avevo ampiamente predetto nella lettera al ministro Maroni, ma non certamente la sua dimensione umana. Provo tristezza e malinconia - dice Morcone - nel constatare che il prefetto Gabrielli si nasconda dietro il sudore e il rischio dei tanti poliziotti che onorano il nostro Paese. La sua, come per altro la mia, sono state carriere fortunate che altri avrebbero potuto cogliere se si fossero trovati al posto giusto e al momento giusto. La superbia qualche volta fa brutti scherzi».
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TERREMOTO: «CONSIGLIO STRAORDINARIO PER PROROGHE TASSE»
Dal 6 aprile scorso sono stati 3.295 gli aquilani che sono rientrati nelle case ricostruite dopo il sisma del 6 aprile.
Lo si evince dal conto periodico realizzato dalla Struttura Gestione Emergenza del Commissario delegato alla ricostruzione.
Ad aprile gli aquilani assistiti erano 52.394, ora sono 49.099. In totale ora sono state rilevate 25.761 persone beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione, 18.657 persone alloggiate tra Progetto C.A.S.E., MAP e affitto, 3.950 persone in strutture ricettive e 688 nelle caserme a L'Aquila.
Dal 6 aprile il saldo più positivo si ha negli assistiti in autonoma sistemazione, con 1.741 persone in meno e negli hotel, con 449 sfollati in meno.
E per queste due voci, sempre in base a dati ricavati dal conto periodico della "Struttura gestione emergenza", il risparmio si aggirerebbe tra i 2,5 e i 3 mln di euro al mese.
La situazione è ancora lontana da quella che si può definire normalità anche per L'Aquila è ancora una città off limits.
Intanto i consiglieri Luigi Faccia, Angelo Mancini e Pierluigi Tancredi hanno chiesto un consiglio comunale urgente e aperto allo scopo di concordare iniziative unitarie volte alla ulteriore proroga dei termini di scadenza degli adempimenti tributari, prevista al prossimo 1 luglio, fino al 30 giugno 2011.
«Attesa la particolare situazione economico finanziaria che si riscontra in ambito nazionale ed europeo - si legge nella richiesta - che limita fortemente la possibilità di sviluppo nell'intero Paese, e in considerazione del perdurare dello stato di emergenza nel nostro territorio che, a fronte di iniziative volte alla risoluzione del problema abitativo non ha ancora visto altrettante iniziative tese alla salvaguardia dei livelli occupazionali, gli scriventi chiedono un consiglio comunale urgente e aperto, alla presenza dei parlamentari abruzzesi, del commissario straordinario per la ricostruzione, dei consiglieri regionali eletti nella provincia dell'Aquila e del presidente della Provincia dell'Aquila, allo scopo di concordare iniziative unitarie volte alla ulteriore proroga degli adempimenti tributari».

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