Terremoto, appalti e inchieste, Bertolaso si difende davanti ai giornalisti

Alessandro Biancardi

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Terremoto, appalti e inchieste, Bertolaso si difende davanti ai giornalisti
ROMA. Messo sotto accusa ieri sera durante 'Annozero' in tv, 'crocifisso' anche al cinema nel film 'Draquila' di Sabina Guzzanti, il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha convocato in tutta fretta una conferenza stampa a Palazzo Chigi. * TERREMOTO: «EVASO L'80% DELLE PRATICHE PER LE CASE "B E C"»


Un incontro con i giornalisti «autorizzato da Berlusconi», ci ha tenuto a precisare, per raccontare la sua verità sul coinvolgimento nell'inchiesta sulla 'cricca' che si spartiva gli appalti per il G8 della Maddalena.
Immancabili riferimenti anche al terremoto aquilano la cui emergenza è stata gestita per il primo anno proprio dalla Protezione Civile.
«Sono accuse senza fondamento», ha spiegato come in una vera è propria arringa difensiva, con slides e documenti.
«Ci si difende nei tribunali», hanno poi protestato Pd e Idv.
Una scelta anomala quella di Bertolaso di difendersi pubblicamente solo adesso, dopo mesi dall'inizio dell'inchiesta e dopo settimane in cui Berlusconi ha continuato a ripetere che tutte l'indagine si era sgonfiata.
Bertolaso, con l'immancabile polo della Protezione civile indosso - «screditata da quel film» (quello di Sabina Guzzanti, ndr), è iniziata in modo 'leggero', ricalcando quasi quel tipico umorismo berlusconiano e riferendo di una lettera fattagli avere da Bill Clinton in cui si complimenta «per lo splendido lavoro fatto dall'Italia ad Haiti».
«Quando ho visto Clinton alla fine di marzo – ha scherzato - mi era venuta voglia di fargli una battuta che poi non ho fatto: gli volevo dire che lui ed io abbiamo un problema che si chiama Monica, poi ho evitato di farla perché mentre io non credo di avere avuto problemi reali con questa Monica, lui probabilmente invece qualche problemuccio lo ha avuto».

«MI HA FATTO VEDERE LE STELLE, MA PER MASSAGGIO»

Il riferimento era agli ormai famigerati massaggi fatti dal sottosegretario al Salaria sport village, il centro di proprietà di Diego Anemone, costruttore accusato di far parte della 'cricca'.
Bertolaso ha illustrato con una slide le date dei massaggi fatti con Francesca (circa 10) e l'unico fatto con Monica, la brasiliana che in un'intercettazione pubblicata racconta di aver «fatto vedere le stelle» a Bertolaso.
«Certo - ha spiegato - mi ha fatto vedere le stelle perché mi ha 'sconocchiato', come si dice a Roma, facendomi un massaggio estremamente valido, non per prestazioni sessuali».
«Sognavo di poter commentare con voi l'archiviazione o lo stralcio della mia posizione dall'inchiesta penale in corso», ha detto con tono amaro il capo della Protezione civile, ma «probabilmente questa si protrarrà nel tempo».
«Ho totale fiducia – ha sottolineato - nei magistrati, in particolare in quelli di Perugia, che non sono però fonte della vicenda che nasce in un altro luogo ed è stata gestita strumentalizzando la fonte primaria delle indagini, cioé le intercettazioni, facendo apparire quello che di fatto non è».

«AD ANEMONE NESSUN APPALTO ALL'AQUILA»

Nessuna delle imprese coinvolte nell'inchiesta sulla Maddalena, ha ribadito Bertolaso, «ha avuto appalti all'Aquila. Anemone è venuto più volte a trovarmi», ma non avrebbe ottenuto nulla.
Ha rivelato poi che «sono stato io a dare soldi a lui, non lui a me. Gli ho infatti dato 20mila euro per alcuni lavoretti che mi fece in casa per tapparelle ed armadi».
«Mia moglie inoltre – ha aggiunto - ebbe un rapporto professionale con il costruttore Diego Anemone. Lei é architetto, è stata pagata, è tutto regolare. Ciò è avvenuto comunque un anno prima che si avviassero le attività per gli appalti del G8 alla Maddalena».
Insomma, per il numero 1 della Protezione civile, «le accuse che mi sono state rivolte non hanno alcun fondamento e sono frutto di equivoci o mancati controlli sui documenti che ho presentato oggi».
Certo, ha però riconosciuto, «posso aver commesso errori, ma ho sempre cercato di guidare il Dipartimento con trasparenza, lealtà e onestà e non ho mai mentito agli italiani. Non ho quindi nulla da temere o da nascondere e non sono ricattabile».
La conferenza stampa di Bertolaso non è però piaciuta all'opposizione che ha poi vivamente protestato.
«Dovrebbe sapere – ha detto la deputata del Pd, Sesa Amici - che ci sono i tribunali, quella è la sede propria in cui ci si difende».
Sulla stessa linea Massimo Donadi (Idv), che ha parlato di conferenza «imbarazzante. Dovrebbe andare a spiegarsi dai giudici non con un comizio in tv».
Governo e maggioranza, lo ha incalzato il compagno di partito Stefano Pedica, «utilizzano luoghi istituzionali per motivi che di istituzionale non hanno nulla mostrando ancora una volta la propria arroganza».

08/05/2010 9.38

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TERREMOTO: «EVASO L'80% DELLE PRATICHE PER LE CASE "B E C"»

L'AQUILA. I 7.429 contributi definitivi rilasciati finora dal Comune dell'Aquila per la riparazione degli immobili danneggiati dal sisma rappresentano l'80% delle domande presentate dai cittadini interessati, che ammontano complessivamente 9.431.
«Questo vuol dire», ha spiegato ieri il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, «che la Municipalità ha progressivamente aumentato il ritmo delle concessioni dei contributi, dimostrandosi consapevole che e' indispensabile raddoppiare e triplicare gli sforzi per consentire agli aquilani di tornare il prima possibile nelle case».
«Un impegno gravoso - osserva il primo cittadino - assolto egregiamente dagli uffici dell'amministrazione comunale, che in pochissimi giorni ha anche evaso le 2.000 pratiche per le quali erano state richieste integrazioni, comprese quelle giunte in ritardo, ma che era comunque possibile ammettere».
I dati sono riferiti principalmente alla ricostruzione leggera, B e C, e su di essi poco incidono le 408 richieste di fondi per le case E, di cui 2 ammesse al contributo definitivo.
«Non ci sono ritardi su queste abitazioni», ha assicurato il primo cittadino. «Sia i cittadini che gli uffici comunali hanno dovuto attendere che le ordinanze governative che si sono susseguite fino ai giorni scorsi facessero sempre maggiore chiarezza sulla ricostruzione 'pesante', una delle principali sfide per la rinascita del capoluogo abruzzese. Nel giro di alcune settimane – ha anticipato il sindaco - il Comune sara' nelle condizioni di completare la concessione dei contributi per le case B e C, se i proprietari che devono ancora presentare le integrazioni rispetteranno i tempi per depositarle, cosa che mi auguro caldamente».
Cialente si augura che vengano rispettati tutti i termini dei lavori: i quindici giorni per aprire i cantieri dalla pubblicazione del contributo definitivo, la scadenza prevista nella domanda di contributo per concludere le opere, che devono comunque essere portate a termine entro 6 mesi per le B e 7 per le C.
«Piu' che la paura delle sanzioni (la perdita dell'albergo o del contributo di autonoma sistemazione), deve essere un atteggiamento coscienzioso a indurre i proprietari a fare pressione su professionisti e imprese affinche' terminino i lavori nei tempi previsti», ha invitato il sindaco.
«Avere quasi diecimila fabbricati agibili nel giro di pochi mesi vuol dire tantissimo: riprendere fiducia, ripristinare una discreta fetta del patrimonio edilizio privato (anche se i fabbricati disastrati restano in netta maggioranza), ricostruire una parte importante dell'immagine dell'Aquila. Vuol dire soprattutto - commenta infine Cialente - tornare definitivamente a casa».

IL RESTAURO DELLA BASILICA DI COLLEMAGGIO


Intanto la giunta comunale dell'Aquila ha approvato una serie di accordi sottoscritti tra il sindaco Massimo Cialente, il commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi e il vice commissario per i Beni Culturali Luciano Marchetti, per la progettazione del restauro della basilica di Collemaggio, del Teatro Comunale e di Porta Castello e Porta Napoli, tutti monumenti gravemente danneggiati dal sisma.
E' stata inoltre stabilita la cessione in comodato gratuito dell'ex mattatoio, nei pressi di Porta Rivera, alla Direzione regionale dei Beni culturali per il trasferimento nella struttura del Museo nazionale d'Abruzzo.
Nella firma degli accordi per la messa in sicurezza della basilica di Santa Maria di Collemaggio e per il restauro di Porta Napoli e' intervenuta anche la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila, che ha stanziato un contributo di 200mila euro per la messa in sicurezza e la copertura del tetto della basilica e ulteriori 250mila euro per il recupero della storica porta cittadina. Per quanto riguarda il restauro di Porta Castello vi sara' invece un contributo da parte del Lions club dell'Aquila. La struttura del'ex mattatoio viene concessa dal Comune dell'Aquila alla Direzione regionale per i Beni culturali, in comodato gratuito, per il trasferimento del Museo nazionale d'Abruzzo fino al termine necessario per il recupero della storica sede del Castello Cinquecentesco. «Tutti gli interventi restaurativi sui monumenti - ha dichiarato l'assessore alla Ricostruzione del Patrimonio artistico Vladimiro Placidi - verranno realizzati con fondi accreditati presso la struttura del vice commissario ai Beni culturali. Si tratta di interventi importanti che consentiranno, come nel caso del recupero di Porta Castello e di Porta Napoli, non solo il ritorno alla loro fruibilita' ma anche un adeguamento in termini di viabilita', con conseguente ripristino delle arterie chiuse a seguito del sisma».
«Per quanto riguarda la struttura del'ex mattatoio - ha proseguito l'assessore - il suo recupero avverra' grazie a un cospicuo contributo, per complessivi 5 milioni di euro, da parte della societa' Invitalia, che curera' la ristrutturazione e il successivo allestimento del museo. In questo modo si avra' un primo progetto integrato di restauro per la zona delle 99 Cannelle, dove e' in corso il recupero della Fontana monumentale e della porta Rivera da parte del Fai e dove, grazie a fondi Arcus (spa dei Ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture), richiesti dalla Direzione regionale per i Beni culturali, si potranno restaurare anche la chiesa di San Vito e il tratto delle mura medievali comprese tra porta Rivera e la stazione ferroviaria. Avremo cosi' - ha concluso l'assessore Placidi - una prima porzione di centro storico completamente fruibile per cittadini e turisti».

08/05/2010 9.46