Inchieste crolli: almeno due istanze per trasferire i processi fuori L’Aquila

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Slitteranno le prime due udienze preliminari nei processi per i crolli del terremoto aquilano (Convitto e casa dello studente). Il tribunale infatti dovrà attendere le decisioni della Cassazione attivata da due istanze che si pongono l’obiettivo di trasferire il processo ad altro tribunale.





L'AQUILA. Slitteranno le prime due udienze preliminari nei processi per i crolli del terremoto aquilano (Convitto e casa dello studente). Il tribunale infatti dovrà attendere le decisioni della Cassazione attivata da due istanze che si pongono l'obiettivo di trasferire il processo ad altro tribunale.


La prima udienza, e' quella del 17 maggio con il Convitto nazionale, un crollo che costo' la vita tre minorenni.
L'avvocato che difende il preside Livio Bearzi, Paolo Guidobaldi, ha presentato stamane nell'ufficio del Gup il ricorso per Cassazione.
«Il mio cordoglio - ha detto Guidobaldi - va a tutte le famiglie che hanno perso i cari nel terribile terremoto, la citta' non meritava tutto questo ma ci sono degli aspetti che devono far riflettere sul clima oggettivamente poco sereno che esiste in citta' soprattutto dovuto alle legittime aspirazioni di coloro che hanno avuto lutti».
Il ricorso e' composto di 29 pagine "ricche" di articoli di giornale, atti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) varie ordinanze della Presidenza del Consiglio dei ministri, dichiarazioni di esperti geologi ma anche di normative che scagionerebbero i due indagati per il crollo del Convitto nazionale.
«Si tratta di un ricorso articolato - ha detto ancora Guidobaldi - in cui nulla viene tralasciato. Si va dal declassamento della pericolosita' sismica dell'Aquila al coinvolgimento personale sulla tragedia che ha colpito tutti, me compreso per questo io mi faro' affiancare dal collega di Roma, l'avvocato Alfredo Iorio. Nel ricorso abbiamo riportato anche la questione sul presunto mancato allarme da parte della Commissione grandi rischi ma anche le dichiarazioni del Procuratore capo della Repubblica sulle infiltrazioni malavitose nell'ambito della ricostruzione post-terremoto. Insomma abbiamo inserito una serie di elementi - ha detto l'avvocato Paolo Guidobaldi - che inducono a riflettere sulla serenita' non solo del luogo in cui il processo si dovrebbe tenere ma anche delle persone. Se il processo puo' essere celebrato lo decidera' la Suprema Corte, noi accetteremo serenamente ogni decisione».
Anche per quanto riguarda l'udienza preliminare sul crollo della Casa dello studente, il 28 maggio, e' certo che alcuni imputati, quelli che fanno capo al pool di avvocati con in testa il decano Attilio Cecchini e il collega Angelo Colagrande, non intendono fare marcia indietro sulla presentazione della richiesta per i loro assistiti di ricorrere in Cassazione che decidera' se lasciare i fascicoli all'Aquila oppure trasmetterli ad altro tribunale che secondo alcuni legali non potrebbe essere che quello di Campobasso mentre secondo altri questa designazione non e' scontata.
07/05/2010 16.01