Terremoto, Chiodi: «siamo caduti nella trappola della burocrazia»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Il problema di cui pochi parlano ma che è serio, è quello della trappola della burocrazia nella quale, secondo me, noi siamo caduti».


Lo ha detto il commissario delegato alla ricostruzione, Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, esaminando gli elementi che ancora non fanno decollare la ricostruzione nella zona del cratere del terremoto.
In particolare, le procedure burocratiche necessarie per sbloccare i fondi che devono essere attivate e completate dalla classe dirigente pubblica degli enti locali sui quali è ricaduta la responsabilità dopo il passaggio di consegne tra la Protezione civile, che ha gestito l'emergenza, e il commissario per la ricostruzione.
«Per la verità non è una cosa insolita perché è successo anche nel terremoto delle Marche e dell'Umbria - ha continuato il commissario -, tanto è vero che quei cittadini sono più traumatizzati dalla burocrazia che hanno dovuto sostenere e sopportare dopo, che del terremoto stesso. Quindi noi siamo caduti in questa trappola anche perché nella prima fase c'é stata una dedizione straordinaria da parte di tutti gli enti e le istituzioni, senza guardare orario, ruoli, compiti, compensi, oggi temo di vedere riemergere nell'ambito degli enti che si occupano di questa fase della ricostruzione un ritorno alla normalità procedurale».
In questo senso Chiodi ha lancia un messaggio a classe dirigente ed impiegati.
«Non è ancora il tempo della normalità, è il tempo della emergenza, della straordinarietà, non si deve rischiare di perdere lo spirito che nei primi tempi si è registrato da parte di tutti, e devo ringraziarli. Noto però alcuni vizi che sono tipici della pubblica amministrazione».
Chiodi si è poi pronunciato a favore della probabile nomina del prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli come vice del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso: «il fatto che il prefetto Gabrielli, che è a conoscenza benissimo di quella che è la realtà aquilana, si possa occupare da Roma delle problematiche anche aquilane e sostenere il commissario governativo è estremamente positivo. E' una persona operativa che conosce molto bene ogni questione legata al terremoto».
«Da Roma il sostegno non è mai venuto meno», ha aggiunto il presidente, «le attenzioni da parte degli Enti dello Stato, della protezione civile non possano diminuire minimamente, non è che finito l'impegno in prima persona possa esserci un disimpegno, anche perché - ha concluso Chiodi - io sono commissario governativo quindi il Governo è presente».
Parlando poi delle macerie il commissario ha spiegato che il problema sta andando verso una risoluzione completa: «stiamo liberando dalle macerie le piazze e le vie pubbliche della città, tra l'altro è la seconda volta che lo facciamo, le macerie ora non dovranno essere mai più messe nei luoghi pubblici, ma dovranno essere avviate a smaltimento come fanno le imprese normali».
Chiodi ha ribadito che «le e piazze saranno liberate una volta per tutte, e lo erano già state una volta».
«Il governo lo sta facendo, la terza non deve accadere, non c'é nessuno motivo per cui debbano essere occupate le piazze e le strade pubbliche. Per le demolizioni le imprese che seguiranno i lavori, avranno l'obbligo di separare i materiali e poi di andarli a conferire, noi dovremo semplicemente facilitare il percorso per il conferimento».
Intanto il sindacato di categoria Confservizi-Cispel Abruzzo che raggruppa le società pubbliche del cratere del terremoto ha inviato una richiesta ufficiale di incontro al commissario delegato per ricostruzione, e al vice, Massimo Cialente.
Nel confronto sarà denunciata la drammatica situazione in cui versano, a causa del terremoto che ha determinato minori entrate e maggiori servizi, aziende come Arpa, Gran Sasso Acqua Spa, Azienda territoriale per l'edilizia residenziale (Ater) dell'Aquila, Azienda per la mobilità aquilana Spa (Ama), azienda società multiservizi (Asm) del Comune dell'Aquila, Istituzione centro servizi per anziani, azienda farmaceutica municipalizzata (Afm) del Comune dell'Aquila, Servizi elaborazione dati Spa e Centro turistico del Gran Sasso Spa.
Nei giorni scorsi è stato lanciato l'allarme relativo a circa 1200 posti a rischio.
Un folto gruppo di dipendenti è anche sceso in piazza.
«Una soluzione della grave problematica non può essere più rinviata - ha spiegato Il presidente di Confervizi Cispel Abruzzo, Venanzio Gizzi -. Bisogna intervenire al più presto ci sono aziende, come quella della gestione dell'acqua, che hanno avuto un calo del fatturato del 40% con costi di gestione aumentati per le condizioni che si sono create con il sisma».

300 STUDENTI ALLA CASERMA CAMPOMIZZI


I primi di maggio, invece, circa 300 studenti universitari aventi diritto entreranno in possesso degli alloggi nella caserma Campomizzi: il 28 aprile l'agenzia del Demanio dello Stato consegnerà all'azienda per il diritto allo studio universitario dell'Aquila i primi due corpi assegnati secondo la convenzione firmata nei mesi scorsi.
Con l'ingresso degli studenti riaprirà la mensa e quindi la società che ha vinto l'appalto potrà far tornare al lavoro le persone messe in cassa integrazione.
Nella mensa andranno anche gli studenti del vicino polo di via Di Vincenzo. Nella caserma Campomizzi rimangono circa 150 terremotati; man mano che saranno riallocati nelle case originarie, sarà consegnata la restante parte degli alloggi.
Gli studenti sarebbero dovuti entrare entro lo scorso 22 marzo, una scadenza saltata perché la struttura non è stata consegnata. Il fatto ha provocato anche polemiche.
«I 300 ragazzi che rientrano - ha spiegato il commissario dell'Agenzia per il diritto allo studio, Francesco D'Ascanio - vedranno soddisfatte per intero le richieste manifestate nel bando sono un segnale non solo di soddisfacimento delle esigenze, ma soprattutto per il prossimo anno accademico. A luglio infatti faremo il bando per i 400 posti in graduatoria».
Si è conclusa, invece, la fase preliminare di messa in sicurezza di palazzo Farinosi-Branconi, sede provvisoria della Regione Abruzzo, all'Aquila.
Gli interventi sono stati illustrati all'interno dei locali dalla squadra di restauro, diretta da Fernanda Falcon Martinez, insieme con il project manager Liborio Fracassi.
Il primo intervento di restauro, dopo il sisma del 6 aprile 2009, ha comportato un impegno maggiore da parte dei tutti gli operatori coinvolti.
«Abbiamo lavorato in condizioni disagiate - ha spiegato la dottoressa Falcon Martinez - dove i complessi problemi di intervento sulle opere danneggiate imponevano prontezza e una buona capacità organizzativa».
Per mettere in sicurezza gli ambienti maggiormente danneggiati sono state eseguite delle puntellature dei soffitti lignei, mentre alcuni ambienti all'interno delle sale sono stati attrezzati con scaffalatura per l'immagazzinamento sistematico degli affreschi e del materiale raccolto.
Interventi condotti anche sul vicino Casino Branconi, costruzione squadrata che si trova lungo la via parallela alla facciata della chiesa di San Silvestro,che ha riportato gravi lesioni ed e stata messa in sicurezza con un massiccio puntellamento.
Gli affreschi di scuola raffaellesca hanno subito gravi danni, ma sono ancora sulle pareti.

21/04/2010 15.13