Sonora bocciatura per la cittadinanza onoraria a Bertolaso. Comitati esultano

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4402

Sonora bocciatura per la cittadinanza onoraria a Bertolaso. Comitati esultano
L'AQUILA. La cittadinanza a onoraria a Guido Bertolaso viene bocciata dalla Commissione Statuto e regolamenti del Comune dell'Aquila. *«IL GOVERNO NON PROROGA L'ESENZIONE AUTOSTRADALE PER I TERREMOTATI» *REVOCATO SEQUESTRO DI UNA PRIMA CARRIOLA
Ieri la Quarta Commissione, presieduta dal presidente Giuseppe Bernardi era stata chiamata ad esaminare la proposta trasmessa dalla Giunta.
A sostenere la cittadinanza onoraria a Bertolaso alla fine c'erano solo i consiglieri Verini e Tinari (Rialzati L'Aquila).
Così la votazione è finta con 14 no e 2 si' e con l'astensione di Luigi D'Eramo (La Destra).
Per il centrosinistra la proposta era «improponibile e non solo per il coinvolgimento del Capo della protezione civile in alcune inchieste giudiziarie».
«Abbiamo ribadito - ha detto il consigliere Angelo Mancini (Idv) - la nostra contrarietà all'operato svolto da Bertolaso».
In particole all'Idv non sono piaciute le scelte adottate, «scelte nelle quali la città, soprattutto alcuni mesi dopo il sisma, non e' stata minimamente coinvolta».
La notizia è stata accolta positivamente da parte dei rappresentanti di quei comitati cittadini sorti all'indomani del terremoto del 6 aprile 2009, tra tutti il "3e32".
«Sembra giusto da parte di un organo consiliare prendere una decisione di questo tipo - spiega Sara Vegni - e questo per due motivi: da una parte riservare un riconoscimento di questo tipo ad una sola persona significherebbe escludere tutto quel sistema di volontari che ha lavorato nelle prime fasi dell'emergenza; la seconda ragione - prosegue Sara Vegni - è che l'assistenza alla popolazione cittadina rappresenta un diritto e non qualcosa che più volte è passato come un 'regalo' da parte del Governo e della Protezione civile»".
Le valutazioni di Sara Vegni si estendono anche al ruolo del consiglio comunale: «Con una disposizione come questa - dichiara - il consiglio ha dimostrato di saper decidere in maniera autonoma e sapersi ritagliare quella parte politica e decisionale che gli era stata preclusa all'indomani del terremoto».
Rimbalza intanto tra i social network la notizia con numerosi commenti divisi tra la solidarietà a Guido Bertolaso e l'approvazione della scelta della quarta Commissione.
Intanto la città prova lentamente a mettersi in moto e c'é preoccupazione da parte della Confcommercio dell'Aquila, a fronte dei ritardi nel reinsediamento delle attività commerciali nel centro storico devastato dal sisma del 6 aprile.
«Sono oltre 850 complessivamente l aziende del centro storico che attendono di poter tornare nella loro sede, e per questo ci vorranno anni», ha spiegato Roberto Donatelli, presidente di Confcommercio L'Aquila, intervenuto in una mobilitazione alla Villa comunale, contestualmente alla discussione in Consiglio regionale, delle modifiche alle nuove norme in materia di Commercio e disposizioni per favorire il superamento della crisi nel settore del commercio. «Altre 300 aziende - ha proseguito Donatelli - hanno trovato una nuova sistemazione nei nuclei industriali periferici, ma sono a centinaia le attività che non riescono a ripartire».
L'Italia dei Valori chiede invece di fare chiarezza sugli appalti della ricostruzione: «è ancora buio», ha detto ieri Camillo Sulpizio (Idv).
In Consiglio regionale «Chiodi non ha risposto alla nostra interrogazione del 17 febbraio con la quale avevamo chiesto di conoscere se ed in quali casi non siano stati rispettati i termini di bandi e capitolati sull'inizio e l'ultimazione dei lavori e l'importo e le motivazioni delle eventuali penali applicate - dice l'esponente dipietrista - Il fattore urgenza ha determinato un enorme aggravio di costi ed oggi è doveroso far conoscere se i termini di ultimazione sono stati rispettati e se sono state applicate penali. Chiodi ha riferito di aver girato la richiesta da oltre un mese, senza tuttavia ricevere nessuna risposta. Evidentemente è utile non far sapere per poter continuare a dare liberamente i numeri al lotto su cifre, tempi e costi della ricostruzione, ma è solo un problema di tempo. Le verità verranno tutte a galla».
Ma la risposta arriva direttamente dalla Protezione Civile secondo la quale i costi per la realizzazione del 'Progetto C.a.s.e' - le abitazioni antisismiche costruite a L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile - sono «ampiamente entro gli standard di mercato».
Il dipartimento ricorda che il costo totale è stato di 792 milioni. «Di questi, meno di 10 milioni sono relativi alle spese tecniche e di gestione del progetto, poco più dell'1%, contro il 10% che rappresenta lo standard per opere di questo impegno».
Per quanto riguarda invece gli edifici - prosegue il Dipartimento - il costo è di circa 1.320 euro/mq iva esclusa, «importo di poco superiore ai prezzi di mercato (1.100/1.300 al mq). Costo che è ottenuto con riferimento a quella che normalmente è definita come superficie commerciale, che tiene conto anche delle superfici di ballatoi e scale e altre parti comuni e, soprattutto, dei posti auto».
Per forniture e arredi sono stati spesi per ogni appartamento in media 12.745 euro iva esclusa, una cifra «che si colloca nella fascia bassa dell'intervallo di mercato stimabile tra i 10mia e i 20mila euro al mq). Per quanto riguarda le opere di urbanizzazione, il costo totale di 93,7 milioni va ripartito sulla superficie complessiva interessata dagli insediamenti e dalle opere di urbanizzazione ad essi esterne. Pertanto - dice il Dipartimento - l'incidenza risulta pari a circa 60 euro al mq, che rientra nei costi di mercato».
Costi che comprendono anche la sistemazione delle aree verdi per un totale di 62 ettari.

21/04/10 9.32

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK



[pagebreak]
«IL GOVERNO NON PROROGA L'ESENZIONE AUTOSTRADALE PER I TERREMOTATI»


L'AQUILA. I terremotati dovranno presto tornare a pagare l'autostrada. Lo ha annunciato l'onorevole Giovanni Lolli che ieri ha ricevuto una risposta dal Governo alla sua interrogazione presentata nei giorni scorsi.
«Il governo», spiega Lolli, «ha confermato ufficialmente l'intenzione di non prorogare tale esenzione. Non posso non sottolineare quanto l'ultima breve proroga prevista fino al 31 Marzo sia stata concessa a ridosso delle elezioni provinciali superate le quali, evidentemente,  per il Governo è venuto meno l'interesse a venire incontro alle esigenze di circa 6000 cittadini sfollati sulla costa
La gran parte di questi cittadini è proprietaria di una casa distrutta dal terremoto ed ha, quindi, diritto ad un alloggio che non gli è stato concesso per il grave errore della Protezione Civile che ha predisposto un numero inferiore di case in relazione agli aventi diritto»
Il deputato del Partito Democratico ricorda che ogni giorno migliaia  di cittadini terremotati devono tornare a proprie spese verso L'Aquila con le loro auto.
«Questa condizione in cui i terremotati aquilani sono costretti da errori della Protezione Civile è tenuta in così scarsa considerazione dal Governo che non vuole fare nemmeno lo sforzo di evitargli questa ulteriore spesa».
Entro il 30 aprile, invece, dovranno essere presentati i documenti necessari a corredo delle richieste di contributo per la riparazione o ricostruzione, pervenute per posta o per corriere.
Lo ha reso noto il servizio Emergenza e Ricostruzione del Comune dell'Aquila.
L'ufficio in questione ha infatti rilevato che numerose domande giunte a Fintecna o agli uffici comunali per ottenere i fondi per la riparazione o la ricostruzione di immobili B o C sono totalmente prive, o comunque incomplete, di documenti essenziali ai sensi delle ordinanze che si sono succedute e della cosiddetta "check list" pubblicata sul sito internet di Fintecna. Affinche' le richieste possano essere accettate, tali documenti dovranno essere prodotti dagli interessati entro la fine del mese. In caso contrario, la domanda di contributo sara' respinta.
Non si placano, invece, le ire del consigliere comunale Roberto Tinari (Dca- Rialzati L'Aquila) sulla logica seguita dall'amministrazione comunale dell'Aquila per gli insediamenti dei complessi antisismici, Case o Map.
«A febbraio - ricorda - avevo denunciato il fatto che centinaia di famiglie si erano viste espropriare terre su terre per la realizzazione degli alloggi a beneficio dei senza tetto, senza pero' avere nessun tipo di aiuto per l'assegnazione di tali case. E il problema ancora non si risolve. Oggi - osserva - mi accorgo che il Comune ha emesso un provvedimento per la vendita di una ventina di lotti di terreno di sua proprietà. Ettari ed ettari che vengono offerti ai privati. Il tutto, mentre il sindaco Massimo Cialente chiede ulteriori 500 Map, il che vorrà dire altri espropri e tante altre famiglie concittadine che si vedranno private delle terre e che verranno indennizzate chissà quando. Ma non era meglio utilizzare una parte delle proprieta' che ora la Municipalità vuole vendere per la realizzazione dei nuovi Map, evitando gli espropri?»

21/04/10 9.55
[pagebreak]

REVOCATO IL SEQUESTRO DI UNA PRIMA CARRIOLA

L'AQUILA. Il Tribunale del riesame, con due giorni di anticipo, ha dissequestrato la prima delle tre carriole sequestrate il 28 marzo in occasione della mobilitazione promossa nel giorno delle elezioni amministrative.
I tre verbali di sequestro, redatti quel giorno, ipotizzavano due violazioni: manifestazione non autorizzata e vietata perché considerata riunione di propaganda elettorale.
In sostanza l'atto di dissequestro, della carriola è basato sul fatto che «gli oggetti sequestrati non abbiano alcuna giuridica attinenza con il predetto reato - come si legge nell'atto di dissequestro - riferibile unicamente alla presenza fisica di persone, in un luogo pubblico, per partecipare a manifestazione non autorizzata. Ritenuto che gli oggetti - si legge ancora - non siano né corpi di reato né cose pertinenti al reato e, dunque, debbano essere restituiti ai legittimi proprietari».
La notizia ha fatto letteralmente impazzire i social network, con numerosi commenti di solidarietà nei confronti di Antonio Di Giandomenico, nei confronti del quale è stato stilato il verbale.
Lo stesso Di Giandomenico, domenica 28 aveva dato lettura pubblica dell'atto di sequestro nel tendone del presidio di piazza Duomo, affermando peraltro di non essere lui il proprietario della carriola.
Nei prossimi giorni si deciderà per le altre due carriole.



21/04/10 10.41