Prefetto Gabrielli contro il settimanale Left: «falsità e ignoranza»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Una denuncia alla Procura della Repubblica dell'Aquila nei confronti del periodico 'Left' sarà presentata nei prossimi giorni dal prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli. LEFT: «STRANO CHE PRIORITA' DI GABRIELLI SIANO LE QUERELE»
Il prossimo vice di Guido Bertolaso non ha gradito un articolo pubblicato sull'ultimo numero del giornale dal titolo: 'Un Prefetto successore', sottotitolato 'Biografia non autorizzata di Franco Gabrielli, il poliziotto che succederà a Bertolaso come capo della protezione civile'.
Per il rappresentante del Governo dell'Aquila l'articolo sarebbe il concentrato di «sommatorie, falsità, non conoscenza della legge, di preconcetti», il tutto scritto per «sostenere in termini diffamatori che il prefetto avrebbe sottaciuto per conseguire un vantaggio di carriera, di succedere a Guido Bertolaso.
Nella denuncia, ha detto Gabrielli, «prendiamo in esame tutte queste falsità, marchiane ignoranze della legge».
Il prefetto prende in esame un passo dell'articolo secondo cui non avrebbe vigilato sull'operato del commissario Bertolaso e che sarebbe stato dimezzato dalle funzioni dalla Dicomac: «Dal 1992 la legge 225 non riferisce al prefetto nessun compito nella gestione delle emergenze - ha detto Gabrielli - se non nella fase immediatamente precedente alla nomina del Commissario. Dal primo maggio il Prefetto e' stato vicecommissario vicario - ha proseguito Gabrielli - e ha svolto un ruolo molto più pregnante di quanto la legge riferisca al soggetto prefetto».
Grabielli ha indicato un passaggio in cui il gran da fare da parte delle forze dell'ordine non sarebbe andato di pari passo con il lavoro del prefetto: «Tutti gli atti che sono stati compiuti dalle forze di polizia nei confronti dei cantieri del progetto Case- ha detto ancora Franco Gabrielli - sono stati fatti su decreti del prefetto dell'Aquila, e sull'ordinanza di protezione civile che in qualche modo ha reso non perserguibili le ditte subappaltatrici che non avevano ottenuto la preventiva autorizzazione. Ne sarebbe disceso un allentamento dei controlli ma è falso. Da quella data al contrario si sono avuti il maggior numero dei controlli, nell'articolo - ha proseguito il prefetto dell'Aquila - si dice pure che io non avrei sfruttato i poteri eccezionali inseriti nel decreto Abruzzo».
E ha aggiunto: «Anche qui tutto ciò non è vero, il Decreto Abruzzo non conferisce particolari poteri al prefetto; le certificazioni antimafia vengono prodotte dai prefetti che si trovano nelle sedi legali delle società che partecipano agli appalti. I poteri particolarmente invasivi realizzati sono il frutto delle cosiddette linee guida pubblicate in Gazzetta ufficiale l'8 luglio, frutto dell'interlocuzione tra il prefetto e il Comitato per l'alta sorveglianza alle grandi opere. Il prefetto e' andato oltre ed è riuscito a ottenere che nelle linee guida in cui sono stati stipulati i contratti con le ditte che hanno vinto gli appalti, fosse contenuto l'obbligo del codice identificativo del provvedimento per la tracciabilità dei flussi del denaro».
L'articolo si conclude con una sentenza del giovane Lolli.
«Io dico al giovane Lolli - ha concluso il prefetto dell'Aquila - che da figlio di operai ho sempre diffidato di due categorie di persone: quelle che parlano per slogan e quelle che fanno i rivoluzionari avendo le spalle coperte».
Gabrielli ha anche precisato che le carriole non le ha sequestrate lui ma «è stato un provvedimento di polizia giudiziaria, il prefetto ha solo dato indicazioni che la manifestazione non si poteva svolgere per disposizioni di Legge e questo è stato detto per tempo per far capire che fare l'iniziativa non avrebbe spostato nulla ma era soltanto una sorta di rispetto di un principio che in questo Paese e' sempre valso dai tempi di Peppone e don Camillo che il silenzio elettorale va rispettato».
«Giocare dietro l'equivoco che quella non era una manifestazione elettorale è un esercizio abbastanza sterile - ha proseguito Gabrielli - e infine non mi pento assolutamente e lo ribadisco che chi dileggia un'assemblea elettiva e le più alte cariche dello Stato in un'assemblea convocata per commemorare delle persone morte, e' un cialtrone»

20/04/2010 15.10

3E32: «SOLIDARIETA' AI GIORNALISTI DI LEFT»

Il comitato 3e32 esprime solidarietà ai giornalisti che hanno scritto l'articolo contestato.
«Nella conferenza stampa – continua il comitato - il Prefetto si e' scagliato anche contro il nostro Mattia Lolli, reo di essere figlio di un deputato: Ma cosa avrebbe detto il giovane Lolli - si chiede il 3e32 - per meritarsi una reprimenda personale addirittura da un Prefetto (ma era mai successo in Italia)? Lolli ha semplicemente ricordato che in un incontro del giugno 2009, il Prefetto si era impegnato a consentire senza alcuna limitazione libere assemblee dei cittadini nelle tendopoli e distribuzione di volantini. Come del resto la Costituzione prevede tra i diritti fondamentali. E che detto impegno non e' stato onorato. Il Prefetto - prosegue la nota - potrebbe o smentire che non fu preso da parte sua nessun impegno (ma ci sono almeno una decina di presenti all'incontro che possono confermare) o che l'impegno di libere assemblee e' stato onorato (ma ci sono ore di filmati che documentano l'impossibilita' di tenere assemblee e distribuire volantini nelle tendopoli). Ci chiediamo quindi, cosa c'entra l'albero genealogico?»
21/04/10 7.35

LEFT: «STRANO CHE PRIORITA' DI GABRIELLI SIANO LE QUERELE»


L'AQUILA. «Martedì, con grande stupore, abbiamo scoperto che la notizia eravamo noi. Il prefetto di L'Aquila Franco Gabrielli, il 20 aprile, convoca una conferenza stampa dedicata al nostro settimanale».
A parlare è la redazione del settimanale 'Left' «reo - si legge in una nota -di avere pubblicamente criticato il suo operato, di aver riportato alcune sue dichiarazioni sprezzanti sul movimento delle carriole, di aver messo in dubbio l'opportunità di una sua nomina a vicecapo della Protezione civile».
L'articolo è stato scritto da Manuele Bonaccorsi, redattore di Left, e Angelo Venti, collaboratore, nonchè responsabile del presidio di Libera Abruzzo.
«Non conosciamo i contenuti della querela», dicono dal giornale. «Della sua esistenza siamo venuti a conoscenza dalle agenzie. Dunque non riteniamo utile rispondere ad accuse fumose e urlate. E' pero' irrituale che un rappresentante del governo, in un territorio come quello aquilano, trovi prioritario produrre querele. E diffonderle a mezzo stampa prima che gli interessati ne siano venuti a conoscenza. Per molto meno Berlusconi avrebbe gridato al golpe (come minimo ci aspettiamo la sua solidarieta'). Noi, che di mestiere facciamo i giornalisti - conclue la nota - ci siamo limitati a diffondere l'informazione».
Intanto il settimanale pubblica una serie di firme in segno di solidarieta' con Left: Paolo Butturini, Stampa Romana; Giorgio Santelli, Articolo 21; Leoluca Orlando, Idv; Alberto Spampinato, Ossigeno per l'informazione; Roberto Morrione, presidente di Libera Informazione; Antonio Jiritano, Rdb Vigili del Fuoco; Comitato 3e32 L'Aquila; Simone Oggionni, Giovani Comunisti Prc. I contributi interi saranno pubblicati nel nuovo numero di Left in edicola domani.
23/04/10 9.34