Le carriole tornano in centro, tra cultura e richiesta di lavoro

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Le carriole sono tornate nella città martoriata dal sisma nell'ottava settimana di fila. Omaggio anche alla Giornata mondiale del Libro. * IL «MIRACOLO» DEL PROGETTO C.A.S.E IN UN CONVEGNO A PAVIA
Su e giù per strade e vicoli della zona rossa del centro storico dell'Aquila, per vedere in che stato sono ridotte le piazze a un anno dal terremoto: con carriole e pale, decine di cittadini hanno superato il varco dei Quattro Cantoni, questa volta con l'autorizzazione dell'ordinanza del sindaco.
Da qui, hanno raggiunto piazza San Pietro, una delle più antiche, ma anche una delle più devastate dal terremoto del 6 aprile 2009.
Qui, gran parte delle macerie sono state rimosse, grazie all'intervento dell'esercito e dei vigili del fuoco.
Le carriole hanno sfilato tra i vicoli stretti di via Rustici, per raggiungere via Garibaldi, piazza San Silvestro, piazza Chiarino e piazza Santa Maria Paganica, dove i vigili stanno lavorando per mettere in sicurezza la chiesa secolare.
C'é stato il tempo anche per arrivare in piazza San Flaviano, dove i manifestanti si sono confrontati sulla rimozione del materiale a rischio con i tecnici dell'Arta.
Poi, tutti a spalare in piazzetta del Sole, prima della consueta assemblea cittadina nel tendone del presidio permanente di piazza Duomo.
E la domenica appena trascorsa ha inaugurato anche un nuovo connubio: carriole e libri questi ultimi donati da cittadini e associazioni, per l'allestimento di una piccola biblioteca ad accesso libero all'interno del tendone tirato su come presidio permanente oltre due mesi fa.
L'iniziativa è stata realizzata in omaggio alla Giornata Mondiale del Libro del 23 aprile prossimo, ma mira anche a portare l'attenzione sulle tematiche del diritto allo studio, con i ritardi sui servizi mensa.
Di qui la scelta di aprire la giornata nel polo didattico universitario di Coppito, dove gran parte dei libri sono stati scaricati.
Una delegazione di manifestanti - studenti e docenti universitari, liberi professionisti ma anche persone non direttamente interessate al mondo universitario - ha avuto accesso nei vecchi locali della mensa di ateneo, ancora inagibili dal sisma.
«Insieme con le macerie, le carriole dovrebbero portare sempre libri - ha spiegato Anna Guerrieri, docente dell'area di matematica della facoltà di Scienze - in segno di condivisione della cultura in una città che vuole trovare motivi per risorgere».
Con lo spettro di una crisi finanziaria senza precedenti nelle aree colpite dal terremoto dell'aprile 2009, a causa delle entrate ridotte e dell'aumento del volume dei servizi, sono scesi in piazza anche centinaia di dipendenti di aziende partecipate ed ex municipalizzate.
La manifestazione è stata promossa dai rappresentanti Rsa dell'Azienda farmaceutica aquilana (Afm) Spa che gestisce anche i servizi cimiteriali cittadini, oltre a una scuola d'infanzia.
«Siamo preoccupati per il futuro occupazionale dei 600 dipendenti dell'azienda, una volta fiore all'occhiello della città», hanno denunciato i sindacati incontrando il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente a San Bernardino.
Accanto ai lavoratori Afm hanno sfilato delegazioni di lavoratori della Asm (Aquilana società multiservizi), del Centro turistico, del Sed (Servizio elaborazione dati) e dell'Ama (Azienda per la mobilità aquilana).
A tutti loro, Cialente ha detto: «stiamo lavorando in grande difficoltà, in quanto ancora non riusciamo a chiudere il bilancio comunale del 2009. Solo allora potremo dare delle risposte». Risposte e interventi immediati, senza i quali si rischia di perdere 1.200 posti nelle aziende partecipate operanti nel cratere del terremoto, secondo Confservizi-Cispel che paventa una crisi del settore pubblico in aggiunta a quella del privato.
Intanto martedì si terrà il convegno-dibattito organizzato da "6aprile2009.it" e dall'associazione culturale "22secondi", in collaborazione con l'Università degli Studi di Teramo.
Il convegno si svolgerà in località Colleparco (Teramo) presso la facoltà di Giurisprudenza, aula 8.
19/04/10 11.05

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IL «MIRACOLO» DEL PROGETTO C.A.S.E IN UN CONVEGNO A PAVIA


PAVIA. Ad un anno dal terribile sisma per la prima volta a Pavia ieri oltre 400 esperti da tutta Italia si sono riuniti per fare un primo bilancio sul cantiere più grande del mondo.
«Unico al mondo - e' stato detto - non solo per i tempi di realizzazione (nove mesi), ma anche per l'utilizzazione di volumi di calcestruzzo (219.000 metri cubi), di scavi (630.000 m³, una media di 15.000 al giorno), di 7328 isolatori, di costruzioni in legno (circa il 50% degli edifici), di acciaio utilizzato (32.745 tonnellate complessive, in media 260 tonnellate al giorno), di 7.000 operai impiegati.
«Un lavoro di squadra - ha commentato Gian Michele Calvi, Responsabile del progetto C.A.S.E. e presidente di Eucentre - che ha permesso di sperimentare un vero e proprio laboratorio a scala reale per la risoluzione del problema abitativo nella gestione post-emergenza, ma anche per l'utilizzo di tecnologie antisismiche e ad alto contenuto prestazionale, sia in termini energetici che di sostenibilita' ambientale».
Di 725,3 milioni di euro l'investimento complessivo per la realizzazione di 185 edifici, 4600 appartamenti che hanno ospitato 15.000 aquilani.
Quartieri di una piccola citta' con strade, giardini e sottoservizi costruiti in nove mesi.
Dei 725,3 milioni, 563,6 sono rappresentati dai costi degli edifici, 93,7 dai costi di urbanizzazione per il potenziamento, adeguamento e miglioramento della rete infrastrutturale de L'Aquila. Particolare attenzione è stata, inoltre, riservata agli spazi verdi: 62 ettari di terreno, 13.530 alberi piantumati, 31 aree gioco, 10 campi sportivi polivalenti, 3000 pezzi di arredo urbano.
55,5 milioni di euro sono stati destinati alla fornitura di arredi e complementi (12.745 per alloggio a fronte di costi di mercato che si aggirano tra i 10.000 e i 20.000 euro).
Sono infatti 4449 gli appartamenti completamente arredati, per un tempo di montaggio per edificio pari a 6 giorni.
Per garantire il superamento delle barriere architettoniche sono stati realizzati 165 ascensori esterni per un investimento pari a 3,1 milioni di euro.
L'incidenza delle spese tecniche e di gestione rappresenta, infine, l'1,31% del costo totale dei lavori, pari quindi a 9,4 milioni di euro.
Non sono mancate nei mesi scorsi, però, polemiche proprio sui costi di realizzazione di queste nuove cittadelle.
Per l'Ara, l'associazione per la ricostruzione dell'Aquila, ad esempio, i soldi sono stati spesi male e sarebbero stati sufficienti per sistemare «in tempi ridotti ad un terzo, 48 mila persone, ovvero l'intero fabbisogno, in circa 14 mila moduli abitativi provvisori (tipo abitazioni in legno o moduli removibili ad alto contenuto tecnologico del tipo A)».
Il costo medio al metro quadro di ciascun alloggio è di 2.380 euro che lievita però aggiungendo i costi di espropri che l'associazione stima in 6,5 mln di euro.
19/04/10 11.43

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news2/article.php?storyid=205]NOMI E CIFRE: TUTTO SUGLI APPALTI POST TERREMOTO[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/notizie/22560-Gestione-terremotati-Ara-1220-milioni-di-euro-spesi-male]ARA: 1200 MLN SPESI MALE[/url]

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