De Matteis(Mpa):«dubbi su ricostruzione».Cialente:«fastidioso come una zanzara»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Basta navigare a vista, adesso non ci sono più alibi», sostiene il vice presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo Giorgio De Matteis. Ma Cialente replica: «è patetico».


E' aperto lo scontro tra De Matteis e il sindaco dell'Aquila che ieri se ne sono dette di cotte e di crude. Se il primo ha fatto delle domande sullo stato della ricostruzione il secondo ha però risposto etichettando il vice presidente del consiglio in molti modi: dalla «zanzara fastidiosa» al «coro delle tragedie greche».
«Esiste - si è chiesto De Matteis - una visione strategica della città? Esiste un'idea complessiva su quello che deve essere il futuro della città? La complessità del problema non può essere affrontata a compartimenti stagni, oggi le attività produttive, domani la sanità, dopodomani le tasse, basta parlare ancora di emergenza e di estemporaneità degli eventi».
Per il vicepresidente della regione Abruzzo «l'architetto Fontana deve essere messo nella condizione di poter lavorare» e soprattutto «la struttura di missione ad oggi non ha ancora una sede non riesce a completare l'organico pur con queste mille difficoltà l'architetto Fontana è pronto all'elaborazione di proposte per una visione strategica frutto di una di una campagna di ascolto della città per andare oltre la città stessa per un confronto più ampio per raccogliere idee per la ricostruzione».
«Il vice presidente De Matteis sta diventando un pò patetico», ha replicato Cialente. «Ha convocato l'ennesima conferenza stampa per riempirsi la bocca di frasi sconnesse, di verità infondate e di accuse senza capo nè coda. E' proprio un pò noioso questo suo commentare, come il coro delle tragedie greche, quello che gli altri fanno, quello che dovrebbero fare, riposato dai 46 giorni di ferie di cui ha potuto recentemente godere».
Secondo Cialente, De Matteis «sta assumendo il comportamento un pò fastidioso di una zanzara, bacchettando Commissario, Vice Commissario, Governo e chi più ne ha ne metta».
«Gli rispondo per l'ennesima volta, ma l'ultima. I cittadini sono ben consapevoli della latitanza di De Matteis, sia prima del terremoto e ancor di piu' dopo il sisma. Non una proposta, non un contributo fattivo, ma solo una trafila di inutili chiacchiere e polemiche delle quali la gente è stanca. Con il Governo c'è stata e c'è ancora la massima collaborazione istituzionale. Quando c'è stata la necessità di alzare la voce, come nel caso dell'ampliamento del numero degli alloggi con la costruzione dei Map, non mi sono tirato indietro, nè l'ho fatto per richiamare l'esecutivo ad un senso di responsabilità, come nel caso della rimozione delle macerie, operazione che la Municipalità non ha mai ostacolato. Con il ruolo istituzionale che ricopre il ice Presidente De Matteis - secondo Cialente - avrebbe potuto almeno evitare il pasticcio del prezziario regionale, avrebbe potuto risolvere le questioni dell'ospedale nel modo migliore e, in generale, avrebbe potuto lavorare affinchè L'Aquila potesse avere una maggiore considerazione nel periodo più triste degli ultimi 300 anni della sua storia. Ma la lontananza di De Matteis dalla città ha prodotto il suo totale fallimento in qualunque obiettivo. Quanto al tavolo delle Associazioni di volontariato, De Matteis giunge ancora un volta in ritardo. Lo stesso è già stato convocato da tempo e sta ben lavorando».
Intanto è stato firmato dal Commissario Delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi il decreto n. 6 a rettifica del precedente decreto n. 3 dove nell'art. 2 venivano indicati i termini e le modalità per effettuare gli interventi nei centri storici dei Comuni danneggiati dal sisma.
Il nuovo decreto fissa per i sindaci del cratere il termine di 30 giorni per la predisposizione dei piani di ricostruzione dei centri storici e la definizione degli obiettivi di indirizzo strategico per la ripianificazione del territorio comunale.
La scadenza decorre dalla data di pubblicazione del decreto sul sito della Regione Abruzzo nella sezione "ricostruzione".
Sempre ieri, inoltre, è stata presentata una denuncia tesa a verificare se il quartiere aquilano della Banca d'Italia sia o meno nella 'zona rossa' e, di conseguenza, per conoscere i diritti in riferimento all'assegnazione degli alloggi del progetto C.A.S.E..
A presentare la denuncia alla Procura della Repubblica del capoluogo abruzzese sono stati 12 abitanti del quartiere che si trova nelle vicinanze di via XX Settembre, tra le più devastate dal sisma del 6 aprile dello scorso anno.
Gli abitanti protestano da quando via XX Settembre non è stata più considerata dal Comune 'zona rossa'. Uno dei motivi di scontro è stata l'esclusione di alcune famiglie dalla graduatoria del progetto C.A.S.E. riservata a coloro che abitavano in case classificate 'E' dopo il terremoto o, appunto, a quanti prima vivevano in quella che ora è la 'zona rossa'.

09/04/2010 9.33