Ricostruzione leggera, «ogni mese di ritardo ci costa 6 mila euro a famiglia»

Alessandro Biancardi

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Ricostruzione leggera, «ogni mese di ritardo ci costa 6 mila euro a famiglia»
L'AQUILA. La ricostruzione leggere stenta a decollare. Non solo disagi per i cittadini che non possono tornare nelle loro abitazioni ma anche costi a carico dello Stato che lievitano giorno dopo giorno. * ASPETTANDO IL 6 APRILE, TRA INIZIATIVE E POLEMICHE
Per ogni mese di ritardo un nucleo familiare di 4 persone costa allo stato 6.500 euro in sistemazione alberghiera. E' questa la stima che fa Gianni Leonio del comitato Ara, Associazione Ricostruzione Aquila.
Una spesa non indifferente se si calcola che dopo un anno dal terremoto è sufficiente percorrere le strade della città per verificare che i cantieri aperti per la ricostruzione “leggera” (edifici di esito agibilità “B” e “C”) sono ancora alla fase iniziale.
«Progettisti , imprese e pubblica amministrazione si rimpallano le responsabilità di tale situazione», spiega Leonio.
Chi ne fa le spese sono gli aquilani, che non riescono a rientrare nelle loro abitazioni, e le finanze pubbliche che devono sopportare costi esorbitanti per lʼassistenza agli sfollati, togliendo risorse alla fase della ricostruzione pesante.
L'ultimo report sulla popolazione assistita parla di 4.461 persone che vivono ancora negli alberghi, 770 in caserme, 892 in appartamenti privati, 27.316 in sistemazione autonoma, 14.642 negli alloggi del Progetto C.a.s.e e oltre 1800 nei map.
Tra queste ci sono 2898 persone che dal 6 aprile scorso non hanno più fatto ritorno a L'Aquila ma vivono tra la costa pescarese, teatina e teramana.
«C'è stata una notevole sottovalutazione dei tempi necessari alla ricostruzione leggera», spiega ancora Leonio.
«Le autorità addirittura speravano di poter far rientrare i proprietari allʼinizio della scorsa stagione autunnale».
I primi mesi sono stati impiegati quasi esclusivamente per le attività connesse al progetto Case e per l'organizzazione di eventi (G8 in primis) i cui effetti, secondo l'avvocato, «erano stati largamente sopravvalutati».
«Si è assistito ad una notevole dilatazione dei tempi necessari alla approvazione delle domande di contributo», continua Leonio, «a causa delle continue modifiche che, inizialmente, contemplavano un iter procedurale molto più snello».
Al momento la situazione è ingolfata, sarà difficile snellire tutto in tempi brevi e soprattutto concludere con rapidità le situazioni meno gravi.
La burocrazia adesso è un freno a mano tirato.
Sono frequenti i casi in cui vengono richieste chiarimenti ed integrazioni alle domande di contributo per poche centinaia di euro, con allungamento dei tempi di almeno due mesi; domande presentate alla fine del mese di ottobre non hanno ancora ricevuto la definitiva approvazione.
«Per l'affidamento dell'incarico di valutazione delle domande di contributo a Reluis, Cineas e Abruzzo Engineering», continua Leonio, «sono finora stati stanziati, con diverse ordinanze, 13,8 milioni di euro, con un onere medio di 1.380 euro a pratica (sono state finora presentate circa 10.000 domande), senza contare i costi sostenuti per il personale amministrativo del Comune»
Ma non sono da sottovalutare, secondo l'avvocato, neppure gli effetti economici futuri delle modalità con cui viene attuata la ricostruzione leggera.

«IL DRAMMA NON E' SERVITO A NULLA»

«Infatti», spiega Leonio, «in dispregio delle linee guida contenute nelle ordinanze e nei relativi indirizzi finora emanati, che prevedono (e consigliano) l'esecuzione di opere di miglioramento sismico sulle strutture degli immobili, parte rilevante degli interventi finora richiesti dai progettisti non contempla alcun intervento di miglioramento sismico degli edifici ma soltanto lavori di ripristino e chiusura di lesioni, di sistemazione degli interni e di verifica degli impianti. Viene quindi sottovalutata qualsiasi opera di prevenzione del rischio sismico, come se l'esperienza vissuta un anno fa non fosse servita a nulla».
Di chi la responsabilità? Dei tecnici che non progettano opere di miglioramento o degli organi di controllo che non le ammettono a contributo oppure le ammettono in misura inferiore ai limiti previsti dalle linee guida («150 euro al mq»)?
«La valutazione della congruità degli interventi», continua Leonio, «viene effettuata da tecnici di Reluis – Cineas che non hanno mai visto la nostra città, che neppure ora risiedono qui e quasi
esclusivamente sotto l'aspetto economico; ma se tra qualche anno dovesse verificarsi un altro terremoto il risparmio attuale non sarebbe vanificato dai danni a strutture immobiliari non adeguate, dalla perdita di vite umane e dai costi di un'altra fase di gestione dell'emergenza?»

I CONTRIBUTI ACCORDATI


I dati sui contributi finora accordati sono soltanto provvisori e risalgono al 3 novembre 2009.
Il valore medio accordato su singola domanda (indistintamente per parti comuni o singola abitazione) è pari a 43.000 euro. Se tale dato dovesse essere confermato, la spesa complessiva per gli alloggi esito B e C dovrebbe essere di circa 450 milioni di euro pari al 50% della spesa sostenuta per gli alloggi del piano CASE (nei quali dovrebbero trovare accoglienza circa 17.000 persone).
Ma la riparazione delle abitazioni di esito “B” e “C” potrebbe far rientrare nelle proprie case una popolazione sicuramente maggiore (circa 25.000 persone).
Senza conoscere i risultati finali delle domande relative alle unità immobiliari di esito B e C (circa 10.900 immobili, più del doppio di quelli CASE) una domanda sorge spontanea, continua Leonio: «ma se gli sforzi umani, organizzativi ed economici iniziali fossero stati finalizzati alla ricostruzione leggera e non al piano CASE, probabilmente si sarebbero raggiunti risultati migliori in termini di numero dei cittadini alloggiati, di risparmio di costi, di salvaguardia e tutela del territorio aquilano».
L'Ara oggi chiede al commissario Chiodi e al suo vice Cialente di far conoscere alla cittadinanza i dati ed i numeri aggiornati sui costi definitivi del progetto CASE e dei MAP; il costo previsto per la manutenzione degli alloggi del progetto CASE per un periodo di 10 anni; il valore complessivo dei contributi definitivi finora accordati con indicazione del numero delle unità immobiliari cui si riferiscono; il valore complessivo delle richieste di integrazione predisposte da Reluiss-Cineas, il loro esito finale, i criteri utilizzati per la remunerazione di tutti i soggetti impegnati nella valutazione delle domande (Reluiss, Cineas,etc.): a pratica, a tempo, a valore, con indicazione della spesa complessiva.
«La conoscenza di tutti questi elementi», continua Leonio, «permetterebbe al cittadino, agli organi di controllo dellʼattività amministrativa e all'autorità giudiziaria di valutare la bontà delle scelte finora operate, trattandosi di risorse economiche pubbliche».

Alessandra Lotti 30/03/2010 10.16

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ASPETTANDO IL 6 APRILE, TRA INIZIATIVE E POLEMICHE

L'AQUILA. L'organizzazione internazionale "Save the Children" pianterà tende a L'Aquila, Roma e Milano, in occasione dell'anniversario del terremoto, documentando la situazione dei bambini e le attività tutt'ora in corso in loro favore nell'aquilano e sulla costa abruzzese nel rapporto "Abruzzo: un anno dopo il terremoto".
Nella tenda all'Aquila saranno invitati e presenti molti dei bambini e ragazzi che hanno frequentato gli Spazi a Misura di bambino che "Save the Children" aveva allestito all'interno delle tendopoli di Bazzano, Acquasanta, Ex-Italtel e Paganica, o che sono coinvolti nelle attività che l'organizzazione sta portando avanti in molte scuole dell'area.
Intanto dopo le recenti polemiche sulla fiaccolata commemorativa prevista per il 6 aprile, in cui il Comitato vittime Casa dello studente ha chiesto il silenzio assoluto e l'esclusione delle croci e di qualsiasi simbolo di partito o sindacato, a scendere in campo e' la Cisl, che punta l'indice contro «i divieti imposti sulla manifestazione».
«Condividiamo appieno la volontà di non politicizzare o etichettare in alcun modo una cerimonia commemorativa, che ha il solo senso di dare voce alle tante vittime innocenti del sisma che ha colpito la nostra citta' e il suo comprensorio», afferma Gianfranco Giorgi, segretario regionale Cisl, «vittime che abbiamo il dovere morale di ricordare con il massimo rispetto, senza baccano, ne' polemiche, come sta avvenendo in questi ultimi giorni. Non si può impedire ai familiari e parenti di partecipare al corteo portando una croce o altri simboli religiosi, di pregare per i propri defunti e farlo pubblicamente. L'ennesima polemica post-terremoto innescata a pochi giorni dalla ricorrenza del disastroso evento sismico appare inopportuna e, se vogliamo, strumentale».
Stamattina, invece, si procederà a Cugnoli all'inaugurazione dei moduli abitativi provvisori (MAP). Le chiavi dei nove mini appartamenti (4 per 4 persone e 5 per 3 persone), completamente arredati e funzionanti, le cui procedure di realizzazione sono state avviate nell'ottobre 2009, saranno consegnate al primo cittadino Lanfranco Chiola dai funzionari di Protezione civile. Prenderanno parte alla cerimonia autorità regionali e provinciali.
E non mancano strascichi polemici alla richiesta degli avvocati che difendono gli indagati della Casa dello Studente che faranno richiesta di spostare i procedimenti a Campobasso per legittima suspicione.
L'avvocato Attilio Cecchini, difensore di uno degli 11 indagati, ha invitato il procuratore capo Alfredo Rossini a presentare istanza di remissione del processo a Campobasso «perché il clima che si è creato all'Aquila - ha detto -é incompatibile con un processo che garantisca le prerogative della difesa».
«I magistrati sono onesti e fanno le cose giuste», ha replicato Rossini: «gli avvocati fanno il loro dovere cercando di difendere gli indagati, i magistrati cercano la verità».
30/03/10 10.45