Legambiente:«L’Aquila diventi patrimonio dell’Unesco»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Sono 4.950 le opere d’arte, recuperate e messe in sicurezza in chiese e palazzi gravemente danneggiati dal sisma che il 6 aprile scorso ha colpito la città dell’Aquila.


Statue, dipinti, sculture, oggetti sacri e liturgici sono stati recuperati tra le macerie grazie all'impegno delle istituzioni, dei Vigili del Fuoco, delle Soprintendenze, delle forze dell'ordine e dei 350 volontari di Legambiente specializzati nella salvaguardia dei beni culturali in caso di calamità, che fin dal primo momento dell'emergenza hanno messo a disposizione energie e competenze.
Sono stati inoltre posti in salvo 247.532 volumi, alcuni dei quali antichi e pregiati, provenienti dagli archivi storici e dalle biblioteche dell'Aquila, principalmente la Biblioteca Arcivescovile e quella del Convento di Santa Chiara.
I dati sulle attività di Legambiente durante l'emergenza terremoto - nell'ambito de L'Arte Salvata, la campagna di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile, realizzata con il patrocinio del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dedicata alla salvaguardia del patrimonio culturale dai rischi naturali - sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa nel capoluogo abruzzese.
Gli interventi di recupero ai quali hanno partecipato i volontari di Legambiente riguardano per la maggior parte operazioni di recupero e trasporto nei magazzini temporanei oppure interventi di messa in sicurezza in loco.
Le opere salvate risalgono a un arco di tempo che va dall'età medievale a quella contemporanea: per esempio una Madonna con bambino del XII secolo, la croce processionale dell'Arcivescovado in bronzo del XIII secolo, un dipinto attribuito a Raffaello e un Cristo dipinto da Mattia Preti del XVII secolo. I volontari di Legambiente hanno operato in edifici di straordinario interesse storico-artistico, come la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, il Museo Nazionale d'Abruzzo nel castello Cinquecentesco, il Duomo dei SS. Massimo e Giorgio, la Basilica di San Bernardino, il palazzo dell'Arcivescovado, la Chiesa del Suffragio o delle Anime Sante.
«L'esperienza degli interventi sui beni culturali durante l'emergenza in Abruzzo – spiega Simone Andreotti responsabile nazionale di Legambiente protezione civile– dimostra come l'alto livello di specializzazione raggiunto in molti campi dai volontari sia una qualità positiva del sistema di Protezione civile italiano da valorizzare sempre di più. La salvaguardia delle opere d'arte è momento imprescindibile per la tutela dell'identità collettiva delle comunità locali colpite da tragici eventi, come nel caso del Gonfalone dell'Aquila, recuperato al Museo Nazionale d'Abruzzo. Inoltre, la tempestiva attività di recupero delle opere d'arte nel momento di un evento calamitoso – conclude Andreotti - consente non solo di limitare i danni a cui sono esposte le opere ma anche di prevenire i furti per i quali le condizioni di emergenza sono troppo spesso un terreno fertile».
Anche sotto questo profilo, in Abruzzo, la cooperazione tra gli enti e i soggetti che concorrono alla tutela del patrimonio culturale ha portato a risultati positivi. Secondo i dati del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio culturale, i furti di opere d'arte nella regione, nonostante le gravi condizioni dovute al sisma, nel 2009 sono diminuiti rispetto all'anno precedente: 14 i furti registrati - a fronte dei 21 del 2008 - per un totale di 59 oggetti trafugati di cui 30 provenienti da chiese e 29 da edifici privati.

26/03/2010 16.19