Torna sciame sismico, 7 scosse in poche ore. Giuliani: «tutto tranquillo»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Torna lo sciame sismico e torna la paura. Ma Giampaolo Giuliani rassicura («tutto tranquillo»). * FINANZIAMENTI UNIVERSITÀ, DI ORIO: «NESSUNA CERTEZZA»

Giornata difficile quella di lunedì a causa di uno sciame sismico si è verificato nell'aquilano tra le 5.15 e le 8.26.
La paura, ad un anno dal sisma, non ha abbandonato gli aquilani e le continue scosse, seppure di intensità limitata mettono in agitazione la città.
La prima scossa, così come riportato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stata di magnitudo 1,6.
Alle 5.25 è stata registrata una replica di magnitudo 1,8, alle 5.42 di magnitudo 1,5, alle 5.45 di magnitudo 2,2 ed alle 8.26 di 1,7.
L'evento delle 5.45, in particolare, è stato avvertito dalla popolazione. I distretti sismici interessati dagli eventi sono stati Valle dell'Aterno, Aquilano e Velino Sirente.
Non si sono registrati fortunatamente danni a persone o cose.
Più tardi nel corso della giornata si sono verificate altre due scosse - alle 10.26 e 11.15 - sempre di piccola intensità: la prima di magnitudo 1,9, la secondo di 1,7.
Dalla sua pagina Facebook Giampaolo Giuliani, il ricercatore che sostiene la teoria del radon come precursore sismico, denuncia il comportamento di alcuni giornali locali che avrebbero estrapolato frasi di un suo comunicato stampa dei giorni scorsi «modificandone completamente il senso e destando nella popolazione un'ansia generalizzata almeno per il momento, infondata».
Insomma paura che si aggiunge a paura di cui i cittadini davvero non sentono la necessità.
«Mi dissocio da comunicazioni ed allarmi non fornite direttamente dal sottoscritto, in quanto inesatte e prive di fondamento», scrive Giuliani sulla sua pagina.
Lo studioso cerca anche di fare un riepilogo della situazione attuale nel bacino dell'aquilano: «al momento», spiega Giuliani, «le nostre stazioni mostrano un incremento sulla media mobile del Radon, dalle stazioni di Ripa Fagnano e Coppito. Tali incrementi non evidenziano ancora eventi maggiori di Ml: 3.0 dalle ore 14:00 del 22 marzo 2010. Di conseguenza pur essendo la situazione tale da lasciar prevedere una media di eventi strumentali tra le 20 e le 30 scosse nelle prossime 24 ore, delle quali alcune rilevabili dalla popolazione, consiglio di mantenere la calma fintanto che non si dovesse rilevare, nelle ore successive al presente comunicato una situazione di maggiore pericolo. In ogni caso, consiglio come sempre, di rispettare quelle semplici regole comportamentali che in casi di pericolo possono essere fondamentali per la sicurezza di ognuno».

23/03/2010 9.34

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FINANZIAMENTI UNIVERSITÀ, DI ORIO: «NESSUNA CERTEZZA»


L'AQUILA. Nei giorni immediatamente successivi al tragico evento sismico del 6 aprile 2009, fu annunciato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini uno stanziamento di 16 milioni di euro da destinare alla ricostruzione della Casa dello Studente, simbolo della devastazione del terremoto.
«Dopo quasi un anno –spiega il rettore dell'Università de L'Aquila Ferdinando di Orio – e in una situazione drammatica, da me ripetutamente denunciata, per la residenzialità studentesca, mancavano rassicurazioni sulla effettiva disponibilità di questo finanziamento. Di qui la mia iniziativa di scrivere al Ministro Gelmini per avere chiarimenti in merito».
La risposta del Ministero dell'Istruzione è stata chiara: le risorse vanno richieste secondo le procedure dalla Legge 24 giugno 2009 n.77 al Presidente della Regione «che provvede alla successiva realizzazione dell'intervento, avvalendosi del competente Provveditorato interregionale alle opere pubbliche».
«Ottenuta questa risposta dal Ministero – continua il rettore di Orio – ho scritto al Presidente della Regione e Commissario Straordinario per la ricostruzione, nonché responsabile per legge per il diritto allo studio, per sapere quali azioni intenda mettere in atto per realizzare, nel più breve tempo possibile l'intervento promesso dalle massime autorità governative».
Nella stessa lettera il rettore ha denunciato i ritardi relativi alla Caserma Campomizzi, che dal 15 febbraio avrebbe dovuto ospitare gli studenti aquilani, e alla realizzazione di case provvisorie (M.a.r.) ad uso esclusivo degli studenti.
«Siamo inoltre ancora in attesa di avere risposte da parte di Regione e Comune dell'Aquila circa le residenze studentesche da realizzare attraverso Project Financing in località Casale Calore», aggiunge Di Orio.
Il rettore si augura che questa sua iniziativa riesca finalmente a smuovere «l'immobilismo che ha caratterizzato sinora l'azione degli Enti Locali competenti riguardo il problema della residenzialità studentesca. Oltre 8.000 studenti sono ancora costretti a defatiganti viaggi quotidiani, che rendono difficile la frequenza costante di tutta l'attività universitaria. Se questi studenti, che finora hanno dimostrato un'affezione non comune nei confronti della nostra Università e della nostra città dell'Aquila, non troveranno risposte credibili alle loro esigenze alloggiative, è inevitabile che decideranno di andare via, con disastrose ripercussioni sul tessuto socio-economico di tutto il comprensorio aquilano». Di Orio si dice consapevole delle difficoltà e della complessità della ricostruzione della città, «ma altrettanta consapevolezza chiediamo alle autorità competenti nei confronti dei problemi degli studenti universitari. E' qui, infatti, che si gioca il futuro dell'Aquila non solo come Città universitaria, ma come Città tout-court».

23/03/2010 9.34