Crollo facoltà ingegneria, chiesti 7 rinvii a giudizio

Alessandro Biancardi

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Crollo facoltà ingegneria, chiesti 7 rinvii a giudizio
L'AQUILA. Svolta nell'inchiesta sul crollo della facoltà di Ingegneria a Monteluco di Roio. * CROLLI VIA D'ANNUNZIO: PROSSIMA SETTIMANA PARTONO GLI AVVISI DI GARANZIA
Il Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, ha depositato oggi nella cancelleria del Gup del Tribunale dell'Aquila le richieste di rinvio a giudizio dei sette dei nove indagati per disastro colposo.
Le due richieste di archiviazione sono state depositate nell'ufficio del Gip.
I sette indagati sono Gian Ludovico Rolli, Giulio Fioravanti , Massimo Calda, Carmine Benedetto, Ernesto Papale, Sergio Basile e Giovanni Cecere.
I due indagati che dopo le indagini della Procura non avrebbero avuto ruoli sul crollo della costruzione, sono Mauro Irti e Alessandro Fracassi.
Secondo la Procura della Repubblica e le ulteriori indagini svolte dal Corpo forestale dello Stato vi sarebbero state delle censure nella costruzione realizzata a meta' anni novanta: «Progetti incompleti dove mancavano dettagli architettonici e costruttivi relativi all'ancoraggio e all'appoggio delle coperture inclinate e mancato controllo».
Avanzati anche rilievi di «carenze e omissioni progettuali, di errori di esecuzione delle opere, di cattiva vigilanza».
Negligenze, secondo i periti nominati dalla Procura, che avrebbero potuto produrre diversi lutti tra gli studenti.
Pertanto risultano indagati i progettisti architettonici Gian Ludovico Rolli, 77 anni, di Roma, Giulio Fioravanti, 65 anni, di Roma e il progettista delle strutture Massimo Calda, 61 anni, di Bologna. Sono sotto accusa per aver redatto I tre avevano assunto l'incarico per conto della "Edil.Pro" di Roma.
A Mauro Irti, 43 anni, nato all'Aquila, geometra, direttore di cantiere e agli ingegneri Carmine Benedetto, di 45 anni, nato a L' Aquila e residente a Cossombrati (Asti) e Alessandro Fracassi, 48 anni, nato e residente ad Avezzano, entrambi direttori tecnici di cantiere, era stata contestata la realizzazione «delle strutture murarie oggetto del crollo (su cui veniva poi appoggiata la struttura di copertura) in blocchetti di calcestruzzo vibrocompresso per una lunghezza di circa 40 metri e una altezza di circa 14 metri nell'area di ingresso principale, corpo A, della facolta' di Ingegneria, prive delle necessarie nervature di irrigidimento in cemento armato e degli ancoraggi al telaio in cemento armato».
A carico di Ernesto Papale, 57 anni, nato a Roma e residente a Monterotondo, direttore dei lavori per conto della Edil.Pro, vengono mossi gli stessi addebiti.
Per Sergio Basile, 76 anni, nato all'Aquila e residente a Roma, presidente della commissione di collaudo statico e tecnico amministrativo per conto dell'azienda committente, si ipotizza ancora il mancato rilevamento «della combinazione di carenze e omissioni progettuali, di errori di esecuzione delle opere, di cattiva vigilanza da parte dei direttori di cantiere, dei direttori tecnici e del direttore dei lavori».
Stesse accuse per Giovanni Cecere, 80 anni, nato a Roma e residente a Terni.

12/03/2010 16.43


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CROLLI VIA D'ANNUNZIO: OGGI PARTONO GLI AVVISI DI GARANZIA

L'AQUILA. Oggi dovrebbe essere un giorno importante per l'inchiesta che riguarda i crolli di via D'Annunzio.
La procura della Repubblica dovrebbe emettere, infatti, gli avvisi di garanzia per i presunti responsabili del crollo del condominio privato dove sono morte 13 persone.
Per la verità novità erano attese già nella giornata di ieri ma l'apertura del quarto filone della maxi inchiesta sul terremoto é stata rinviata di qualche ora.
Una delle cause è da ricercare anche nel fatto che per la neve che ha causato la chiusura delle autostrade A/24 ed A/25 alcuni impiegati non sono riusciti a raggiungere il posto di lavoro.
E' lo stesso procuratore capo, Alfredo Rossini, a confermare queste difficoltà: «per la neve in ufficio non sono arrivati alcuni impiegati visto che l'autostrada è stata chiusa - ha spiegato Rossini che però non ha reso noto quale azione sta preparando la procura in relazione alla maxi inchiesta sul terremoto».
Rossini nei giorni scorsi comunque aveva detto che sono imminenti gli avvisi di garanzia per il crollo del condominio di via D'Annunzio.
Con l'apertura del quarto filone d'inchiesta si apre la lunga lista dei condomini privati nell'ex zona rossa, in particolare in via XX Settembre e strade collegate, dove ci sono state decine e decine di morti.
Si tratta di una decina di condomini privati nei quali si sono verificati i casi più gravi e dolorosi della tragedia.
I primi tre filoni della maxi inchiesta sul terremoto sono quelli relativi ai crolli della casa dello studente, 8 morti e 15 indagati, del convitto nazionale, 3 morti e 2 indagati, con le ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni e alla sede della facoltà di ingegneria dell'università dell'Aquila a Roio, dove non c'é stato nessun morto, per il quale sono nove gli indagati per disastro colposo. Per i primi due la Procura ha depositato al Gup le richieste di rinvio a giudizio e il Gup ha fissato per il prossimo 17 maggio l'udienza preliminare per il crollo del convitto nazionale e per il prossimo 28 maggio quella sulla casa dello studente.

AL SETACCIO PROCEDURE PER APPALTI A CONSORZIO

Ma come ormai è noto la procura de L'Aquila è impegnata anche nell'inchiesta sui comitati d'affari.
Sotto la lente degli inquirenti abruzzesi sono così finite le procedure che hanno portato all'affidamento degli appalti del terremoto al consorzio Federico II.
Al lavoro ci sono gli uomini del Ros, e di polizia e guardia di Finanza ai quali la Procura della Repubblica ha affidato le indagini sui collegamenti aquilani dell'inchiesta della Procura di Firenze sugli appalti per i grandi eventi, tra cui il G8 della Maddalena.
Gli atti dell'inchiesta che ha portato all'arresto di sei persone e al coinvolgimento del capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, indagato per corruzione, sono arrivati da alcuni giorni dopo le ripetute istanze del procuratore capo, Alfredo
Rossini. L'attività del consorzio Federico II è emersa dalle intercettazioni della procura di Firenze: il Consorzio è costituito dalla Btp Spa - coinvolta nell'inchiesta della procura di Firenze - e dalle tre imprese aquilane Ettore Barattelli, Giulio Vittorini e Marinucci - Equizi, che non hanno ricevuto alcun provvedimento a loro carico.
Il Consorzio avrebbe ottenuto appalti dalla Protezione Civile e dal Comune per circa 12 milioni di euro.
Il procuratore ha sottolineato che finora non è emerso alcun rilievo dalle indagini avviate con l'inchiesta sui comitati di affari partita dopo il terremoto e costituita da un fascicolo che Rossini ha riferito essere consistente.
12/03/2010 9.37

SLITTAMENTO A PROSSIMA SETTIMANA

Sono attesi per la prossima settimana gli avvisi di garanzia per i presunti responsabili del crollo del condominio privato di via D'Annunzia. La notizia dello slittamento della consegna degli avvisi di garanzia e' stata ufficializzata oggi dal Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila Alfredo Rossini.
12/03/10 17.04