Trasparenza. Consiglio comunale e Protezione Civile gaffes a ripetizione

Alessandro Biancardi

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Trasparenza. Consiglio comunale e Protezione Civile gaffes a ripetizione
L'AQUILA. Il consiglio comunale di ieri ha approvato una mozione, presentata dai consiglieri Antonello Bernardi, Giuseppe Bernardi, Vito Albano e Fabio Ranieri. * TUTTI I SÌ DEL CONSIGLIO COMUNALE * «COMUNE L'AQUILA NON TENUTO A RIASSORBIRE DISAVANZO»
Si tratta di una mozione sulla trasparenza in merito all'ammontare e alla spesa dei soldi pubblici da parte della Protezione civile dal 6 aprile 2009 al 15 febbraio 2010.
Il documento, alla luce di quanto emerso nell'inchiesta della Procura di Firenze in merito agli appalti per il G8 alla Maddalena e in considerazione del fatto che non si è mai riunita la commissione di garanzia per il controllo della gestione dei fondi per l'emergenza sisma da parte del dipartimento di Protezione civile, impegna il sindaco a richiedere ufficialmente alla stessa Protezione civile e al commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi l'elenco dettagliato delle ditte impegnate a L'Aquila nei lavori post sisma, nonché di tutti gli incarichi e consulenze richieste dal dipartimento.
Un impegno almeno in gran parte superato da alcune settimane e proprio in conseguenza degli scandali che hanno travolto la Protezione civile.
Infatti, se per mesi Bertolaso ed i suoi vice hanno addirittura rifiutato l'accesso agli atti di consiglieri regionali, dopo gli scandali il dipartimento ha pubblicato sul suo sito i documenti su appalti e subappalti (ma senza alcuna comunicazione ufficiale) in alcune pagine accessibili solo a chi da mesi ha imparato ad avere dimestichezza con quel portale.
PrimaDaNoi.it del resto ha pubblicato immediatamente ed integralmente le schede riportate sia per gli appalti della ricostruzione e sia per i subappalti, oltre che tutti i fornitori del G8.
Sulla base della mozione approvata ieri dal Comune il primo cittadino dovrà richiedere anche una relazione sulle donazioni pervenute e sul loro utilizzo.
Tutte le informazioni dovranno, inoltre, essere rese accessibili anche tramite pubblicazione sul sito internet del Comune.
Inoltre nelle scorse settimane si era levata alta anche la protesta di alcuni componenti di una commissione che avrebbe dovuto vigilare proprio sugli appalti della Protezione civile. Commissione che non è mai stata nemmeno convocata.

PROTEZIONE CIVILE:«TUTTO ON LINE», MA…


La Protezione civile ha così risposto ieri pomeriggio ai consiglieri che gli elenchi erano già on line.
Vorrà pur dire qualcosa se persino i consiglieri comunali de L'Aquila non si sono accorti di quegli elenchi?
Diciamo che l'ente presieduto ancora da Guido Bertolaso ha fatto di tutto per non divulgare informazioni e quando è stato costretto a farlo ha cercato comunque di rendere poco accessibile gli atti.
A riprova ulteriore il fatto che solo oggi, con un comunicato ufficiale alle agenzie, si precisa l'esistenza degli elenchi.
«Sul sito ufficiale del Dipartimento», si legge, «già da giorni é possibile trovare il dettaglio di quanto è stato speso e di quali sono state le ditte che hanno effettuato i lavori realizzati nel post-terremoto», dunque solo da pochi giorni e dopo gli arresti eccellenti e lo scoppio dell'inchiesta.
Ma la Protezione civile aggiunge altri elementi molto interessanti.
«E'utile ricordare che l'elenco completo delle ditte, comprese quelle a cui sono stati affidati i sub-appalti, è stato pubblicato integralmente dal quotidiano 'Il Centro' già nelle edizioni dell' ottobre scorso».
Una precisazione ulteriormente fastidiosa in quanto almeno fino a prova contraria Il Centro non è ancora stato definito per decreto la Gazzetta ufficiale, dunque viene letto da una parte di persone che non sono esattamente tutti i cittadini. L'uscita di un solo giorno dell'elenco su un quotidiano (magari a pagamento) è di sicuro un concetto molto originale per un ente pubblico di fare trasparenza: se vuoi sapere paghi.
Ma anche in quel caso si è fatto di tutto per rendere difficoltoso ai cittadini conoscere davvero.
Perché infatti l'elenco è uscito solo sul cartaceo e non sul web dove è possibile accedervi gratuitamente ed è agevole fare ricerche incrociate?
La difesa postuma, dopo il dominio incontrastato e senza controllo della Protezione civile, è carente ed inopportuna.
Quanto alle donazioni, il Dipartimento afferma che «sempre sul sito della Protezione Civile nazionale si possono trovare tutte le informazioni in proposito e che è stata istituto un Comitato dei Garanti composto dal senatore Franco Marini, abruzzese ed ex Presidente del Senato, dal dottor Cesare Mirabelli, ex Presidente della Corte Costituzionale, dal dottor Vito d'Ambrosio, Presidente della Regione Marche nel periodo in cui la Regione fu colpita dal terremoto del 1997, dal professor Natalino Irti, abruzzese e membro dell'Accademia dei Lincei e dall'avvocato Fernanda Contri, ex vice presidente della Corte Costituzionale, eletta Presidente del Comitato dei Garanti».
«Le mozioni trasparenza sono le benvenute - conclude il Dipartimento - anche se in questo caso arrivano tardi: forse sarebbe stato meglio informarsi prima di rendere pubblica una iniziativa che, per quanto riguarda le attività del Dipartimento della Protezione Civile, è stata già superata dai fatti».
Pare non essere proprio la giornata giusta per Bertolaso& co poiché, è bene precisare, che fare trasparenza non significa esattamente “infognare” dati irraggiungibili su un sito internet e visibili solo dopo una difficoltosa e lunga ricerca.
Eppure a tutt'oggi comunque la Protezione civile non ha ancora risposto a diverse richieste di accesso agli atti ma a giudicare dalle promesse lo farà di sicuro.

12/03/2010 8.03
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TUTTI I SÌ DEL CONSIGLIO COMUNALE


Ieri in Consiglio comunale si è parlato ancora di terremoto e l'assemblea ha quindi discusso la relazione della commissione consiliare “Controllo e Garanzia”, presieduta dal consigliere Enzo Lombardi, che ha illustrato il documento, su questioni inerenti i consorzi obbligatori e gli aggregati edilizi.
In particolare la relazione ricorda che, sulla base di un'ordinanza del presidente del consiglio (n. 3820 del 12 novembre 2009), vengono disciplinate le modalità per assicurare lo svolgimento coordinato degli interventi di riparazione degli edifici unicamente in relazione a quelli classificati in categoria B, C ed E.
Una successiva ordinanza (3832 del 22 dicembre 2009) integra la precedente introducendo l'obbligo, per il Comune dell'Aquila, di individuare, entro il 31 marzo 2010, gli aggregati edilizi ai fini della costituzione dei consorzi obbligatori.
Le procedure, secondo la relazione, non sono applicabili ai centri storici e alle zone rosse, rendendo di fatto inattuabili le norme per la costituzione dei consorzi, in attesa, si legge nel documento, che «il commissario delegato Chiodi provveda, con apposito decreto, a definire le disposizioni per la costituzione e il funzionamento degli stessi. Tale norma – prosegue la relazione – interdice anche la possibilità demandata al segretario generale di autenticarne gli atti costitutivi».

IL CENTRO SERVIZI ANZIANI


È stata quindi discussa l'interrogazione del consigliere Franco Mucciante in merito al Centro servizi anziani del Comune dell'Aquila (Csa), con particolare riferimento ai posti letto e alla necessità di consentire il rientro nella struttura degli anziani evacuati a seguito del sisma e ricoverati attualmente in altre strutture.
Il consiglio ha approvato l'ordine del giorno, presentato dal consigliere Giuseppe Bernardi e sottoscritto da altri consiglieri, sull'impegno dell'amministrazione comunale “nei confronti del commissario alla ricostruzione per la verifica di disponibilità di alloggi, attualmente inagibili, in favore delle associazioni degli albergatori e quindi degli sfollati del terremoto del 6 aprile”.
Il voto consiliare invita il sindaco a verificare la disponibilità del commissario alla ricostruzione a stipulare una convenzione con l'associazione degli albergatori, sulla base della quale quest'ultima ottenga la possibilità di intervenire nella ristrutturazione di seconde case, avendo in cambio dai proprietari, per un congruo periodo di tempo, la disponibilità degli stessi ad uso residenziale in favore di quanti non abbiano ancora una sistemazione abitativa.
In seguito a un'inversione dell'ordine del giorno il consiglio ha quindi approvato la delibera relativa all'adeguamento da sede dell'Archivio di Stato a sede della Corte d'Appello di un edificio sito nei pressi della stazione ferroviaria, tra via XXIV aprile e via Pile. Dopo il cambio di destinazione d'uso il provveditorato interregionale alle opere pubbliche effettuerà gli interventi di recupero della struttura, parte di un complesso che comprende la vecchia stazione a servizio della linea ferroviaria L'Aquila – Capitignano e un edificio in cemento armato, attualmente incompleto. «Il Comune dell'Aquila – ha commentato l'assessore all'Urbanistica Roberto Riga – ha voluto in questo modo ribadire la volontà che la sede della Corte d'Appello resti nella città capoluogo, evitando un paventato trasferimento, soprattutto a seguito del sisma. Un atto di indirizzo, dunque, ma anche l'espressione di una determinazione dell'amministrazione».
L'assemblea si è quindi sciolta per mancanza del numero legale.
La seconda convocazione, per l'esame della delibera sull'assestamento generale del bilancio di previsione 2009, si terrà lunedì 15 marzo, alle ore 9.30, nei locali dell'Istituto nazionale di fisica nucleare ad Assergi (e non nella sede Ance come stabilito in un primo momento).

12/03/2010 8.04

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«COMUNE L'AQUILA NON TENUTO A RIASSORBIRE DISAVANZO»

L'AQUILA. Manca solo la firma per la quale forse bisognerà aspettare ancora un paio di settimane.
Il Comune dell'Aquila non sarà tenuto, a termine di legge, a riassorbire il complessivo disavanzo di amministrazione 2009.
Un passo importante per l'ente pubblico che rischiava altrimenti il blocco dei finanziamenti statali.
Questo vuol dire che il trasferimento previsto dal Decreto del presidente del consiglio sarà interamente a disposizione nel corso del nuovo esercizio finanziario.
Un importante aiuto per il Comune a distanza di quasi un anno dal sisma che lo ha messo in ginocchio.
L'accordo, da quanto si apprende, verrà sancito da una prossima ordinanza ma il traguardo sembra più vicino che mai.
A svelare la novità è stato il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, a conclusione della riunione di ieri al ministero dell'Economia e delle Finanze relativa ai problemi derivanti dai mancati introiti tributari.
Nel ritenere che la riunione si sia conclusa «in modo parzialmente positivo», Cialente ha detto di ritenere «la partita non conclusa poiché nei prossimi mesi continuerò il confronto con il governo, dal momento che, voglio ricordare, il Comune de L'Aquila, rispetto ai tributi usuali, non è in difficoltà per sospensione della spesa ma per il venir meno del presupposto stesso del pagamento dei tributi, vale a dire la mancanza di case, sulle quali, come noto, incide la maggior parte dei tributi, a cominciare da Ici e Tarsu».
«Aggiungo inoltre - ha concluso il sindaco - che, come ho ribadito anche nel corso della riunione, l'amministrazione comunale non intende predisporre bilanci di previsione che penalizzino ulteriormente i cittadini aquilani, i quali non hanno alcuna colpa per essere stati vittime di una tragedia epocale che ha distrutto la loro città».

12/03/2010 8.48