Ecco le linee guida per la ricostruzione. Cialente:«riapertura corso principale»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Partirà da sei aree, giudicate «di fattibilità a breve termine», ai margini della zona rossa, il piano di recupero del centro storico dell'Aquila, gravemente danneggiato dal terremoto del 6 aprile.

L'annuncio è stato dato dall'architetto Gaetano Fontana, capo della struttura tecnica di missione, nel giorno della presentazione, da parte del commissario Gianni Chiodi, delle linee guida per la ricostruzione, il decreto commissariale numero 3 del 9 marzo 2010 che definisce criteri e metodi di recupero dell'area centrale del capoluogo.
Obiettivo del decreto commissariale è quello di assicurare la ripresa socio-economica, la riqualificazione dell'abitato e la ricostruzione armonica del tessuto urbano abitativo e produttivo nelle aree colpite dal sisma.
Il decreto è diviso in nove articoli, per definire le linee di indirizzo strategico per la pianificazione del territorio, gli interventi sui centri storici e sui centri urbani e rurali, le perimetrazione, i piani di ricostruzione, ma anche le modalità di attuazione e la rappresentanza dei piccoli Comuni, riuniti nella conferenza dei sindaci.

LE SEI AREE


Sulla base del decreto, la struttura tecnica di missione ha elaborato il primo programma di intervento sperimentale con fattibilità a breve termine, scegliendo sei aree (porta Napoli Est, porta Napoli Ovest, area Santa Maria di Farfa, area ex San Salvatore, area Lauretana, area Belvedere-Banca d'Italia), sulla base della maggiore facilità di interventi e la presenza di edifici A e B e di costruzioni isolate, scarsa presenza di macerie, percorsi in sicurezza.
«Qui, con il fondamentale coinvolgimento dei cittadini - ha osservato Fontana - bisogna partire al più presto con i lavori per rientrare il prima possibile; a questo scopo sono stati interrogati anche i gestori dei servizi per comprendere le condizioni delle reti».
Sotto osservazione altri tre luoghi strategici della città dell'Aquila, considerati i simboli della ripresa del capoluogo: Piazza Palazzo, Piazza Duomo e Piazza della Prefettura. Fondamentale, per l'architetto Fontana, il profilo di coordinamento tra istituzioni locali, gestori delle reti dei servizi e cittadini proprietari, oltre che l'ottimizzazione della filiera burocratica per la richiesta dei contributi per i lavori.

PERIMETRAZIONE E TEMPI TECNICI DEL CRATERE

I sindaci, entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto, predispongono la perimetrazione con i relativi allegati e promuovono il raggiungimento dell'intesa con il Commissario delegato per la ricostruzione e con il presidente della Provincia, per quanto di sua competenza.
L'atto di perimetrazione è approvato d'intesa ed è pubblicato nell'albo pretorio.
«Tale atto», si chiarisce, «non può comportare mutamenti, modifiche, integrazioni e sostituzioni degli strumenti urbanistici vigenti e delle rispettive norme tecniche di attuazione nonchè delle normative in materia ambientale e della disciplina dei vincoli».
All'art. 4 e' previsto che per ciascun Comune siano definiti uno o più piani del genere, nel rispetto di alcune condizioni.
Per il centro storico dell'Aquila (definito centro edificato principale) viene previsto un regime speciale. Per quanto attiene i piani di ricostruzione, e' previsto all'articolo 5 che essi assicurino la ripresa socio - economica del territorio di riferimento, promuovano la riqualificazione dell'abitato e facilitino il rientro delle popolazioni nelle abitazioni recuperate a seguito dei danni provocati dal terremoto.
Nel loro ruolo di "motori" della ricostruzione, i Sindaci (art. 6), entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'atto di perimetrazione, definiscono e rendono note le proposte degli ambiti da assoggettare a piani di ricostruzione.
Successivamente pubblicano un avviso con il quale richiedono ai proprietari interessati, singolarmente o in forma associata, di presentare proposte di intervento per i propri immobili, entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'avviso stesso.
Una volta acquisite le proposte, i sindaci verificano l'ammissibilità delle stesse e ne effettuano la valutazione.
Lo stesso articolo 6 detta i tempi per i piani per la ricostruzione, che vanno adottati con atto del sindaco e affissi all'albo pretorio affinchè chiunque ne abbia interesse possa prenderne visione.
Nei successivi 15 giorni qualunque interessato può presentare osservazioni.
Entro 10 giorni dal termine di scadenza per la presentazione delle osservazioni, il sindaco indice una conferenza di servizi per l'acquisizione dei pareri, nulla osta ed altri atti di assenso; poi decide sulle osservazioni e trasmette il piano al Consiglio comunale, che lo approva nei successivi 15 giorni.
Infine, decorsi ulteriori 15 giorni dal termine di approvazione del piano, il sindaco procede con proprio atto all'approvazione del piano.

EDIFICI A E B

Le modalità di attuazione dei piani di ricostruzione sono contenute nell'art. 7. Tra queste modalità, merita una particolare segnalazione quella riguardante i singoli edifici ricompresi nella perimetrazione e classificati nelle verifiche di agibilità con categoria A, B e C, facenti parte funzionalmente, strutturalmente e tipologicamente di aggregati che nel loro complesso si presentino gravemente danneggiati.
Questi sono inclusi nei piani di ricostruzione, mentre quelli che non presentino tali caratteristiche possono essere oggetto di lavori secondo le prescrizioni contenute nelle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3778/09 (per gli immobili A) e 3779/09 (per quelli B e C).

PRESTO RIAPERTURA CORSO PRINCIPALE

La riapertura di corso Vittorio Emanuele - il corso principale del capoluogo d'Abruzzo - sarà presto possibile, ha annunciato invece il sindaco Cialente.
«Interpretiamo le manifestazioni di queste ultime domeniche - ha spiegato Cialente - come la voglia da parte dei cittadini di riprendersi questa città, per questo giudichiamo importante poter compiere azioni rapide e significative. Ieri - ha aggiunto - l'architetto Renzo Piano ha consegnato il progetto esecutivo per la realizzazione dell'auditorium al Castello, altro intervento importante di un centro storico malato».
Contemporaneamente, la struttura tecnica di missione ha individuato alcune azioni prioritarie, tra cui il recupero del Ponte Belvedere, per ristabilire il collegamento tra via Duca Degli Abruzzi e via Persichetti; il contenimento della frana della collina Belvedere, con la conseguente riapertura di via XX Settembre; il consolidamento della cinta muraria di fronte alla stazione ferroviaria.

10/03/2010 15.25