Domenica tornano le carriole nel centro storico aquilano

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Torneranno in piazza i cittadini dell'Aquila anche domenica prossima, per continuare il lavoro di rimozione delle macerie a piazza Palazzo, armati di secchi e carriole. * CIALENTE: «GIOVANARDI ATTEGGIAMENTO VERGOGNOSO»
La decisione è stata presa ieri sera nel corso di un'assemblea cittadina, alla quale ha partecipato anche una delegazione della frazione dell'Aquila.
L'annuncio, anche questa volta, è arrivato ai più con un tam tam di Sms, con scritto: "Io le cose non le lascio a metà! Domenica 7 alle 10 finisco di liberare piazza Palazzo dalle macerie".
E qualcuno, tra i più intraprendenti, si è detto disposto ad arrivare da Paganica a piedi, coprendo una distanza di circa 6 chilometri.
La mobilitazione è supportata anche dai comitati cittadini, come il '3e32' che oggi, in piazza Duomo, nel cuore della zona rossa, ha presentato anche un'iniziativa per il 21 marzo, il primo giorno di primavera, con un incontro aperto nell'atrio della facoltà di scienze a Coppito.
«Questo spazio - commenta Ezio Bianchi, tra i promotori, - vuole essere un punto di incontro in cui, decidere e incontrarsi».
Intanto questa mattina i venditori ambulanti del vecchio mercato di piazza Duomo sono giunti dinanzi la sede dell'Emiciclo, che oggi ospita la seduta del consiglio comunale dell'Aquila, con bandiere, striscioni e casacche della Confcommercio.



«Vogliamo incontrare il sindaco – hanno detto in massa - o l'assessore al commercio che non sono neanche venuti alla seduta e siamo disposti a restare qui ad oltranza fino a quando non avremo risposte. Adesso basta - proseguono i più - non possiamo transigere sull'inerzia del Comune».
La mobilitazione è stata pacifica ma il fatto di essere entrati nella sala del Consiglio regionale ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.
Ai commercianti è arrivata la solidarietà del consigliere regionale Luca Ricciuti che ritiene che «la strada indicata dall'assessore Marco Fanfani che la settimana scorsa parlava di un avvio di una gara d'appalto sia quella giusta. Non si capisce - ha concluso - chi al comune stia frenando le cose».
Il presidente della V commissione del consiglio comunale dell'Aquila "Garanzia e Controllo", Enzo Lombardi, ha invece presentato una relazione sulle macerie e altre problematiche connesse al sisma.
Per Lombradi «è evidente che qualcosa non funziona ed è necessario porvi subito rimedio portando a definizione un preciso disegno strategico sia pianificatorio che di restauro e recupero del centro storico basato su una adeguata proposta del Consiglio Comunale di “linee di intervento” che producano finalmente l'àmbito finora assente di scelta dei cittadini e degli altri Enti preposti alla ricostruzione».
Per il presidente «è necessario immediatamente superare, dopo averle messe in evidenza, tutte le carenze e le incertezze che ancora esistono ed indicare al Commissario delegato esaurienti proposte di azioni correttive».
Secondo il presidente adesso si deve pensare all'ordinamento urbanistico e ai piani di ricostruzioni, all'utilizzo di finanziamenti bancari previa indicazione di chiare e corrette modalità a salvaguardia dei cittadini utenti e c'è la necessità di evitare, tranne casi eccezionali, lo strumento dell'esproprio.



Il Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani, Antonio Saia, ha proposto una interrogazione per chiedere che venga chiarita una volta per tutte la linea che si seguirà nei prossimi mesi.
«Per quanto riguarda lo smaltimento delle macerie», dice Saia, «vi è un rimpallo di responsabilità in quanto il presidente Chiodi afferma che tale intervento era di competenza della Protezione Civile, mentre Bertolaso ne attribuisce la competenza a Regione e Comuni che, quindi, avrebbero la responsabilità della mancata rimozione».
«Come stanno le cose?», chiede il consigliere. «Perché ad oggi l'opera di rimozione non è ancora cominciata? quali iniziative urgenti verranno prese in un prossimo futuro per sanare questa situazione di inaccettabile degrado di cui sembra che ci si sia accorti solo dopo le reiterate proteste dei cittadini? Quali saranno i tempi presumibili per il completamento dell'opera?»

04/03/2010 16.16

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CIALENTE: «GIOVANARDI ATTEGGIAMENTO VERGOGNOSO»

«Il sottosegretario Giovanardi, prima di parlare, dovrebbe 'pulirsi la bocca', se non altro per rispetto di chi, da mesi, sta fronteggiando inefficienze non imputabili alla propria amministrazione».
E' durissima la risposta del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente alle accuse rivoltegli dal sottosegretario alle Politiche per la famiglia Carlo Giovanardi.
«Mancano alloggi per gli oltre mille e cinquecento nuclei familiari, costituiti per lo più da persone anziane, che, sulla base delle promesse del Governo, avrebbero dovuto trovare una sistemazione entro il settembre scorso. Per non parlare della disperazione di chi, nel sisma, oltre alla casa ha perso anche il lavoro, della kafkiana vicenda dello smaltimento delle macerie o della questione dell'Ater, azienda che gestisce l'edilizia residenziale pubblica, che ha dovuto accendere una linea di credito per avviare gli interventi di recupero degli immobili, dal momento che dei 150 milioni di euro previsti, non è stato erogato, ad oggi, neanche un centesimo».
«Trovo vergognoso, pertanto, che - conclude Cialente - per la presentazione di una lista e per fare campagna elettorale, il sottosegretario Giovanardi si sia permesso di attaccare un'istituzione che si sta facendo carico di tutti i problemi di questa drammatica emergenza, la più grave del secolo in Italia, con enormi difficoltà e con cittadini disperati che bussano quotidianamente alla porta chiedendo risposte per le promesse non realizzate da altri, senza per questo cadere in facili strumentalizzazioni, anche e soprattutto per salvaguardare l'immagine del sistema Italia, mentre tutto sembra crollare, soprattutto dal punto di vista morale».
Intanto il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ha annunciato di aver chiesto un incontro urgente con il Sottosegretario Giovanardi «affinchè' non venga perso nemmeno un euro e anche alla luce del fatto che il 30 % delle aree adibite al progetto C.A.S.E. sono da destinare ai servizi sociali. Pertanto, le risorse cui fa riferimento Giovanardi, insieme a quelle a disposizione della Giunta regionale, derivanti dalle donazioni, permetterebbero di rendere meno squallidi i nuovi agglomerati dove migliaia di cittadini aquilani saranno costretti a vivere per anni. Quindi - sottolinea De Matteis - un intervento immediato, perche' immediata e' la disponibilita' dei fondi, per incominciare a creare i presupposti di una buona qualita' della vita per le famiglie, i giovani e gli anziani. Voglio augurarmi - aggiunge - che il Sindaco dell'Aquila prenda atto della necessita' di affrontare con ben altra consapevolezza la realta' sociale della citta', tale da non subire piu' supinamente imposizioni, come in occasione della struttura in corso di realizzazione a Piazza d'Armi».

04/03/2010 16.16