Bertolaso: «in Abruzzo olimpiadi invernali». Pescante:«falsa illusione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'Abruzzo devastato dal terremoto candidato per le Olimpiadi invernali di sci del 2018? Bertolaso l'ha proposto in una intervista rilasciata al Tg5 ma Pescante frena: «le candidate ci sono già, non alimentiamo false illusioni».
Sembra quasi una boutade, simile a quella che nel 2007 lanciò Silvio Berlusconi quando salì, in piazza San Babila a Milano, sul predellino di una Mercedes, circondato da una folla di simpatizzanti di Forza Italia, e disse: «voglio creare un grande partito di centrodestra».
Poi però il Popolo della Libertà è nato davvero.
Lo stesso stile e le stesse trovate mediatiche pare averle apprese anche il capo della Protezione Civile, non si sa ancora, però, con quali effetti concreti.
Così ieri Super Guido ha stupito tutti quando ha lanciato la candidatura dell'Abruzzo alle olimpiadi invernali del 2018. Lo ha fatto in una intervista al Tg5 e non si sa bene quante persone avesse avvertito prima di lanciarsi in questo annuncio
«Tra otto anni- ha spiegato Bertolaso- L'Aquila sarà ricostruita e si potrebbe lavorare per attrezzarla perché diventi una candidatura inimitabile per un avvenimento così importante».
Una boutade? Una promessa elettorale? Un sogno realizzabile?
«Non vorrei essere preso per pazzo», ha aggiunto Bertolaso. «Quando fu deciso di spostare il G8 da La Maddalena a L'Aquila, qualcuno pensava che lo fossi, mi pare che i risultati siano stati molto positivi».
E' anche vero, però, che sui grandi appalti per il Summit e per altri grandi eventi (ad esempio i Mondiali di nuoto) la magistratura vuole vederci chiaro e capire come siano stati gestiti milioni di euro di fondi pubblici. Ma di quella storia, ormai, Bertolaso non ama più parlare.
Poco dopo l'annuncio in pompa magna, lanciato dal telegiornale Mediaset e poi rilanciato da tutte le agenzie, è arrivata la prima reazione, non proprio entusiasta.
«Da abruzzese, apprezzo il pensiero di Guido Bertolaso. Ma bisogna stare con i piedi per terra e non alimentare false illusioni», ha replicato Mario Pescante, vicepresidente del Cio nonché parlamentare Pdl, che ha bocciato di fatto, al telefono con l'Ansa l'idea.
«D'altra parte – ha aggiunto Pescante - ci sono già città importanti a volere i Giochi del 2018. C'é Monaco in combinata con Garmisch e c'é la coreana Pyeongchang che perse di pochissimo con Sochi per le Olimpiadi del 2014. Per non parlare, infine, del fatto che l'Italia ha già annunciato una candidatura per le Olimpiadi estive del 2020, per la quale concorrono Roma e Venezia».
Ma L'Aquila davanti a sé ha comunque un impegno importante, quello di diventare la Capitale della Cultura nel 2019 (un anno dopo le olimpiadi invernali)
Questa candidatura (promossa in maniera più organica e meno estemporanea) è partita da Milano, in occasione della Bit 2010.
Ufficialmente il bando per la scelta della città italiana Capitale d'Europa verrà aperto nel 2012, ma già da diverse città stanno arrivando le prime proposte, tra queste figurano Bari, Brindisi.
«Sul nome de L'Aquila - ha spiegato nelle scorse settimane il presidente Chiodi- abbiamo avuto dal governo un assenso di massima che si è materializzato con una lettera del sottosegretario Gianni Letta e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di appoggio alla candidatura».
Bisogna solo saper aspettare.


LOLLI: «BERTOLASO FUORI LUOGO, TERMINI CANDIDATURE GIÀ SCADUTI»

«Le dichiarazioni del sottosegretario Bertolaso sulla possibilità di tenere a L' Aquila le Olimpiadi invernali lasciano interdetti», commenta Giovanni Lolli, deputato del Partito Democratico.
«Se il sottosegretario si fosse informato», sostiene Lolli, «forse avrebbe potuto scoprire che in primo luogo i termini per la presentazione della candidatura sono scaduti ad ottobre. Esistono, inoltre, norme Cio (Comitato Olimpico Internazionale) nelle quali è previsto che le Olimpiadi invernali si possano svolgere in stazioni sciistiche che possiedono requisiti, come ad esempio una pista di discesa libera con relativi dislivelli, che da noi non esistono. Infine l'Italia ha già fatto la richiesta per celebrare nel nostro paese le Olimpiadi estive».
«A L'Aquila», chiude Lolli, «di “fuochi di artificio” ne abbiamo visti abbastanza. Dedichiamoci seriamente a risolvere i tantissimi problemi concreti del nostro territorio terremotato».
03/03/2010 8.44

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