«Le cosche interessate alla ricostruzione». Arriva conferma dei Servizi Segreti

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L' «attenzione predatoria» della mafia sugli appalti del post-terremoto in Abruzzo viene confermata anche dai Servizi segreti.
Se dubbi non ce ne sono mai stati adesso arriva una ennesima conferma.
Nella relazione consegnata al Parlamento, i Servizi sottolineano che «il profilo economico delle organizzazioni mafiose si è ulteriormente consolidato», anche con il coinvolgimento «in termini collusivi di circuiti professionali, tecnico-amministrativi e imprenditoriali» che danno vita a «veri e propri 'comitati affaristici' finalizzati a veicolare gli interessi mafiosi verso i settori di intervento più remunerativi».
A questo riguardo sono «significative le acquisizioni di intelligence relative all'attenzione predatoria delle cosche verso i grandi progetti riqualificativi e ricostruttivi in ambito nazionale»: tra questi, i Servizi citano appunto la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, accanto all'Expo 2015, alla Tav, ai lavori stradali ed autostradali, al settore energetico, al ponte sullo Stretto.
Secondo l'intelligence «il prevedibile protrarsi, almeno per buona parte del 2010, degli effetti della crisi economica» fa sì che persista il rischio della «penetrazione criminale nel circuito economico-finanziario legale».
Serve dunque un «elevato livello di attenzione preventiva» per «evitare che prospettate opportunità d'investimento possano essere percepite dal crimine organizzato come appetibili occasioni di infiltrazione e riciclaggio».
Ma «oltre agli appalti pubblici e all'edilizia in generale - sottolineano i Servizi segreti - le organizzazioni mafiose sono orientate ad operare» anche in altri settori: «realizzazione e gestione di grandi strutture commerciali e logistiche (grande distribuzione); turismo e immobiliare alberghiero; ciclo integrato dei rifiuti; produzione e commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli; realizzazione di impianti di produzione di energie alternative».
Intanto questa mattina si è tenuto un summit anche alla presenza del prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, teso proprio a fare una verifica sull'attività di contrasto alle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione post terremoto.
«In tempi non lunghi avremo delle risposte importanti. La nostra attività è volta ad avere elementi precisi e probanti per arrivare all'incriminazione di associazione per delinquere di stampo mafioso», ha detto il procuratore Rossini.
Secondo il procuratore la collaborazione con il prefetto «é fattiva, siamo consapevoli che stiamo entrambi lavorando contro la criminalità organizzata».
«I risultati stanno uscendo», ha concluso il procuratore capo.
Intanto la Procura della Repubblica dell'Aquila lavora senza sosta sulle indagini relative ai crolli degli edifici pubblici e non avvenuta a seguito della scossa del 6 aprile scorso e sta per ufficializzare anche i provvedimenti relativi al crollo del condominio privato di via D'Annunzio.
Nell'edificio sono morte 13 persone.
«Manca poco per l'invio degli avvisi di garanzia per via D'Annunzio» ha annunciato il procuratore, sottolineando che il lavoro sta andando avanti velocemente, nel rispetto della tempistica.
Con l'apertura del quarto filone d'inchiesta si apre così la lunga lista dei condomini privati nell'ex zona rossa, in particolare via XX Settembre e strade collegate, dove ci sono state decine di morti.
Quello sul crollo di via D'Annunzio è il quarto filone della maxi inchiesta sul terremoto, dopo quelli sulla Casa dello studente (8 morti e 15 indagati), del convitto nazionale (3 morti e 2 indagati), con le ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni, e della sede della facoltà di Ingegneria dell'università a Roio, dove non ci sono state vittime, per il quale sono nove gli indagati per disastro colposo.
Per i primi due la Procura ha depositato al Gup le richieste di rinvio a giudizio. Il Gup ha fissato per il prossimo 17 maggio l'udienza preliminare per il crollo del convitto nazionale.

PARTE A BREVE ANCHE IL FILONE FIORENTINO

Entrerà nel vivo nei prossimi giorni, invece, l'attività di esame da parte degli inquirenti abruzzesi degli atti inviati dalla Procura di Firenze relativi all'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi, tra cui il G8 alla Maddalena, che ha portato all'arresto di quattro persone e che vede indagato per corruzione il capo della Protezione Civile nazionale, Guido Bertolaso.
«Ho dato solo una sbirciata al fascicolo, nei prossimi giorni lo analizzerò attentamente», ha detto Rossini. «Si tratta di una inchiesta molto seria e molto importante».
Da quanto appreso dalle intercettazioni, i documenti più interessanti potrebbero essere quelli legati ai lavori del Consorzio Federico II, costituito dalla Btp Spa - coinvolta nell'inchiesta della Procura di Firenze - e dalle tre imprese aquilane Ettore Barattelli, Giulio Vittorini e Marinucci-Equizi, che non hanno alcun provvedimento a loro carico. Il Consorzio avrebbe ottenuto appalti dalla Protezione Civile e dal Comune dell'Aquila per circa 12 milioni di euro.

01/03/2010 18.07

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