Connessioni. La "cricca" di Balducci&Co a proprio agio in Abruzzo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

19058

Connessioni. La "cricca" di Balducci&Co a proprio agio in Abruzzo
ABRUZZO. Sistemi interconnessi? Non è una lezione di matematica ma potrebbe essere una realtà con la quale l’Abruzzo dovrà fare i conti, prima o poi.
Dopo aver creduto di vivere in un mondo da favola (l'isola felice), la nostra regione è piombata in una realtà completamente diversa. Un terremoto dopo il terremoto.
Inchiesta dopo inchiesta emergono legami e verità prima nemmeno immaginabili.
Le connessioni possibili possono aiutarci allora a capire ancora meglio la realtà con uno sguardo ampio.
Ieri i giornali davano la notizia che gli investigatori di Firenze, quelli che hanno aperto uno squarcio sul sistema della Protezione civile, hanno appurato che Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, dal 10 febbraio in carcere per corruzione nell'inchiesta sugli appalti del G8, utilizzava fra le altre una scheda telefonica pagata dall'imprenditore Diego Anemone e intestata a un poliziotto in forze al Sisde, il servizio segreto.
Un particolare come tanti che però si aggiunge alle altre coincidenze che tirano dentro personaggi della nostra regione.
Balducci era anche nel comitato tecnico della associazione Europa Prossima (oggi sparita dalla faccia del web), lo strumento per ottenere consenso e lustro dell'ex sindaco Luciano D'Alfonso, anche quest'ultimo accusato di aver intascato tangenti e creato un “sistema”.
Nell'inchiesta sulla Protezione civile anche altri nomi, anche se non indagati, disegnano connessioni con i fatti abruzzesi.
Come l'architetto Paolo Desideri, progettista del Villaggio del Mediterraneo, uno dei partecipanti alla gara per l'area di risulta di Pescara nell'era D'Alfonso ma anche nell'era Mascia: lo scorso 23 gennaio, il Comune e Fondazione PescarAbruzzo si sono messi alla ricerca di un professionista per il progetto della nuova area di risulta, dopo la rinuncia di Renzo Piano. In pole position proprio Desideri.
Ci sono poi gli imprenditori del Consorzio Federico II che hanno vinto appalti per la ricostruzione a L'Aquila e che la procura sospetta far parte di quel sistema gelatinoso teorizzato. E poi ci sarebbero altri fatti ancora da accertare che indicherebbero una certa incursione di quel sistema sempre nel capoluogo di regione.


BALDUCCI-GRUTTADAURIA-ANEMONE

Balducci però ha buoni rapporti con l'imprenditore Anemone e non solo.
Il figlio trentenne di Angelo Balducci, Filippo, era pagato da imprese finite in inchieste per mafia. Anche Ezio Gruttadauria, costruttore di Caltanissetta, era pronto a mettere mano al portafoglio.
È l'8 settembre 2008 Ezio Gruttadauria telefona a Diego Anemone, proprietario del Salaria Sport Village e gli chiede come deve regolarsi con il figlio di Balducci e che tipo di contratto deve fare. Si scopre così che anche la fidanzata di Filippo Balducci è stata sistemata.
Il nome degli imprenditori Gruttadauria, all'inizio degli anni ‘90, era al centro di un'inchiesta della Direzione Antimafia di Palermo che aveva trovato due numeri telefonici con l'indicazione “ingegnere Gruttadauria” sopra alcune rubriche sequestrate nell'ambito della maxi indagine sulla spartizione degli appalti pubblici in Sicilia sotto il controllo di Cosa Nostra.
Proprio in questa inchiesta, assieme ad altri costruttori finiti in carcere, era stato indagato Dino Anemone, (poi prosciolto nel 2004), il padre dei due imprenditori romani Daniele e Diego Anemone “patron” del Salaria Sport Village.

ECOSFERA PIGLIATUTTO IN ABRUZZO

Si dà il caso che Gruttadauria sia anche titolare di una impresa che viene citata nell'inchiesta di Firenze: la Ecosfera spa di Roma, una ditta non proprio sconosciuta che ha vinto un appalto molto contestato per la ristrutturazione della Caserma dei Marescialli di Firenze.
La Ecosfera compare in Abruzzo per esempio l'11 marzo 2006 in un convegno elettorale de “La Rosa nel pugno” dal titolo “cosa serve all'Abruzzo”. La ricetta era chiara: a relazionare proprio Gruttadauria alla presenza del presidente della Regione Ottaviano Del Turco, del Magnifico rettore dell'Università degli studi de L'Aquila, Ferdinando Di Orio, Pino Mauro, ed ovviamente il padrone di casa Lamberto Quarta.
Gruttadauria sa il fatto suo e racconta le cose che non vanno ed i freni per le imprese nel nostro paese.
«Le imprese hanno necessità di abbattere i costi», disse, «e uno dei fattori è la mobilità delle merci».
Che cosa serve all'Abruzzo? «Essenziali», continuò, «a questo fine sono due interventi: il potenziamento del porto di Ortona e l'attrezzatura e il potenziamento dell'innesto di questo canale a Roma».
Una indicazione poi seguita puntigliosamente dalla giunta Del Turco che grazie al supporto della Deutsche Bank ha avviato l'ingrandimento del porto di Ortona e affidato uno studio di fattibilità per un futuribile aeroporto sul mare.
Poi capita che sempre Del Turco-Quarta affidano alla Ecosfera la progettazione del Piano Paesaggistico regionale: un bel bando pubblico da 1,2 milioni di euro.
Il gruppo di progettazione della Regione è affiancato dalla società dell'amico Gruttadauria, il piano doveva essere pronto entro il 2008 ma ritarda.
Nonostante la sovrapposizione agli organi regionali che avrebbero potuto redigere lo stesso lavoro «con 12mila euro» si scopre che la stessa ditta aveva pure ricevuto il monitoraggio dei Docup con la giunta Pace (proprio quei Docup gestiti dalla Fira di Masciarelli?) e poi con la giunta Del Turco ha ricevuto altri incarichi per «ricerche sulla politica della casa».
Tutti appalti pubblici?
A Penna Sant'Andrea bisogna mettere il Fotovoltaico? Spunta Ecosfera. E per andare sul sicuro la Ecosfera non poteva non ricevere un incarico nell'informatica: 223.200 euro (al netto di Iva) per lo studio di fattibilità relativo alla «realizzazione di una piattaforma strategica e del servizio di assistenza tecnica» realizzato in sei mesi (24 agosto 2006- 22 novembre 2007).
Che fine avrà fatto lo studio e che utilità ha avuto? Il rapporto costi benefici è stato soddisfacente?
Mah.
La Ecosfera rientra anche nei partner nel progetto mai realizzato del parco religioso nei pressi di Sulmona ideato da Franco Iezzi.
D'accordo storie passate e da dimenticare? Macchè.
Secondo voi dopo l'arresto nell'inchiesta di sanitopoli l'ex braccio destro di Del Turco, Lamberto Quarta, per chi ha lavorato?
Ecosfera. Un incarico che ha incuriosito anche gli inquirenti di Sanitopoli che certificano “consulenza per l'anno 2009” ma potrebbe trattarsi anche di un errore materiale dovendosi riferire invece all'anno 2008.

LA VERTIGINOSA ASCESA DI ECOSFERA


Con questo curriculum uno si aspetterebbe di trovarsi di fronte una grande impresa da milioni di euro, invece il suo capitale è di poche centinaia di migliaia di euro quando riceve i primi appalti da milioni di euro.
La Ecosfera è stata costituita il 22 luglio del 2002. Nel 2008 aveva un capitale pari a 650 mila euro, i soci sono Marco Avarello, Giuseppe Di Noto, Alessandro Fiorini, Alessandra Floriani, Antonio Francioni, Duilio Gruttadauria, Enrico Nigris, Salvatore Tarantino, Annamaria Teodoro, Ezio Mario Gruttadauria. Il collegio sindacale è composto da Giorgio Torchia, Daniela Di Luzio, Myriam Fioravanti, Daniele Des Dorides, Attilio Mascioli di Avezzano.
Nel 2005 ha conseguito un utile d'esercizio pari solo a 57 mila euro per un volume d'affari di 176 mila, davvero pochino per una ditta che di lì a poco in Abruzzo sembra fare man bassa.
Nel 2006 l'utile è stato di 190 mila euro per un volume d'affari di 300 mila.
Nel 2007 l'utile è stato di 75 mila euro ma il volume d'affari è stato di 540 mila.
La Ecosfera è stata oggetto di contestazioni per violazioni alla normativa tributaria e comunitaria, alcune anche di natura penale, accertate nei confronti degli amministratori Fiorini, Francioni, Nigris, Gruttadauria e Tarantino.
Ma nessuno è sembrato preoccuparsene.

LA CASSAFORTE DELLE MAZZETTE

Repubblica di oggi in un lungo articolo inerente sempre l'inchiesta della procura di Firenze sui grandi appalti, spiega il ruolo centrale di un commercialista, Stefano Gazzani, con studio professionale in Grottaferrata.
Attraverso i suoi servigi Balducci, Anemone e gli altri della “cricca” sarebbero riusciti a monetizzare milioni di tangenti, riferisce Repubblica.
Gazzani avrebbe operato attraverso due finanziarie: la "Stube" e la "Fidear".
«Sono due fiduciarie su cui Gazzani opera pedissequamente su indicazione di Anemone, che controllano il "Salaria Sport Village" (società beneficiata dai Mondiali di Nuoto 2009) e nascondono quali soci di fatto i figli di Balducci», si legge nell'articolo, «società in cui Anemone pompa denaro contante (in un caso una ricapitalizzazione per 11 milioni di euro) perché a loro volta lo impieghino con criteri che di volta in volta lo stesso Anemone suggerisce».
Ora magari è solo un caso ma una società finanziaria denominata “Stube” incrocia pericolosamente l'Abruzzo nel 2005 e ci riporta a quell'operazione attenzionata dalla procura di Vasto che doveva portare a rivendere il pastificio Delverde a prezzi di realizzo, la cui mente sarebbe stata Giancarlo Masciarelli.
La procura si focalizzò in particolare su una ditta, la Soipa, che aveva presentato la sua offerta di acquisto al tribunale di Chieti.
Si scoprì che la So.i.p.a. srl, Società Investimenti e Partecipazioni Alimentari, di Roma, era stata costituita il 29.10.2004. L'amministratrice fin dalla sua creazione è l'avvocato Patrizia D'Agostino (la moglie di Giacomo Obletter, commercialista, stretto collaboratore, a vario titolo di Masciarelli e Fira), che è stata per un periodo difensore di un testimone che ha fornito
informazioni alla procura di Pescara circa presunti soldi portati
all'estero da Mileti e D'Alesio
.
La Soipa ha un capitale sociale minimo di 10mila euro diviso per 9.500 euro alla Servizio Italia – Società fiduciaria di servizi e 500 euro alla Stube S.p.a..
E' questa la fiduciaria del commercialista di cui parla oggi Repubblica?

26/02/2010 10.39








CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK